Ogni giorno racconto la favola mia, la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi!

Nome: Fabio
un uomo affetto da sindrome di Peter pan alla continua ricerca dell'isola che non c'è...
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visitato *loading* volte
Cos'è che arde in fondo al mio corpo?
Cos'è che accende di un rosso luminoso tutto sotto al mio cuore, giù giù nelle viscere?
Cos'è questa sensazione che mi sta facendo respirare aritmicamente senza più regolarità?
Cos'è che brucia in un punto casto del mio corpo?
Cos'è che mi sta a poco a poco avvolgendo in ondate non salate?
Cosa?
Tremo un pò al pensiero..
sono un pò titubante..
ma forse dovrei trovare la forza di lasciarmi andare..
..ma ho paura..
Notte magica e sogni di fuoco
apro gli occhi accarezzati da un'immagine
che lenta scende dalla mia mente.
Fra le mie labbra sapori antichi
mai addormentati, mai scordati
ancor di più voluti.
Labbra di fuoco
rose al vento senza spine
morse da alito di passione.
Mi desto ancor più convinto
ancor più deciso
di fare della fretta una nemica
di fare della tua bocca un riparo
di fare di te un pezzo di me...
Sono stato invitato ad una cena
Gran galà, tutti eleganti e vestiti a festa
Con sfarfallio di luci e di brillanti.
Mesto e goffo indosso le mie umili vestigia
Girovagando tra sorrisi e sguardi biechi
Destando ilarità e compassione.
Squillo di trombe e rulli di tamburi
La cena è servita
E in tavola finiscono tutti lor signori.
Un angolo mi accoglie
Giaciglio di umane sorti
Al riparo da catarrosi affaccendati
A menar le fauci.
Mi sazio d'avanzi, d’ossa e briciole
Pensando al dolce finale
Ricordandomi che alla fine
danno solo l’amaro.
Seduto con le mani in mano
sopra una panchina fredda del metro
sei lì che aspetti quello delle 7.30
chiuso dentro il tuo paletot
Un tizio legge attento le istruzioni
sul distributore del caffè
e un bambino che si tuffa dentro a un bignè.
E l'orologio contro il muro
segna l'una e dieci da due anni in qua
il nome di questa stazione
è mezzo cancellato dall'umidità
Un poster che qualcuno ha già scarabocchiato
dice "Vieni in Tunisia:
c'è un mare di velluto ed una palma
e tu che sogni di fuggire via...
di andare lontano, lontano...
E da una radiolina accesa
arrivano le note di un'orchestra jazz
Un vecchio con gli occhiali spessi un dito
cerca la risoluzione a un quiz.
Due donne stan parlando
con le braccia piene di sacchetti dell'UPIM
E un giornale è aperto sulla pagina dei films.
E sui binari quanta vita che è passata e quanta che ne passerà
E due ragazzi stretti stretti
che si fan promesse per l'eternità.
Un uomo si lamenta ad alta voce
del governo e della polizia.
E tu che intanto sogni ancora
sogni sempre, sogni di fuggire via...
di andare lontano, lontano...
andare lontano, lontano...
Sei li che aspetti quello delle 7,30
chiuso dentro il tuo paletot
seduto sopra una panchina fredda del metro.
Distanza
Mai ho pensato di esserne in difetto, di pensarla come un avversario invincibile.
Io che faccio chilometri senza problemi, sempre abituato a spostarmi con le due ruote…
Stavolta però è diverso; vedo una roccia impenetrabile, insormontabile.
Chilometri, metri, centimetri, come quelli di quella sera.
Solo pochi centimetri separavano le nostre labbra, cosi vicine da poter sentire il respiro affannato,
le nostre aritmie cardiache che si rincorrevano sempre più veloci.
Pochi centimetri e milioni di pensieri spazzati via da una carezza di rosa, mai cosi vicini e forse cosi lontani.
L’autostrada
La linea bianca sul grigio dell'asfalto
è interminabile
mi sembra di vederla scorrere negli occhi
da un'eternità
è sempre pomeriggio sono in pieno viaggio
arriverò stanotte
l'autostrada da qui è l'unica certezza che ho
di vederti anche oggi
di stare un'altra notte con te
se no cos'è in mezzo a questo fiume di automobili
che non mi fa sentire i chilometri
che mi porta da te
la luce di una storia è molto più forte
dei dubbi che uno ha
rimanere solo perdere altro tempo
non conoscere la verità
l'autostrada è così è l'unica risposta che ho
per incontrarci negli occhi
per stare un'altra notte con te
se no cos'è in mezzo a questo fiume di automobili
che non mi fa respirare pensandoti
che mi porta da te
che non mi fa sentire i chilometri
che mi porta da te
l'autostrada da qui
l'autostrada da qui
Mi sento ferita, danneggiata, lacerata..
ma è stato semplicemente un pensiero a farmi a brandelli..
come la grandine buca una bandiera che sventola sul cucuzzolo del palo
questo pensiero come dardi infuocati ha distrutto la mia stabilità.
Non ho più un punto fermo,
mi sento stesa al suolo perchè oramai sono come un risultato nullo..
Questa equazione è impossibile..
..mi dispiace..

Anima..Mia.
Anima folle
ti sento respirare tra
le viscere buie della mia
carne, agonia perenne
su un corpo insonne.
Anima d'azzardo
tra le tue voglie
io mi perdo, mentre
parole mute danzano
nella mia mente, soffocate
dall'emozione di un
inaudibile canto.
Anima di fuoco,
nel tuo desiderio
sono pelle che brucia,
lava che cola,
cuore che sgela.
Vita che vive.
Femme.
Dedicato a chi ha rabbia dentro contornata da tristezza,
a chi vorrebbe far qualcosa ma è frenato da una mano nel cuore,
a chi si sente ormai preso in giro da troppo tempo.
Strade deserte, note distorte
componi per lei..
Si è fatto buio già..
Ore seduto, sul marciapiede
sotto un lampione,
sai che lei non tornerà..
E' un lamento continuo,
di frasi che ormai
sono andate sparite
e che mai più sentirai..
Ti aspettavi di udire:
sei solo per me..
Metti l'anima in pace
quei giorni son già fumo e cenere..
La nebbia sul viso,
nasconde un sorriso
di quei giorni in cui
lei era accanto a te..
Riassaggi i momenti,
scorrendo i messaggi
ma solo quelli più dolci,
non li cancellerai..
Il tuo mondo sta andando a puttane oramai,
puoi reagire,
ma forse non è ciò che vuoi..
Preferisce al servizio
ma non guarirai..
Non mollare,
un consiglio,
o ti ridurrai fumo e cenere..
Da l'Amleto di William Shakespeare: