Ogni giorno racconto la favola mia, la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi!

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giovedì, 30 novembre 2006

ilycasch2

Scriverò di te.

Scriverò di te quando ormai non
ci sarà più nulla da dire,
e le lacrime vestiranno la mia
carne ancora gemente di piacere.
Allora il cielo pioverà
cadendo nell'abisso di un'anima
nera ed attraverso la
lunga passerella della vita
correrò tra coriandoli di
sangue e mi vestirò di
note stonate, tra musiche
di silenzio rivestite..

Scriverò di te quando capirò
che a volte si, ci si dimentica
del vento pur continuando
a sentirlo addosso.
E si sogna l'aurora quando
si è persi nell'oscurità
della propria essenza
e si avvverte quella totale
mancanza.

Scriverò di te e la terra
piangerà lacrime di cristallo,
il cielo si vestirà col
suo grigio mantello e
tutt'intorno saranno nuvole
d'argento, sublime ricordo
dell'incanto di un amore che mai fu.

Femme.


Postato da: femme a 16:24 | link | commenti

mercoledì, 29 novembre 2006
Acqua e vapore

Acqua e vapore

Lì nella tua vasca,
ti immagino tutta nuda
sola
il vapore, effetto vedo non vedo,
l'odore della cannella che si sparge nell'aria,
una benson tra le tue labbra
un bicchiere di falanghina in mano...
sottofondo di plant e page che intonano lullaby,
al chiarore di una candela...
Un gemito sconquassa lo stomaco
si spande nell'aria
un'onda si propaga nella vasca
Appoggiato alla porta godo
nel vederti così mia

Postato da: fabius00 a 13:51 | link | commenti (1)
deliri, sesso

martedì, 28 novembre 2006

black_white_erotica_sexy_25_f

ARABESCO

Prendimi,
come un fiume in piena
che ha fame di terra,
e della mia carne
ricama i gemiti sulle tue mani.

Raccoglimi con la bocca
Come un respiro
E trattienimi nelle viscere,
per poi lasciarmi fuggire lentamente
e per sempre legata.

Innalzami
Sull’onda del tuo corpo
Entrandomi dentro come una notte
Che invade il sangue.

Con la tua pelle
Voglio vestire il mio orgasmo.



*un grazie di cuore a necrodaimon per aver scritto questa poesia ( su mia richiesta) interpretando esattamente ciò che avevo nella mente ma che
Mio malgrado non ero stata in grado di mettere per iscritto.

Postato da: femme a 18:07 | link | commenti

lunedì, 20 novembre 2006
Sesso senza amore

da ISR (it sesso racconti) un racconto (molto godibile) di Kamicina, al quale ho voluto dare una versione maschile (non è carino come il suo però)

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I miei lo capiscono subito quand'è serata che vado a scopare. Esco ed entro dal bagno venti volte, in autoreggenti, voi capirete. E sul lavandino è tutt'un tripudio di rasoi, rasoietti, pinze, pinzette,
cremine e deodoranti al (sniff sniff...) white musk? Pino silvestre?
comunque sia, uno spiegamento di lame e flaconcini che non passa certo inosservato. In giorni normali mi vedono entrare in bagno con, massimo massimo, la sigaretta in bocca e il giornale aperto sulla pagina dei necrologi: voi capirete, una bella differenza. I necrologi, embè?
chevvedevodì. Mi coadiuvano la peristalsi. Non c'è niente di più lassativo, a parer mio, di un necrologio scritto bene. Distrae la mente, rilassa lo sfintere. C'è solo qualche piccola controindicazione. L'altro giorno, per esempio, m'è toccato interrompere a metà la seduta -a volte capita- per uscire ad
annunciare alla mia famiglia, ridendo fino alle lacrime, la tragica scomparsa del Marchese Bichi Gucci Ruspoli Scassacazzo degli Uberti di Torre sul Lago. Lo piangono addoloratissimi i figli Manfredi Ruffo,
Reginaldo della Rovere e Diotinculi Lasorella, oltre alla moglie Maya, la figlia Ginevra, il genero Conte Sbregamerda di Roccagiovine e trenta altre suppergiù teste coronate i cui nomi, pietosamente, giuro,
pietosamente, vi risparmio. Fiorentini, ovvio: perché son tutti di Firenze 'sti coglioni blasonati, e quando ne muore uno non c'è verso, non riesco più a cagare dal ridere. Eh, a volte ve l'ho detto, capita. Fortunatamente per il mio intestino, di 'ste nobili cariatidi ne muore solo una ogni tanto, altrimenti sai che stipsi. Ma sto divagando, chiedo venia.
Torniamo a noi.
Torniamo alla serata scopereccia, e al suo rito di preparazione.

Perché non c'è niente che mi ecciti di più quanto il radermi, l'ungermi, il martoriarmi a sangue in vista di un incontro galante. No, davvero. Senza ironia. Quando comincio a disporre il mio armamentario in bell'ordine sul lavandino, all'inizio penso: che palle, ogni volta 'sto calvario. Guardo l'orologio, spengo la
sigaretta sotto l'acqua corrente, mi svesto e sbuffo, che palle, che palleeee. Ma poi mi lascio prendere dal rituale, è più forte di me. Inizio a depilarmi le gambe con delicatezza, me le rimiro, me le massaggio con una cremina idratante e già me le immagino attorcigliate al suo bacino. Proseguo oltre, risalgo fino alla figa umidina, mi siedo sul bidet a cosce aperte e me la poto come un bonsai. A piccole sforbiciate, zac zac. Mi fermo, mi scosto, mi osservo alla distanza, mi riavvicino, zac zac.
Sono un'artista della sforbiciata. E infatti il risultato è sempre quello, come quei gatti che finiscono sotto una macchina e il pelo, dopo, gli riscresce a chiazze. Zac zac. Che disastro. Un'altra cesoiata e poi avvicino lo specchio: me la scruto assai poco convinta. E cazzo, vista così da vicino fa pure
impressione. Oh, senti. Io dico che va bene così, e se ha qualcosa da ridire che vada a troie. Ormai sono le 21.30, è tardi, tardissimooooo.
Ecco infatti che trilla al telefonino, puntuale come la morte. E' il nostro primo appuntamento e già parte male, non-sopporto-le-persone-puntuali. Il tempo di cospargermi di una mousse alla vaniglia e rosa, agguantare una micro-gonna e gli inseparabili tacchi a spillo, e scendo.

Non fa neanche la mossa di portarmi in qualche locale a bere qualcosa.
Dritti sparati verso casa sua, che mi sia chiaro subito l'intento e poche pippe. Parlo di niente e mi accarezzo cosce e collo facendo finta d'esser distratta. Fuori è un freddo assassino e io non vedo l'ora
che mi si incolli addosso, che mi faccia salire le pulsazioni. Casa sua è vicina, se non altro.
Scendo dalla macchina e il vento gelido mi fruscia sotto la gonna, insinuandosi tra gli slip e l'elastico delle autoreggenti, sensazione piacevolissima che farebbe colare di voglia anche una statua di
ghiaccio. Come da copione sento che làssotto comincio a esondare, oh mia piccola micia, che non tradisci mai, grazie. Ma prima bisogna parlare, chiacchierare, conoscerci, davanti a una bottiglia di vino
tenuta in fresco per l'occasione. Ok, no problem! quindi anche tu sei stato a Berlino? T'è piaciuta? Ah, ho capito dove lavori, io l'anno scorso ero part-time alla Xyz, vi avevamo come fornitori.

Vino finito, basta minchiate. Spostiamoci sul divano, con stereo e luci soffuse, e qui arriva il pezzo forte. Il primo bacio, carico di promesse, che parte timido e poi esplode in un carnevale di lingue, e
lo strip-tease mio, che parte lieve, lieve come una carezza, e poi finisce, senza interrompere lo slinguazzamento appassionato, che rimango nuda in tacchi e autoreggenti. E le mutandine infradiciate che me le tolga lui, si goda l'ebbrezza di affondarci le dita e di farmi il solito sorriso soddisfatto di chi già sa, già sa. Eccolo lì.
Sorrido anch'io, con la faccia più da porca che ho mascherata con un finto, lieve rossore -occielo, ma devi proprio piacermi tanto tanto per avermi fatto straripare così! Sorride, già sa. Lo slip finisce in un
angolo del divano, intinge mezza mano nella figa commosso da tanta alluvione, e mi gorgoglia rauco rauco 'andiamo sul letto'.
Fiondiamoci, tesoro! Mi prende per mano e io saltello per il corridoio tenendomi su le tette con l'avambraccio sinistro, ridacchiando.

Barababum, scaravoltata a pancia in su sul letto. Faccio volare via una scarpa, e poi l'altra, ma le calze le tengo, mi son costate un'occhio della testa e voglio ammortizzare la spesa a scopate. E
poi, quanto mi fanno sentire vacca. E in più mi tengono occultata la cellulite. Dio benedica le autoreggenti, ora e sempre. Mi è sopra e mi cosparge il corpo di saliva. Calde palpate che accendono in me ogni possibile fuoco. Gli salgo sopra io, e lo lecco, e lo mordo. Lui mi prende i capelli a due mani e me li scompiglia, me li arruffa selvaggiamente e mi spinge la testa là dove già sto andando
(ma tu accompagna pure la discesa, che mi fai sentire una maiala usata e mi piace ogni oltre dire). Lascio dietro di me una scia di baci e linguate fino all'ultimo centimetro di torace, godendomi ogni secondo di questa calata agli inferi.
Oplà.
Lo denudo dei boxer in un nanosecondo. Il suo cazzo non fa in tempo ad accorgersi di essere
uscito all'aria aperta, non fa in tempo a stiracchiare un attimo l'erezione, che è già inghiottito dal tunnel nero della mia gola.
Olè! Mugolo, lo circondo con le labbra, lo insalivo a dovere, appoggio dolce una mano sui coglioni, do' un paio di pompate... e lui...
Lui...
Lui viene.
Ma... ma...
Ma figlio-di-troia-figlio-di-troia-FIGLIO-DI-UNA-GRANDISSIMA-TROIA!
E non mi sto sbagliando boia d'un Giuda, è proprio una sborrata quella che mi sta impastando la lingua e il palato, ne ha il sapore, la gittata e la consistenza. Ma porco cazzo! Mando giù tutto continuando
a pomparlo lenta con la mano e mugolo di piacere con lo sguardo a triglia della battona stanca e soddisfatta, ma dentro di me, voi capirete, vado augurandogli tutte le punizioni infernali che Dante ha
elencato, tutte, dalle api alle arpie alle colate laviche al bagno di merda. Tutte.
L'ultima goccia la raccolgo con un colpetto di lingua e un ditino ciucciato: sorrido come una brava gattina. Lui risponde affannosamente al sorriso, lasciandosi andare sul cuscino con le mani sul volto.
Ma porca Eva, dico io.
Porca Eva!
Porca maledettissima Eva!

E poi!
Poi accade questa cosa strana, che nella vita -davvero- non si finisce mai di imparare. Il tempo tecnico di riprendersi, di calmare il respiro, di attirarmi a sé per baciarmi, e di infilare due dita due nella mia micia comprensibilmente in lacrime, e il cazzo gli torna, incredibilmente, in tiro. Io non sono un prodigio di conoscenza in materia, per me, voi capirete, la sensazione è... come essere tra la folla di Napoli ad assistere al miracolo di San Gennaro (solo con meno cagnara), o, anzi, meglio, rende meglio l'idea: per me è come essere in India ad osservare la levitazione di un fachiro. Si chiama così?
Levitazione? E sotto ai miei occhi perdipiù... Oh, non è che c'è il trucco, un filo che lo tira dall'alto, come quelle marionette per strada? Tocco. No, no, confermo, duro, ma proprio duro duro, senza
trucco e senza inganno. E levita. Tutto questo in capo a, fate conto, 10 secondi.

Boh, senti, a me sta bene, se non ti scoccia mi ci impalo su prima che accada qualcos'altro di insolito. Non gli scoccia.
Oplà! Confermo, è turgidissimo, non sembra il solito rigor mortis temporaneo della post-eiaculazione, è un'erezione vera e propria, che figata. Attacco a cavalcare come un'amazzone in fuga, mentre lui
mi strapazza le tette e mi bacia fin dove può. Poi mi ribalta, si porta le mie gambe oltre le spalle e mi chiava
così, alla cortigiana. Olè.
Poi lascia scivolare una delle mie gambe, tiene ben salda l'altra sotto al ginocchio, mi si fa contro leccandomi il viso e mi scopa petto contro petto, con fortissimi colpi di bacino. Olè.
Poi mi fa girare, mi prende a 90, mi afferra per i lunghi capelli e ci dà dentro come un matto. Stra-olè!
Io gemo a più non posso con gorgheggi virtuosi, ma poi l'occhio mi cade sulla sveglietta del comodino (la posizione me lo permette), noto che son passate 2 ore e mezza, e comincio seriamente a temere per lo
stato delle mie articolazioni. Questo non viene più, ha già dato tutto alla fonte, ora ha un bel da incapponirsi furiosamente ma non c'è un cazzo da fare. Dilemma. Dalla mia posizione a pecora ne
approfitto per dare un'occhiata all'arredo della stanza, e scorgo sulla mensolina in alto a destra una lampada in carta di riso che anch'io vorrei. Che fare, che fare? chissà quante donne pagherebbero
per avere a disposizione un trapanatore del genere, mi vien da pensare.
Ok che è il primo appuntamento ed è presto per giudicare, ma il sesto senso mi dice che io e lui formeremmo una coppia davvero male assortita. Lui con questa anomalia (posso dire che è un anomalia senza che venga preso da un attacco di viril panico?), ebbene, lui con quest'anomalia curiosa, che eiacula subito e poi resta in marmorea tirella per le successive 4 ore. E io che sono frigida, e di tutto
questo ben-di-dio non me ne faccio un cazzo (mi si perdoni il gioco di parole).

Che fare, che fare. Che fare lo decide lui, raccogliendo con la mano a cucchiaio i succhi che piovono dalla mia ormai slabbratissima figa, e ungendomi con fare sapiente il buco del culo che finora era rimasto lì, inutilizzato, a godersi la scena dall'alto. Unge, unge, e mi penetra con un ditino, mentre io lo incentivo con sospiri crescenti.
Amico, non vorrei dire, ma quante sono le ragazze che ti hanno dato il culo al primo appuntamento? Dopo essersi bevute una bottiglia di vino con te e dopo aver sostenuto una conversazione deliziosa e brillante
che ha toccato mille e uno argomenti, e dopo averti fatto perdipiù ridere e pensare. Vedi di ricordartene, il giorno che sarai dinanzi all'altare a pronunciare il fatidico 'sì' che ti legherà a un qualsiasi cesso grigiotopo per il resto della tua vita. Certi momenti è proprio vero che non tornano, e con certe donne è solo questione di una sera, è proprio questo il lato bello e ironico della vita, carpe diem ragazzo, scusa la parentesi filosofica, procedi pure.
L'uomo affonda dentro di me senza neanche tante cautele, l'ho già detto "Olè"? Inarco la schiena per un'angolazione migliore e meno dolorosa, anche se poi tanto male non fa. Sono aperta, lubrificata
e rilassata, allargo le cosce e mi faccio possedere. No, non fa male, riempie e scava, ma non fa male. Dio, che meraviglia di corpo che ho, fatto per essere chiavato in tutte le maniere. Fossi nata anche scema,
avrei fatto Bingo.

Mi sfioro il clitoride e comincio a pensare a tutte le situazioni eccitanti possibili (cazzo penso, a lui? non lo conosco neanche, faccio un po' fatica a farmi coinvolgere mentalmente). Mi torna in mente qualche spezzone di film, qualche pornazzo classico, ma son sempre, sempre, le stesse tre scene che ormai mi saltano agli occhi in automatico ogni volta che mi tocco, e non mi eccitano più. Provo a visualizzarmi un paio di dinamiche che vorrei un domani realizzare, esagero, tanto con la fantasia si può andare dove si vuole, la testa mi si riempie di bocche e cazzi e gente che mi si chiava da ogni lato, un fitto di umanità che sgomita nella mia mente per avere un brandello di me, per fottermi in ogni centimetro quadro, ma ancora niente. Mi sta inculando con un ritmo da trivellatore impazzito, che gioia. Io intanto penso a mille cose assieme, e non è facile cazzo, e in più devo ricordarmi ogni tanto di guaire con sofferenza, che non vorrei che si sentisse poco uomo se non mi fa piangere dal male. Ho il clitoride in fiamme ma se non lo aiuto con un'immaginetta, col cazzo che mi regala un orgasmo, allora vediamo, concentrazione. Non posso certo pensare ai racconti di ISR per ingrifarmi, che ultimamente è tutta una poesiola di clotilda trevino, o quei cazzo di pensierini di adma, o quella meraviglia di Gozzano, sì, bello, ditemi voi a che minchia ti può
servire Gozzano quando hai un cazzo in culo e un dito sul clito. Grazie ragazzi, il vostro apporto è sempre grande, andate a far delle seghe.

E lui. Non viene. Più. Non c'è verso.
Diobono, questa è una pena da contrappasso, senz'altro. Neanche nei film a luci rosse durano così tanto.
La sveglia fa le 2, mi ha praticamente scavato una voragine posteriore, io sono venuta 2-3 volte con la faccia sul cuscino immaginandomi non-so-neanch'io-che-cosa (ma di certo NON Gozzano) e sono
leggerissimissimissimamente stanca. Un incubo. Forse se ne accorge, forse ne ha pietà, perché mi si stappa dal culo e si lascia andare accanto a me, sudato, accarezzandomi piano, scostandomi i capelli dagli occhi. Pausa di riflessione. Non so cosa darei per un bicchiere d'acqua. Si offende, se glielo chiedo?

No, non si offende. Sparisce in cucina e torna con un bicchierone per me, sorride. Anche lui è provato e il cazzo tende ora al floscetto. Non dovrei dirlo, ma che sollievo.
Parliamo un po' di niente, su un letto che ha fatto la guerra con pochissimo spargimento di sangue. Ecco, che cosa si fa in questi momenti? Chiacchieri, sì, ma dopo la sfrenata passione c'è sempre
un velo di imbarazzo, che cosa si dice, che cosa si fa? Coccole neanche per scherzo, sarebbe una roba ipocrita e fintissima, dai. Ti rivesti, fai finta di sbadigliare? Che poi lui non è manco venuto la seconda
volta, sembra quasi che io gli voglia far fretta. E dunque? Mi chiede se mi va di fargli un massaggio. Cerrrrto! Batto le manine, perchè giuro, non poteva farmi più contenta. Non sono brava per un cazzo a
fare i massaggi, ma mi piace così tanto toccare. Andrò a sentimento.
Lo faccio stendere a pancia sotto, e comincio a lavorarmelo con il mio tocco dolce, dalla nuca fino alla coda, dalla coda fino alla nuca, sussurrandogli paroline inventate. Lo liscio e lo accarezzo, gli
impasto la schiena con delicatezza. Lo solletico con la punta dei polpastrelli, premo coi palmi e sfioro con le dita, gli coccolo la colonna vertebrale per un tempo infinito. E lui si addormenta senza un
lamento, come un neonato.

Non so bene che fare. Resto lì, a giocare sulla sua schiena, facendo camminare le dita sulla sua pelle come una bambina che gioca sul banco di scuola. Con indice e medio delle due mani improvviso un can-can sincronizzato. Poi faccio finta che la sua schiena sia una pianola e suono "Bohemian Rhapsody" dei Queen. Sul verso che fa "o-oh, carry on" si sveglia, sghignazza e mi disarciona con un'unica
potente scrollata di culo. Piombo accanto a lui, ridendo, ridiamo tutti e due.
Mi guarda con l'occhio appannato, sbadiglia, mi abbraccia e mi schiocca un bacio tra lo zigomo e l'orecchio.

Alla fine non è andata poi così male, via.

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Sono nervoso. Mi devo sbrigare Caspio.. caspio? ma cazzo... come mi è venuto fuori caspio...
sono troppo nervoso... e se non faccio in tempo? lo sapevo dovevo uscire prima da lavoro.
Ricazzo! Fottuto capo settore che non mi ha lasciato respirare oggi.
E poi dicono che il lavoro nobilita l'uomo. Ma va va..

Io non voglio essere nobile, e soprattutto non avere uno di quei nomi astrusi che hanno loro, che ne so, tipo Conte Ugo Uguccione, oppure Duca Saltimbecchi degli Uccelli...
No, no io sono Fernando detto Nando.
Miiiiiiiiiiiii sono le sette e mezza... devo correre...
Salto nella doccia e vai di bagnoschiuma. CAVOLO! Ho solo quello al sapone di marsiglia. Chante clair malefico...
Ora sembrerò appena sbattuto da qualche lavandaia di inizio secolo.
Cavolo dai dai.. un po di profumo qui, un po lì, dai un pochino anche là va...
"Massimoooooooooo che ore sono?"
Il mio coinquilino è basito. Ogni volta che mi vede cosi affaccendato tira fuori il solito motto...
"A Nando, come al solito, tira più un pelo di figa che un carro di buoi..."
"Dai Massimo che ore sono?"
"Sei quasi in orario... sono le otto"

Devo sbrigarmi, devo stare sotto casa sua alle nove altrimenti è un casino. Ste donne oggi se arrivi in orario si incazzano, quindi arrivo alle nove, massimo nove e mezza col ritardo, cosi potrà fare tutto con calma. Dai ho quasi finito, manca solo di radermi la barba e addomesticare il mio coinquilino che alle nove puntuale deve sloggiare di casa. E' da una settimana che mi sto battendo sta tipa, le ho detto le più
grandi cazzate del mondo per portarmela a letto e se non ci riesco giuro che mi faccio frate.
Se ripenso a come l'ho conosciuta...
Santa Clio che si è rotta al momento giusto e che mi ha fatto prendere quell'autobus.
Bionda, tette da infarto poste cosi alla merce dello sguardo di tutti.
La manomorta che per la prima volta mi ha fatto rimorchiare e poi lo scambio dei cellulari.
Dai dai che è fatta... Sono otto mesi che non si vede figa qui. E lei sembra proprio caduta dal cielo.

Dio se mi fai scopare stasera ti accendo un cero ogni sabato sera fino a capodanno...
Oddio so tanti, vabbè dai facciamo uno al mese.
Dai dai che ho finito.
Un' ultima arruffata ai capelli e il giudizio finale del Massimo
("Fai cagare""Grazie sei un amico, stanotte dormi sotto i ponti") e via giu in strada a prendere l'auto.
Ore venti punto trentasei.
Mi avvio lentamente pensando se le dovessi portare dei fiori, ma desisto perchè potrebbe sembrare troppo romantico, e le romanticherie, soprattutto la prima sera, portano sfiga e  ammosciano l'eccitamento.
Ferrero Rocher? mmmh... no no sa troppo di Richard Gere e io di gigolò non ho proprio nulla.
Facciamo che non le porto nulla e via.
Allora Via delle zoccolette l'abbiamo passata, dovrebbe essere la prossima a destra.
Ecco si, Via Trapani.
Allora numero due, due c, è dall'altra parte. Mmmh diciannove, ventuno, ventitre. Arrivato.
Ore ventuno e ventinove.
Ventinove minuti di ritardo andranno bene dai.
Ora la chiamo e le dico che sono sotto casa sua.

"Ciao Valeria, tutto ok? Si sono sotto casa tua. Quando vuoi puoi scendere"
Uffff, ma che aveva? Sembrava strana, quasi adirata. Non è che per caso ho sbagliato? Cavolo non mi dire che l'appuntamento era alle Nove e trenta.
Pirla, pirla strapirla...
Ecco che sei! Un benemerito pirla.
Speriamo che le passi.
Un paio di minuti e vedo il portone aprirsi.
'Mazza che figa. E che gambe, e che tacchi...
Stai a cuccia ancora TopoGigio che non è arrivato il tuo turno.
Le vado incontro, la saluto le do un piccolo bacio su una guancia e la invito a salire.
Profuma di vaniglia e rosa. Non vedo l'ora di annusarla tutta. Da cima a fondo.
E ora? Se la porto fuori a mangiare mi costa un occhio della testa, e non voglio spendere, voglio andarci solo a letto... Ora vediamo cosa risponde se le dico di voler andare da me a bere un pò di vino...
Risposta positiva bene.
Sorride.
Gia sa allora come finirà la serata.
Cuccia TopoGigio, non è arrivato il tuo momento. Ancora no.
Buco il silenzio con cavolate come parlare del tempo, del freddo boia
che fa e la vedo che si accarezza le gambe e il collo.
Mi sta eccitando, lo sta facendo apposta.
Buono TopoGigio, ho detto cuccia.

In un battibaleno siamo a casa mia, la aiuto a scendere, e saliamo in ascensore.
Il freddo le fa sporgere i capezzoli da quel seno maestoso che si ritrova.
Sorride; gia sa cosa l'aspetta, sia a lei che ai suoi capezzoli.
Buono stai buono.
Prendo il vino dal frigo, costo otto euro e cinquanta alla conad, e speriamo che questa folle spesa ne sia valsa la pena.
Continuiamo a parlare del più e del meno... Berlino? Si anch'io ci sono stato, all'epoca della caduta del muro. Se mi è piaciuta? Certo, tranne quando mi è cascato un mattone del suddetto muro su un piede.
Rido.
Ma che cazzo mi rido, ma che battuta è? Pirla stai zitto e fa parlare lei. Mica sei stupido vero?
So che ti stai struggendo ad ogni suo accavallamento di gambe, sai che lo sta facendo apposta.
Non ci pensare altrimenti TopoGigio ti fa fare una figuraccia.
Pensa alla vicina novantenne, no alle nipotine di venticinque anni  cazzo! no alle nipotine pettorute no...

Maledette tette.
Buono TopoGigio, buono.
Si si conosco la Xyz. Bella società... Ma chi la conosce!
Che dici ci spostiamo in salotto? E' un pò piccolo ma confortevole. Ci accomodiamo sul divano e ci sentiamo un po di musica.
Nando non mettere Innocenti evasioni di Battisti che ti sputo in un occhio.
Metti Barry White che è un "must".
Dai lo faccio. Male che vada mi becco un ceffone.
Mi avvicino timido, leggero sulle sue labbra. Ci sta.
Apro leggermente la bocca e le faccio scivolare la lingua dentro.
Ci staaaaaaaaaaa. Vaiiiiiiiiiiiiii.
Let the music play on...
Comincia a ondeggiare e a mimare uno strip.
Ho topogigio che, nelle mutande, mi è diventato un tirannosauro e non vede l'ora di dare dua codate.

Rimane lì, davanti a me, vestita solo di slip, autoreggenti e tacchi a spillo.
Un secondo e le sfilo le mutandine e una mia mano affonda nel suo  piacere.
Gronda da tutte le parti, è bella eccitata la maiala, quasi quanto me, ma pure lei da quant'è che non faceva sesso?
Le mie dita affondano senza problemi nella sua fica e la vedo che mi sorride, che vorrebbe chiedermi qualcosa. L'anticipo prendendola per mano e conducendola sul letto.
A gambe larghe sul letto la mia lingua si fa esploratore e solca ogni suo più profondo piacere.
Ci ribaltiamo, ora lei e sopra di me, e spero che vada li dove voglio.
La prendo per la testo e la spingo dolcemente verso il mio basso ventre.
Porca, Bella porca mia. Succhiamelo un pò.
Mi libera dalle catene dei boxer e giù a lavorare di lingua e di bocca.

Madonna mia quanto mi piace, Vari gridolini mi escono dalla bocca... poi ad un tratto....
Nooooooooooooo, maledetto tirannosauro che ha lanciato il suo urlo. Non cosi presto, cazzo, non cosi velocemente.
Lei è brava e fa finta di nulla, o forse le piace veramente perchè ingoia tutto senza fiatare.
Anzi, pulisce proprio come una bella vacca.
Le sorrido, ma vorrei frustrarmi, e mi lascio andare sul cuscino con le mani sul volto.
Ma perchè non ti sei masturbato prima? Lo sai che erano otto mesi che non vedevi fica e cosi ti comporti?
Maledetto topogigiorex, giuro che chiamo Ryu e ti faccio uccidere a colpi di lancia.
Dio mio fa che mi ritorni duro.
Ti prego.
Ti giuro che vengo ad accenderti quel cero tutti i venerdi e tutti i sabati.
Ti scongiuro, compi il miracolo.
Mi giro con gli occhi distrutti verso di lei, cerco di baciarla e le infilo due dita nella sua voglia ancora più grande.
Grazie Dio, non sarò più ateo.

Al suo tocco, subito sull'attenti, pronto agli ordini della tenentessa in calore.
Grandi manovre ora si prospettano.
Mi gira e la tenente mi cavalca come fossi un puledro di razza.
Ma voglio comandare io e la rigiro e la comincio a montare da sopra con le sue gambe sopra le mie spalle.
A novanta, la mia posizione preferita, la penetro con forza mentre gemiti di piacere si espandono nell'aria.
Sono passate quasi tre ore e non riesco a capire più niente, vorrei venire per poter riposarmi, ma non posso altrimenti lei penserebbe che sono uno smidollato, invece ancora e ancora.
Ora basta, le faccio il culo.
Forse è una di quelle che per venire deve essere presa contronatura.
Mi sputo sul mio tirannosauro e entro senza problemi.
Vacca... ha il culo sfondato... però bello, dolce tenero, quasi si incula con un grissino...
Ma che penso...
Comincio a ripompare in maniera intensa, mi sento un trapano senza fine.
Alla fine sono stanco, sono morto.
Sono quattro ore che scopiamo, anzi che me la scopo e lei niente. Ma che è frigida?
Che palle!
Proprio a me doveva capitare una frigida...
No, no non la richiamo.

Eccheccazzo mica posso stare a scoparla per quattroore e chi sono? un  film porno d'autore.
No no basta.
Mi lascio cadere esausto al suo fianco. Ora provo a guardarla tenera, le faccio due carezze e forse se ne andrà. Come? Vuoi un bicchiere d'acqua? Ma certo!
Ma Vaffanculo te e l'acqua e che so un barman?
Vado subito Valeria. Speriamo che beva velocemente e se ne vada.
Ritorno e la vedo ancora li seminuda, coperta dal mio lenzuolo.
Cavolo, non è che ora vuole rimanere qui a dormire? Ma non ha una casa?
che palle!
Va bene l'acqua? o è troppo fredda? Bene.
Visto che non se ne va, quasi quasi le chiedo di farmi un massaggio.
Grazie sei un angelo.
Ora faccio finta di dormire, vediamo se così se ne va. Dai se mi addormento che continua a massaggiarmi?
Si alzerà, si vestirà e prenderà un taxi per andare a casa.
Che palle 'co ste dita. La finisci di giocare ai soldatini sulla mia schiena?
Ma proprio non se ne va eh?
Allora ora ti scrollo io.
La guardo con l'occhio più possibilmente chiuso che posso, fingo uno sbadiglio e l'abbraccio. Quasi quasi la bacio sulle guance, forse capirà che è tardi e se ne andrà...
Niente... vabbè va io mi giro e mi addormento... notte Valeria...

Peggio di cosi non poteva capitare...

Postato da: fabius00 a 14:13 | link | commenti (5)
racconti erotici

venerdì, 17 novembre 2006
La favola mia

L’anno scorso scrissi queste cose…

 

Centesimo messaggio, centesima risposta in rima... rima... si fa presto a dire sono uno scrittore o ad essere un poeta. Non mi ritengo ne uno, ne l'altro. Io li chiamo pensieri slegati, senza senso, senza fine, disconnessi oserei dire, citando quella ammaliatrice di donna che sa come mettere in fila innumerevoli lettere, quasi senza ordine, invece un filo logico lei riesce a trovarlo!
Faceva freddo quel sedici novembre millenovecentosettantuno; ore zerocinqueunocinque circa e dalla sala parto un "guè" si diffondeva nell'aria.
Le prime parole di un nuovo neonato.
Se una persona deve far caso a dei segni, beh, ce ne erano molti! scorpione ascendente scorpione nato nell'anno cinese del maiale. Cosa sarebbe mai uscito fuori?
Andiamo avanti...Due giorni dopo, viale di casa mia, leggera discesa, a Roma nevica, mia madre affronta quel pezzo di strada come un miliardo di volte prima, questa volta però la neve rende la discesa molto scivolosa e quindi cade. Ma riesce a non far cadere me... almeno questo è quello che mi ha detto. certo è che se fossi caduto li, forse so il motivo della mia idiozia.
passa il tempo fino all'età di 6 anni. gia all'epoca pensavo troppo... ero convinto che se avessi esercitato una pressione su un pallone, questo si sarebbe modellato al mio volere e io ci sarei rimasto in equilibrio sopra. Beh, la fisica ancora non la conoscevo (ho detto fisica... be la fica manco se è per quello :D ) e quindi non potevo sapere che ad ogni azione corrisponde una reazione... Il pallone mi fa cadere, risultato coma! sono stato in coma per due giorni e ora non ricordo nulla dei miei primi 6 anni.
non faccio nulla di interessante fino ai 14, anno in cui comincio col mio amico ad usare il mitico fantic caballero 50. giornate intere a girare su un campo sterrato. prima moto, primi giri, prime cadute.
da li capii che il mio amore per le due ruote era viscerale! non le abbandonai più, mi erano entrate nel cuore e nella mente e sognavo solo di correre con qualsiasi "razzo" biruota.
15 anni primo rapporto orale... compagna di scuola un po porca e vogliosa. campo di battaglia: il bagno delle donne dell'Istituto tecnico Industriale Albert Einstein.
son volati gli anni e ora sono qui, con tutti (tanti) i miei difetti e tutti (pochi) i pregi.
Mi sento molto diverso dagli altri, anticonformista, a volte anche forzatamente. Voglio sempre averla vinta, anche quando ho chiaramente torto. Sto cambiando però.
mi dicono di non essere serio. è vero. io non voglio esserlo.
Voglio essere solo Fabio.
Auguri Fabio ;)

un grazie va a te che in questo preciso istante mi stai vicino e probabilmente ora mi stai baciando perchè te lo sto chiedendo :) kiss.”

 

E’ passato un anno da quel sedici novembre e cosa è successo?

Tutto e il contrario di tutto.

Litigi e amori, donne e dolori.

So solo che sono ancora qui a raccontare la favola mia e un grazie lo dirò sempre a tutti anche a te che stai dormendo…





Ogni giorno racconto LA FAVOLA MIA
la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...
E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione
di un bimbo che gioca agli eroi!
Queste luci impazzite si accendono e tu
cambi faccia ogni sera,ma sei sempre tu...
Sei quell'uomo che viene a cercare l'oblio, la poesia
che ti vendo, di cui sono il dio!
Dietro questa maschera c'è un uomo e tu lo sai!
L'uomo di una strada che è la stessa che tu fai.
E mi trucco perché la vita mia, non mi riconosca e vada via...
Batte il cuore ed ogni giorno è un'esperienza in più...
La mia vita e nella stessa direzione,tu...
E mi vesto da re perché tu sia, tu sia il re di una notte di magia!!!
Con un gesto trasformo la nuda realtà, poche stelle di carta
il tuo cielo ecco qua! Ed inventa te stesso la musica mia...
E dimentichi il mondo con la sua follia!
Tutto quello che c'è fuori rimane dov'è,
tu sorridi, tu piangi, tu canti con me...
Forse torni bambino e una lacrima va
sopra a questo costume che a pelle mi sta!
Dietro questa maschera c'è un uomo e tu lo sai!
Con le gioie, le amarezze ed i problemi suoi...
E mi trucco perché la vita mia, non mi riconosca e vada via...
Batte il cuore ed ogni giorno è un'esperienza in più...
La mia vita e nella stessa direzione, tu...
E mi vesto da re perché tu sia, tu sia il re
di una notte di magia!!! Dietro questa maschera
lo sai ci sono io... (Sono io soltanto io!)
Quel che cerco, quel che voglio,lo sa solo Dio...
(E lo sa soltanto Dio!)
Ed ogni volta nascerò. Ed ogni volta morirò.
Per questa favola che è mia! Vieni ti porto
nella FAVOLA MIA!!!

Postato da: fabius00 a 02:53 | link | commenti (4)
musica, deliri, compleanno

giovedì, 16 novembre 2006

ilarybiancoenero copy
Solo il silenzio nel cuore
di una notte di ghiaccio
bagnata dai ricordi
di un autunno di foglie
sempreverdi.
Cammino lungo il sentiero
del nulla, trafiggendo
i corpi di un'invisibile folla.
Perdo me stessa in questo
pieno di vuoto che sono,
e divento respiro, aria
che fuoriesce da una calda
bocca..
Svanisco così..
in una notte che mi inghiotte
avidamente tra le urla
di un coro..assordante.

Femme.

Postato da: femme a 02:01 | link | commenti (1)

mercoledì, 08 novembre 2006
buongiorno...

 

 

che sia un giorno speciale anche per te!

 

nevara

Postato da: nevara a 11:57 | link | commenti

lunedì, 06 novembre 2006
Un uomo che ti ama

Un uomo che ti ama
(Battisti-Mogol)

 

Ah! Donna tu sei mia,
e quando dico mia,
dico che non vai più via
è meglio che rimani qui
a far l'amore insieme a me!
Il vestito trasparente come la tua bella fronte… Oh no!
L'offerta del tuo seno orgoglio dell'animale sano… Oh no!
Quell'aria da straniera che mi mette ogni volta un po' paura
e l'ammirazione che scateni che ti rende sempre più sicura
Diventano coltelli, supposizioni folli quando è sera!
Ah! Donna tu sei mia,
e quando dico mia,
dico che non vai più via
è meglio che rimani qui
a far l'amore insieme a me!
È meglio un uomo solo,
per tutti anche per te,
un uomo che ti ama
La tenerezza prende il posto dell'amore… oh no!
E l'emozione il sopravvento sulla ragione! Oh no!
E in questa confusione tu sei smarrita!
E dando a tutti niente ti sei svuotata.
E non riesci più a capir nemmeno di chi sei innamorata.
Ah donna tu sei mia…

Postato da: fabius00 a 01:09 | link | commenti
musica, lucio battisti

domenica, 05 novembre 2006

..E..

..E mi gettai nel fango della
lussuria, dimenticando
quelle notti di gloria,
piacere apparente
tra le mani di un bugiardo
amante. Avvilente.

..E cercai virile carne
in un autunno pieno di cadenti foglie,
quando il cielo era pronto
a piangere ed il mio volto
aveva già bruciato ogni lacrima.

..E mi ritrovai a scrivere,
di sesso ed orgasmi, di sentimenti che più
non ho..parole, solo parole
che scorrono come sangue
dalle vene, tra le tue
speranze che per
me adesso sono solo vane.

..E rido.. rido di te.

Femme.

Postato da: femme a 22:42 | link | commenti (1)

Abbracciala, abbracciali, abbracciati

Cosa ti dicevo mai?
A che punto ero?
Ho quasi l'impressione che
- io con te -
perdo il sentiero.
Forse la psicologia
può spiegare questi strani vuoti
della mente mia.
Ora mi ricordo che
parlavo di follia
e del grande amore,
grande bugia.
Che ne pensi dimmi,
di un uomo tanto stupido da crederti "sua"?
Anima
alzati
apriti
abbracciala
abbracciali
abbracciati
Che ora è? E' tardi ormai.
Mia cara, cara amica
che ne dici se noi
portiamo a termine la nostra
dolcissima fatica.
Allontaniamoci verso
il centro dell'universo.

Lucio Battisti

Postato da: fabius00 a 02:51 | link | commenti (2)
musica, lucio battisti