Ogni giorno racconto la favola mia, la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi!

Eccomi

Blogger: fabius00
Nome: Fabio
un uomo affetto da sindrome di Peter pan alla continua ricerca dell'isola che non c'è...

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Ultimi Commenti

fabius00 in l'amore va oltre

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Link

iMbelli

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Statistiche web e counter web Su questo blog si parla anche di sesso. Se proseguite nella lettura lo fate a vostro rischio. Le foto sono prese dal web. Qualsiasi contestazione potete farla tramite pvt. fabius00's Profile Page
martedì, 27 marzo 2007
Nuovo forum

plumperplace.forumfree.net/

che ne dite? facciamo tutti un salto su questo forum della nostra amica orchidea?

dai vi aspetto tutti :)

Postato da: fabius00 a 11:57 | link | commenti (10)

mercoledì, 21 marzo 2007
Angelo a metà

 Un angelo con una sola ala passava i suoi giorni a metà tra inferno a paradiso,
 tra eterno ed effimero,
ripensando sempre a quando le sue ali erano due
 e la sua vita eterna,
a quando volava tra i salici piangenti e toccava coi piedi la fresca rugiada dei mattini di primavera mentre passava su sconfinati prati verdi,
ricordava ancora quanto le piaceva il profumo dei campi di grano e il solletico che le faceva il vento sul viso quando si librava veloce nel cielo.
Un giorno, mentre giocava con le rondini,
un viandante la chiamò.
Quando le si avvicinò, il viandante, chiese ghignando:
"Giovane angelo, tu conosci Dolore?"
"No, ma io non posso incontrarlo,
poiché sono una creatura divina,
colui che tu hai nominato vive tra gli uomini e non gli è concesso toccare gli angeli.
" L' uomo replicò:
"Povera sciocca! Risiede in tutti gli animi, credi davvero che possa camminare solo tra gli uomini?
Hai vissuto fin troppo nel tuo patetico mondo fatto di vento e salici."
Detto questo afferrò l'angelo e le strappò un'ala.
L' anima ed il corpo della creatura restarono immortali,
 ma il cuore diventò fragile come quello degli uomini.
E conobbe Dolore, colui che nessuno avrebbe mai voluto incontrare.
L' angelo era seduto su di una pietra col viso bagnato da lacrime che i suoi occhi non avevano mai conosciuto.
Erano passati anni dalla visita di Dolore,
 dal suo ultimo volo,
dal tempo in cui il vento la solleticava,
quando un' altro viandante incrociò la sua via,
 ma non sentì paura,
poiché gli occhi blu del giovane erano rassicuranti
e le fecero scordare della sua esistenza a metà.
"Perchè guardi il mondo così tristemente?"
"Ho conosciuto Dolore, e questo basta per essere addolorata!" "Tu sei stata angelo, adesso cosa sei?"
"Sono una creatura a metà. Non mortale e non immortale."
"Non vorresti essere completa?"
"Guardami, la mia ala da sola non può ridarmi la mia vecchia esistenza."
"Forse è l'ala che ti è rimasta che non ti fa trovare te stessa e la tua dimensione.".
L' angelo era rapito dallo sguardo dell'uomo e,
nonostante la sua mente diceva di non ascoltare quella voce,
il suo cuore mortale urlava di seguire quello sconosciuto e di stringersi a lui.
"Fa sì che il tuo passato non intralci il tuo cammino,
toglila, e liberati di ogni ricordo,
ciò che è stato non potrà più tornare.".
Così dicendo abbracciò l' angelo, e baciandole la fronte staccò dolcemente l'ala,
senza procurarle sofferenza.
"Ma adesso sono mortale, cosa farò se incontro di nuovo Dolore?"
"Io starò con te e ti aiuterò a sconfiggerlo,
sono sicuro che lo vedremo molte e molte volte,
ma se resterai al mio fianco, angelo mio, saremo sempre più forti e riusciremo a scacciarlo.
Io ti proteggerò, e tu proteggerai me."
Le labbra dei due si sfiorarono
e sussurrando la donna chiese allo sconosciuto il suo nome
"Il mio nome è Amore."

Postato da: Neferaket a 18:08 | link | commenti (1)

martedì, 20 marzo 2007
Report di una domenica in moto

Ma tanto mamma si scorda dai… Non è mica possibile che si ricorda di svegliarmi alle otto di domenica mattina, sicuramente avrà pensato ad una burla.
“Fabiooooooo, so le ottoooooooo”
Ma cazz.o… stavo li che amoreggiavo con Elisabetta canalis… madonna mia che je stavo a fa…
Ero mejo de coco, de vieri e pure de briatore…
“A ma mica te scordi mai eh?”
Vabbè dai mi giro dall’altra parte e poi alle nove mi alzo. Tanto in un ora ce la faccio a stare li alle dieci… che ci vuole? Ho la mia rina che è una scheggia…
Daje elisabè ndov’è che eravamo rimasti? Ah si ti stavo massaggiando le tempie… hai due tempie grosse come due meloni…
Ma che mi prendi a schiaffi? Azz.. sono le nove e mezza… caz.zo devo sbrigarmi…
Allora sms ad aldo… che je scrivo? Na cosa veloce… tipo “spettateme” ok.. inviato… speramo solo che ho scritto bene er numero e che quer rincojonito capisce che so io…
Dai dai..
Veloce in bagno… denti, ascelle (metti caso che rimorchio dovessi puzzà…) e una lavata di viso.. sono quasi pronto..
Dai dai ancora più veloce…
Calzini taaaaaaaaaac
Jeans taaaaaaac
Maglietta taaaaaaaaaac
Uh… mi sono scordato i boxer… meglio metterli sotto ai jeans va…
Scarpe taaaaaaaac
E via accendiamo rina…
Amore di una ragazza..
Direzione Castel madama: che cavolo di nome.
Io di castello conosco solo “Alle dame del castello piace fare solo quello" oppure quella filastrocca d’infanzia “Oh che bel castello”
Imbocco il GRA e via a centocinquanta verso la tiburtina (come la canzoncina “La casilina”).
Superato il ponte sul Tevere vedo nello specchietto retrovisore una moto che si avvicina a grossa velocità, mi stringo leggermente per farla passare e mi accorgo che sto a centosettanta e che quello che mi sta sorpassando è un tizio con una Hornet 600 e che sta come minimo a centottanta, centonovanta.
E che io mi faccio superare così? Ma soprattutto dove vai a quasi duecento alle nove e quarantacinque di domenica mattina? Mi affianco, lo guardo e lo supero… velocità duecento a passa, ma la cosa buffa è che il tipo sulla Honda sembrava che avesse il Parkinson per quanto tremava a causa dell’attrito con l’aria… mah…
Ecco devo svoltare per la A24… ore nove e quarantotto.
Mannaggia a me e quando mi sono scordato la bandana… ora mi toccherà pagare al casello all’uscita.
Dai veloce, prima, seconda, terza, quarta, quinta, sesta, centosettanta di nuovo. Dai che alle dieci ci arrivo di sicuro. Dieci e zeroquattro ed esco dall’autostrada.
Missione compiuta.
Arrivo, scendo e sfilo il casco e subito Aldo mi saluta con affetto.
“Che bello rivederti fabius”
“Hai visto l’orario del sms che ti ho mandato? Ecco mi sono alzato dal letto in quel preciso istante”
“Ah eri tu?”
CVD rincojonito perso.
Mi presenta i vecchi amici e nuovi
“Ciao daunio”
Daunio? Ma che caz.zo di nick è? Ah è il suo nome?
“Che nome particolare e simpatico”
Se ci fosse il premio oscar delle bugie lo vincerei a mani basse.
Squilla il telefonino di Aldo.
“Brutte notizie ragazzi. Alberto è rimasto invischiato nel caos della maratona a Roma… dobbiamo aspettarlo una quarantina di minuti”
cazz.oooooooooo potevo dormire un’altra mezz’ora... Ma porca di quella smandrappata…
“Va bene Aldo no problems”
Sudati come maiali (jafaisevoi dappiù perché intutato fino al midollo) aspettiamo Albert e compagna.
Dopo un’ora di attesa eccolo arrivare.
Via ora vestiamoci di nuovo e pronti a partire.
Bella strada e bei profumi. Sento i profumi di pesco e di mimose che mi solleticano le narici… azz ma è un’ape… porca miseriaccia altro che profumi, altro che fiori rosa e fiori di pesco, c’eri tu (misa che questa già l’ho sentita).
Che bella strada e che belle curve.
Provo a forzare un po’ ma il ginocchio mi duole, soprattutto nelle curve verso sinistra e in un paio di curve invece ho fatto traiettorie strane… chissà perché…
Problemino a rina.. si spenge al minimo… che sia il temibile TPS (sembra che la sigla TPS stia per Te Pareva Semplice anna in moto vero?)
Comunque via dei santuari… mi metto in coda come al solito, ma subito dopo un paio di curve, non ce la faccio e soprattutto rina vuole essere montata e sbattuta un pochino… Va bene amore dai ti do una strigliatina…
Terza, seconda e apro… saluto il gruppetto di amici e mi avvio… le qualifier della dunlop sembrano rispondere bene e tutto di seconda per un tre, quattro chilometri… il motore urlava di piacere e gioia e io che giu a destra e a manca… diecimila giri di piacere e di giravolte…
Rina ti amo…
Rallento e aspetto il gruppo e ci avviamo verso Vallepietra per cercare un ristorante. Ci fermiamo ad un bivio e due ragazze autoctone ci guardano incuriosite… una era giovane, troppo, ma l’altra invece… ci guardavano e subito un grido si levò alto fra di noi…
“Occhio che quello con quella moto è un maniaco”
Ripartiamo… giretto intorno al paese ma è tutto chiuso e ripassiamo davanti alle ragazze di prima…
“Il maniaco è tornato attente”
Sorridono di nuovo e via verso altri lidi…
Troviamo un ristorantino aperto (l’unico) dove ci appropinquiamo a mangiare.
Ragà gli gnocchi erano boni, ma tanto boni… anche gli altri primi e la carne però volevamo fare come il noto marchese del Grillo:
“Aronne tu lavori bene:bello l'armadio,bella la scarpiera,bella la brasserie...bello,bello tutto...bravo...grazie...mo' te ne poi pure anna'...”
invece se ne semo annati noi e co venticinque (leggasi 25) euri de meno in saccoccia…
Ma è tutto ok… altro giretto in moto e poi ritorno a casa…
Un saluto a tutti voi compagni di viaggio e amici.
Un’ultima cosa…
Ma Jafaisevoi è arrivato o è ancora rimasto indietro a fa le curve???

Postato da: fabius00 a 12:52 | link | commenti (4)
racconti, moto, deliri

lunedì, 19 marzo 2007
sfiga

e mi devo operare...
tutti e due i menischi del ginocchio sinistro si sono rotti e forse è interessato anche il crociato posteriore (si saprà solo in fase d'operazione). Che palle...
insomma... la sfiga mi rincorre veloce...

Che manca?


Anche se non so dove sei
io ti immagino già
sei bella
non ho mai capito perché
la tristezza ti fa
più bella
i pensieri più dolci che ho
sono quelli per te

ti mando un bacio con il vento
e so che tu lo sentirai
ti volterai senza vedermi
chiudendo gli occhi capirai
e mi sentirai e mi sentirai

io volevo dirtelo sai
che ho bisogno di te
davvero
ma so che tu mi perdonerai
quando ti abbraccerò
ma spero
che il pensiero più dolce che ho
ora sia lì con te

ti mando un bacio con il vento
e so che tu lo sentirai
ti volterai senza vedermi
chiudendo gli occhi capirai

ti mando un bacio con il vento
e so che tu lo sentirai
ti volterai senza vedermi
chiudendo gli occhi capirai
e mi sentirai .....

Postato da: fabius00 a 09:49 | link | commenti (2)
musica, deliri

mercoledì, 14 marzo 2007
Non piangere - Daniele Stefani




Ho dato un taglio netto a tutto e non lo sò
Ho fatto bene ho fatto male, poi vedrò
Che tu mi manchi è un fatto, lo sapevo già
Ma la vita, prende e dà...
E' cosi strano camminare senza te
Anche un bambino mi domanda: "Dove sei?"
Ci penso sopra torno indietro ma non va
Questa vita prende e dà
Si, hai dato l'impossibile
No, che non vuol dire perdere capire che
la vita infondo va da sè
io ci sarò, quando vorrai

Mai, ti cercherò se tu non vuoi
Mai, saremo vittime di noi
E non piangere
O tra un momento vedrai piangere anche me
Mai, ci perderemo se non vuoi
Mai, combatteremo tra di noi
E non piangere
Non è da te
Decisa e forte più di me
Più di me

Ho dato un taglio netto a tutto e non lo so
Non so che cosa ho perso e cosa trovero
Un po' sperduto ma è normale passerà
Questa vita prende e dà
Si, hon messo troppe regole
Ma, è stato tutto inutile capisco che
L'amore infondo va da sè
Io ci saro quando vorrai

Mai, ti cercherò se tu non vuoi
Mai, saremo vittime di noi
E non piangere
O tra un momento vedrai piangere anche me
Mai, ci perderemo se non vuoi
Mai, combatteremo tra di noi
E non piangere
Non è da te
Decisa e forte più di me
Più di me

Ho dato un taglio netto a tutto e non lo so
So cosa ho perso e non so cosa troverò...

Postato da: fabius00 a 16:58 | link | commenti
musica, deliri

martedì, 13 marzo 2007

Venere

Ritaglio con forbici di velluto
immagini divine ed imperscrutabili,
io le ho rubate alle stelle stanotte,
perchè Loro mi hanno detto che è vero,
sono la Venere di questo ambito cielo,
sublime perfezione distorta.
Ho licenziato la mia anima malata
ed ho costruito attorno a me
il castello della superba vanità
assumendo un ruolo che mai come
adesso mi appartiene.
Sono la Venere di questo ambito cielo,
la carne perfetta, la timida goccia
di lussuria che cola lungo il
tuo corpo ansimante.
Sono l'immagine perversa
dei tuoi deviati sensi,
l'idea che prende forma,
che rompe il finto silenzio
urlando senza voce.

Femme.

Postato da: femme a 10:59 | link | commenti

sabato, 10 marzo 2007
Domandarti..

Il bacio_Hayez

Se ti chiedessi un bacio, pensi oserei troppo?

Se ti chiedessi un abbraccio, oltrapasserei comunque il limite?

Se ti chiedessi anche solo una piccola carezza, giusto per provare l'ebrezza di essermi fatta sfiorare da te, ti sembrerebbe oltremodo impossibile?

Le nostre posizioni,
le nostre realtà,
sono così diverse che a volte mi domando se davvero possiamo esistere l'una per l'altro.

Cerchiamo di sfiorarci, con parole soffici, delicate, soavi, facilmente paragonabili ad aliti di vento, tuttavia c'è sempre un valico da oltrepassare, che si erge in tutta la sua altezza, e imponente troneggia dinnanzi a noi.

A volte m'immagino di poterlo toccare insieme, contemporaneamente, per sentire così i nostri palmi a contatto. Per poi farle scivolare via, finchè anche l'ultimo polpastrello si sia disunito dal corrispondente. E provare così la nostalgia di quell'attimo prima.

Se ti dicessi che mi sento sola e che solo quando sono con te mi sento al sicuro, riusciresti a capire che non sono solo parole, ma una sensazione vera e propria?

Se ti chiedessi di essere il mio principe, ti apparirei troppo bambina?

Conosco le favole, spesso le ho anche sognate, ma non le ho mai vissute.

Rendimi detenitrice di una nuova emozione, di un'esperienza che non tutti possono crearmi.

Forgia per me una strada coinciedente, che ci faccia incontrare anche per un solo istante. Prometto che non sarò così avida da volerne un'altra.

Se ti chedessi di far si che non ci sia mai un addio tra noi due, ti sembrerebbe fattibile?

In caso contrario sappi che per me non lo sarà mai. O forse si.

 

Parole forse vere, forse no, forse con un destinatario, forse senza un mittente, forse provate, forse immaginate. Cos'è c'è di vero che possiamo vedere in un raggio di sole?

Postato da: Rosmualda a 07:32 | link | commenti
poesia, ricordi, bacio

mercoledì, 07 marzo 2007
Repost - Non mi ricordo il titolo... forse

Stavo rileggendo vecchie mail...
e ho trovato 'sta cosa scritta per te...
un abbraccio...



Impietrito di fronte a te, alla tua pericolosa bellezza.
Mi guardi e sorridi mentre con gli occhi mi chiedi di osare di più, di fare un passo verso di te.
Mai, un cenno non pronunciato, è stato cosi eloquente, mai è stato cosi amato e desiderato.
Mi avvicino e ti accarezzo con delicatezza, quasi pauroso, la nuda spalla.
Ti fisso negli occhi, vorrei avvicinarmi alla tua bocca, vorrei sentire il profumo delle tue rosse labbra; ancora una volta, però, sei tu che mi sussurri l'azione con i tuoi occhi, col tuo sorriso languido.
Ti passo la mano dolce e leggera sulla spalla, proseguendo per il collo, per le gote, dietro le orecchie e finisce la sua sensuale corsa dietro la nuca, tra i tuoi regali capelli, che cadono maestosi sulla tua schiena.
Avvicino le mie labbra alle tue, voglio mangiare il tuo respiro, voglio rubarlo, voglio farti morire e rinascere una, dieci, cento e mille volte...
Voglio assaporare la tua voglia di donna e fonderla con la mia voglia d'essere tuo.
Le nostre lingue si rincorrono giocose e felici...
Con le mani sposti le spalline del vestito, quello nero trasparente, corto, che mi fa impazzire al solo pensiero che tu l'abbia indossato, che mi fa salire il sangue al cervello, che mi fa scorrere il sangue in maniera folle e impazzita.
Ho paura che tu possa sentire il battito folle e accelerato, e che tu capisca che sono solo un burattino nelle tue mani.
Quel vestito, che pochi secondi prima correva lungo i tuoi fianchi dolci e sinuosi, ora scivola lentamente in terra, facendo cadere anche gli ultimi nostri tentennamenti, le nostre ultime resistenze, la tua ultima paura. Ora sei di nuovo di fronte a me, nuda, vestita solo dei tuoi capelli neri, setosi e lucenti, di un perizoma, anch'esso nero e di un paio di decollete con i lacci color argento...
Come il mio più impensabile sogno.
Mi allontani delicatamente sussurrando qualcosa nelle mie orecchie, ma il tambureggiare sempre più incessante del mio cuore ha coperto il significato di tali parole.
Ti volti e ti avvii verso il tavolo del soggiorno e, prona, ti appoggi sulla sua superficie.
Alzi il ginocchio destro e appoggi anch'esso sul tavolo e nel mentre pronunci :
<<Sono il tuo sogno?">>
<<No, sei una magnifica realtà>>"

Postato da: fabius00 a 12:58 | link | commenti (2)
deliri, racconti erotici

lunedì, 05 marzo 2007
Ti regalerò una rosa

Che canzone...
Rufus si è svegliato e ha scritto come solo lui sa fare...


Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare



http://www.cristicchiblog.net/2007/03/03/voglio-dire-a-simone-3/

troppo bravo... andatevi a leggere un po di cosine sul suo sito

www.simonecristicchi.it

Postato da: fabius00 a 00:19 | link | commenti (2)
musica, deliri