Ogni giorno racconto la favola mia, la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi!

Nome: Fabio
un uomo affetto da sindrome di Peter pan alla continua ricerca dell'isola che non c'è...
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Mi sei piaciuta sin dall’inizio.
Dal primo momento che ti ho vista. Il tuo sorriso mi ha contagiato subito.
All’inizio ci si divertiva, si usciva e si rideva; mi piaceva molto stare con te, passare il tempo insieme a te.
Forse all’inizio era un gioco, un piacevole gioco, ma il giorno del tuo compleanno è scattato qualcosa in me. Una sensazione bella.
Quando sono andato in giro a cercare il regalo per te, volevo stupirti, volevo farti capire che eri una persona importante per me e quel cuore col brillantino mi piacque subito, come capii subito, che ti sarebbe piaciuto, anche se non così tanto.
Ecco quella sera quando siamo usciti a prendere una cosa da bere dopo cena, ho visto i tuoi occhi brillare e da li mi sono innamorato.
Il sabato successivo, quello della festa a sorpresa, è stato il giorno più bello della mia vita.
Tu che mi venivi a prendere a casa, tu che conoscevi mia madre e che ti eri vergognata perché stavi con quelle calze che ti avevo comprato il pomeriggio all’outlet e che ti facevano tremendamente sexy (forse anche un po’ zoccola, ma nel senso più bello del termine).
Io che guidavo e mi sorbivo tutti i tuoi rimproveri perché tu avevi paura di fare tardi, tu che mi riempivi di parolacce quando mi sono fermato al bar a comprare i fazzoletti per pulire il parabrezza; tu che mi dicevi che non mi avresti fatto più guidare quando facevo finta di sbagliare strada…
Ecco avrei fatto di tutto per vedere l’illuminarsi dei tuoi occhi quando hai scoperto che era una festa a sorpresa fatta per te…
Quella luce nei tuoi occhi non la scorderò mai, e posso dire, con emozione e con un pizzico di immodestia, che l’ho visto altre volte, che l’ho facevi grazie a me e che lo facevi per me.
Quella notte siamo andati a casa mia fuori Roma, avevo sognato quel momento, l’avevo sognato di farlo così con una donna particolare, con una donna che avrebbe segnato la mia vita, e quella donna eri tu.
Ci siamo abbracciati nudi sotto i piumoni, alla luce tenue del camino, con solo il nostro calore come compagno a vincere l’abbraccio del freddo…
Noi due più forti del freddo…
La musica ci regalava un’atmosfera che non avrò mai più modo di ricreare, e la luce dei tuoi occhi mi bagnava il cuore ed era l’innaffiamento del nostro amore. Gocce di rugiada che bagnavano quei piccoli germogli d’amore che stavano nascendo…
Mi hai detto che è passato un anno, che non è più come prima, mi hai scosso con la dura realtà.
Ho fatto di tutto per te, forse anche più di quello che potevo o dovevo fare, ma l’ho fatto con tutto me stesso, con tutto il mio cuore e il mio amore per te.
Soprattutto dopo il weekend sul Terminillo, dove ci sei andata a letto insieme di nuovo, ho scoperto che il mio amore è forte come mai, e mai nessun’altra potrà prendere il tuo posto nel mio cuore allo stesso modo.
Ora pensare che stasera uscirai con tutti gli altri e che io non sarò dei vostri e che lui sarà li al tuo fianco mi fa lacerare interiormente.
Pensare che fra pochi giorni è quel giorno che ho descritto prima come il giorno più bello della mia vita e pensare che molto probabilmente sarai di nuovo con lui e forse a farci l’amore mi fa sbattere la testa al muro.
Un dolore che forse tu hai provato con Sergio, ma io e te siamo diversi e, penso, che soffrirò molto più di quei tre mesi che hai sofferto tu.
Anche perché poi tu hai trovato me, che ti ho fatto stare bene e che ti ho fatto innamorare di nuovo, ma forse tu non riesci a stare tanto tempo con una persona o, forse, alla fine hai avuto paura che io potessi trattarti come Sergio stesso aveva fatto.
Beh io non l’avrei mai fatto, per te avrei preso la luna al lazo e l’avrei trascinata sulla terra per fartene dono, ma questo non era possibile.
Allora ho fatto un altro gesto, forse molto più romantico ed emotivo…
Ho dato il tuo nome ad una stella perché, come ti ho sempre detto, tu eri la luce della mia vita, un bagliore che mi aiutava ad andare avanti e a pensare solo a te.
Ora quella stella, dapprima codificata con numeri e lettere, ha il tuo nome e nessuno potrà mai levarglielo.
È li nella costellazione dell’acquario, è piccola ma enorme, ed è importantissima per me.
Ora anche tu potrai alzare gli occhi al cielo e vederla e forse saprai che in quel momento molte persone la staranno ammirando…
La stella Chiara V…
Io so per certo che la guarderò molto, a volte la guarderò piangendo e ricordando i momenti intensi avuti con te.
Sarà la mia stella guida, la stella che mi fa riempire il cuore di gioia di nuovo, un momento per risentirti vicino a me, un momento in cui potrò guardarti come quando guardavo i tuoi occhi, le mie due vere stelle…
Ti amerò per sempre e quella stella me lo farà ricordare ogni notte, l’unica stella che ha colpito il mio cuore spaccandolo in due…
Ti amo..
"- Non è quello che dici: è quello che non dici. Non un'ombra di trasalimento, un bisbiglio di eccitazione. Questo rapporto ha la stessa passione di nibbi reali. Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio. Abbi una felicità delirante o almeno non respingerla. Lo so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi, io ti dico: buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo? Beh, dimentica il cervello e ascolta il tuo cuore. Io non sento il tuo cuore. Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare, perché se non hai tentato, non hai mai vissuto. Non respingere, chissà, esiste il colpo di fulmine!".
E ieri quando ti ho vista mi si è fermato il cuore per un attimo...
eri bellissima, sexy ed affascinante.
Avrei voluto abbracciarti, stringerti e baciarti e il non farlo mi ha fatto stare giù...
Ti amo e si vede lontano un miglio.
Chiamami...
Ogni sera chiudo gli occhi e ho l'immagine di voi due...
tremendamente mortale...
A rileggere tutto quello che ho scritto stanotte mi è venuto il magone, un groppo in gola.
Ho riletto parola per parola, lentamente, e più passano le ore e più so di amarti alla follia.
Non riesco a stare lontano da te, non riesco a fare a meno di te perchè so che sei l'amore folle della mia vita.
Il tuo sms prima mi ha fatto male:
"Perdonami se ti procuro tanto dolore... Mi odio!"
Tu non devi odiarti, tu non devi fare nulla di tutto ciò.
Sono io che sto accettando una situazione che forse non dovevo accettare, sono io che sono innamorato di te e tu devi fare ciò che vuoi senza essere in "dovere" verso di me.
Io non devo perdonarti di nulla, spero solo che tu capisca che anche tu mi ami ancora e che ritorni da me...
Si, proprio tu, l'unico angelo che mi fa volare sul serio...
Hai mai letto il testo di "Ancora" di De Crescenzo? te lo metto qui sotto dopo la canzone...
E' notte alta e sono sveglio,
sei sempre tu il mio chiodo fisso
insieme a te ci stavo meglio,
e più ti penso e più ti voglio
tutto il casino fatto per averti,
per questo amore che era un frutto acerbo,
adesso che ti voglio bene, io ti perdo.
Ancora, ancora, ancora,
perché io da quella sera, non ho
fatto più l'amore senza te,
e non me ne frega niente, senza te
anche se incontrassi un angelo, direi
non mi fai volare in alto quanto lei.
E' notte alta e sono sveglio,
e mi rivesto e mi rispoglio
mi fa smaniare questa voglia,
e prima o poi farò lo sbaglio
di fare il pazzo e venir sottocasa
tirare sassi alla finestra accesa
prendere a calci la tua porta, chiusa, chiusa.
Ancora, ancora, ancora,
perché io da quella sera, non ho
fatto più l'amore senza te,
e non me ne frega niente, senza te
anche se incontrassi un angelo, direi
non mi fai volare in alto quanto lei.
Ore cinque punto zerodue.
Sono ore che fisso sul soffitto le ombre e le luci che vengono riflesse dalle mie finestre.
In testa quelle parole che mi hanno sconquassato mente, anima e stomaco.
Dentro di me c’è un misto di rabbia, incazzatura, delusione e amarezza che non riesco a ben capire, che non riesco a metabolizzare.
Questi ultimi dieci giorni, da venerdì scorso fino a ieri, sono stato male, ho sofferto parecchio, a partire dal fine settimana scorso dove è stato difficile vedere il tuo comportamento nei suoi confronti; è stato difficile sopportare i tuoi capricci da bambina che non aveva ottenuto quello che voleva; è stato difficile accettare tutto quello.
È per questo che avevo deciso di allentare, è per questo che avevo deciso di allontanarmi, perché è l’unica possibilità che mi è rimasta per fare in modo che tu senta la mia mancanza, per farti scovare dentro di te le ragioni per cui mi hai amato e per cui mi vuoi così tanto bene.
Nella testa mi rimbomba la canzone dei Negrita intitolata “Destinati a perdersi” ed è quello che non riesco a pensare, è quello che non riesco ad accettare perché so con certezza che io e te siamo fatti l’un per l’altra e, forse, quando te ne accorgerai sarà troppo tardi, ma non perché io stia con qualcuna, ma perché forse ti sarai impelagata di nuovo in una storia troppo contorta per uscirne senza difficoltà e, penso, stavolta, non farai lo stesso errore che hai fatto con Sergio.
Sembra veramente che siamo destinati a perderci o, come la canzone “Quel ti amo maledetto”, anche se io lo so che mi ami tu non ritornerai.
Le sensazioni che ho avuto in tutto questo periodo si sono quasi tutte avverate, forse perché ti conosco un bel po’ e, questo, a te da fastidio in una maniera enorme come se tu fossi nuda davanti i miei occhi. Ora riesco a capirti meglio, più di quando stavamo insieme, forse ho aperto la mente ancora di più e il sapere in “anticipo” le tue mosse è una cosa che ti sconcerta.
Non riesci a capire come faccia a “leggerti” cosi bene, ne sei quasi gelosa di questa cosa, ma è solo il grande amore che provo per te a farmi capire le tue reazioni.
Nel letto mi sono rigirato più volte cercando di trovare un modo per addormentarmi, ma ogni volta che chiudevo gli occhi mi appariva l’immagine di voi due insieme.
Una stilettata al cuore, un colpo netto e doloroso.
Mi si è conficcato lì e ci starà per molto e neanche il miglior cardiochirurgo al mondo potrebbe operarmi per farmi guarire…
Dovrà diventare una parte di me, dovrò fare in modo che si conficchi pian piano fino a quando non è entrata del tutto e finche non sarà un tutt’uno col mio corpo.
Ora so quello che stava succedendo sabato sera quando ero in discoteca. Ero solo con me stesso in mezzo a migliaia di persone e in cuor mio sapevo che stava succedendo qualcosa.
Come poi ti ho “tartassata” sabato con i miei messaggi. Sapevo che stava per succedere qualcosa, ero geloso e stavo rosicando e ero inerme e senza possibilità di far nulla.
Una sensazione di impotenza che mi ha fatto stare male, che mi ha fatto pensare che non riuscirò mai più a conquistarti anche se il mio cuore è colmo d’amore come mai nella mia vita.
Sapere che tutto questo che io provo non è “capito” o non è corrisposto e, anzi, è praticamente una spinta verso di lui e tu, che praticamente, sei “cotta” di lui mi fa versare una lacrima, proprio ora che sto scrivendo queste cose alle ore sei e trentasei.
Non so più cosa accadrà tra di noi, non so più cosa succederà in futuro, l’unica cosa certa è che sono sicuro che io sono stramaledettamente innamorato di te e ti perdonerei anche questa, perché so che, senza di te, la mia vita sa di melanconia e tristezza, sarà una vita grigia perché tu sei la luce del mio essere, la persona che ha riempito il vuoto della mia esistenza…
Mi piacerebbe che domani mi chiamassi dicendomi:
“Fabio scusa ma proprio ieri mi sono accorta che sono ancora innamorata di te, so che quello che ieri ho provato non era solo rimorso ma che nel mio cuore anche tu sei la persona più adatta a me e so che se torniamo insieme potremmo essere felici per sempre… La vorresti ancora una “Priscilla”?”
Ovviamente ti risponderei di si e non avrei dubbi, scapperei di casa di corsa per venire sotto casa tua ad abbracciarti, a baciarti, a stringerti di nuovo fra le mie braccia e ti solleverei in aria, perché sei la festa e la gioia della mia vita…
Ti amo chiara e nessuno mi porterà mai via questa cosa che porto nel mio cuore…
Ore sette punto ventidue…
Provo a riposare un attimo, anche se penso che non ci riuscirò per un po’ di tempo…
Scivolo su uno stelo verde speranza
tra fulmini indaco e nero pece,
i tuoi occhi così ora, dapprima fiamme rosseggianti,
pronti a scagliare dardi d’ira al mio cospetto.
Cerco riparo tra le tue labbra
tra una ciocca di vita e un’unghia d’amore
nascosto, isolato nel tuo cuore.
Risalgo il senso del disagio
nuotando tra sorrisi e ricordi
mai spenti, mai dimenticati,
vivi nella mia anima di vagabondo d’amore.
Sguardi e date, segni d’amore passato
ma infuocato come un’araba fenice
che riposa in attesa della rinascita.
Un soffio di bacio, un alito di cuore
smossi da ali di cera rosso porpora
che si sciolgono al tuo avvicinarsi.
Vivo la tua pelle come l’aria
vivo il tuo cuore come l’acqua
vivo il tuo sguardo come il mio sole.
Lasciati guardare e lasciati sognare,
lasciati bere e lasciati respirare,
lasciati baciare e lasciati abbracciare,
lasciati vivere e lasciati amare…
Ho baciato una stella con la coda ghiacciata,
ho baciato un cuore tramortito e appassito,
ho baciato un ricordo nascosto nella mia mente,
ho baciato un riflesso del mio cuore,
ho baciato degli occhi che davano pietà.
Voglio baciare te,
nuovamente te,
le tue labbra d’amore
i tuoi occhi sognanti amore,
le tue smorfie che chiedono sorrisi.
Voglio baciare te,
unica e sola…
Chiara
È passato solo un giorno dal momento in cui ho deciso di staccarmi da te del tutto per vedere se c’è qualcosa tra di noi.
Ieri, alla mia domanda dove ti chiedevo se eri innamorata di me, hai risposto di non saperlo; dove ti chiedevo se eri sicura di non esserlo , mi hai risposto di no.
Speravo che ieri mi dicessi qualcosa, una frase, un paio di parole, mi sarebbe piaciuto anche un:
“Fabio non gettare la spugna”
Invece dalla tua bocca non è uscito nulla.
Hai pianto, e non per me, ma per la situazione. Vederti piangere per la situazione mi ha fatto male due volte…
Il primo motivo era perché non piangevi per me e avrei voluto tanto che fossero lacrime versate per noi due.
Il secondo è perché vederti piangere mi fa stringere il cuore. Tanto e mi fa rattristare.
Mi dici che mi vuoi bene più che ad un amico, ma mi confermi che LUI è un’attrazione forte e nel momento di confusione in cui ti trovi è un “nemico” temibilissimo e io non riesco a viverla serenamente.
Riuscirai sicuramente a stare meglio di me, farai quello che vuoi, mentre io starò chiuso a casa abbracciandomi il cuscino o a martoriare questa tastiera dove rigetterò tutti i miei pensieri e i miei sentimenti e molto probabilmente qualche lacrima.
Ieri ho voluto baciarti perché quando lo facevo era una cosa bellissima e mi piaceva da morire farlo e sentire il tuo “amore” verso di me.
L’ho fatto sia per vedere una tua reazione, sperando che un bacio vero ti scuotesse, ti facesse fare qualcosa e perché volevo ricordare il tuo “sapore”, l’odore della tua pelle, della tua bocca, la consistenza delle tue magnifiche labbra…
Invece nulla…
Nessuna reazione…
Sembrava un gesto di pietà.
Chiara ti amo come non ho mai amato nessuna donna in vita mia ed è per questo che mi allontano.
È l’unica e l’ultima possibilità che ho e devo giocarmela anche se sono quasi sicuro che ora ti perderò del tutto perché non avrai più tempo per pensare a noi due e LUI sarà li vicino a te.
Spero di sbagliarmi, ma negli ultimi tre mesi ho sbagliato raramente.
Mi hai detto che la vera Chiara era quella che stava con me e questa, invece, è una Chiara strana che non riesce a capire cosa vuole e che non sa nemmeno chi è veraemnte.
Ecco spero che La mia vera Chiara ritorni e che mi telefoni dicendomi di essere tornata…
Ciao.
Ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un po' di sè e si porta un po' di noi.
Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla.
Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che
due anime non si incontrano per caso.
J. Luis Borge