Ogni giorno racconto la favola mia, la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi!

Nome: Fabio
un uomo affetto da sindrome di Peter pan alla continua ricerca dell'isola che non c'è...
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L’altro giorno, come faccio da un po’ di giorni a questa parte, metto canzoni a caso nel mio pc e le ascolto mentre mi metto a scrivere.
Sabato pomeriggio sul mio player è passata “Meravigliosa creatura”, una canzone che mi ha fatto pensare a tante cose, anche perché era una delle canzoni che volevo mettere sul DVD di Alessio…
Sono stato li a fissare il pc, sguardo perso nelle immagini casuali dell’equalizzatore.
“Molti mari e fiumi
attraverserò
dentro la tua terra
mi ritroverai
turbini e tempeste
io cavalcherò
volerò tra il fulmini
per averti“
Quelle linee spezzate che fanno ricordare i grafici degli elettrocardiogrammi..
Ecco allora che il mio pensiero è andato a quel giorno di novembre… io li da solo davanti al banco informazioni di quell’ospedale; alla notizia che era lui in terapia intensiva mi sono sentito scorrere un brivido lungo la schiena e la sensazione di gelare ha invaso tutto il mio corpo.
Nella mia mente sono corse mille immagini e mille pensieri. Dalle parole che mi bombardavano la testa, a quelle dell'infermiere, alle immagini di noi quattro che ridevamo alle nostre uscite in moto.
Si, quelle cose che ci piacevano da morire…
Uscire in moto e farci un giro, anche senza correre, ma solo per il nostro piacere di prendere le nostre compagne di vita, quelle a due ruote e quelle a due gambe…
Per quelle due gambe e di quelle due teste, per quello che provavamo per loro, per quello che loro ci davano, per come loro ci facevano sentire; abbiamo pensato anche di vendere i nostri fulmini.
Alè te lo ricordi vero? Quel giorno a ottobre, mentre tornavamo a casa, e ci siamo fermati a prendere un caffè. Io e te a parlare di loro due, delle nostre vite e delle nostre moto. Mi dicevi che volevi vendere il “Caponord” perché tanto lei non ci sarebbe salita lo stesso, e hai pensato la stessa cosa della VTR.
E io che ti ho detto che stavo, forse, pensando di venderla anche io e comprare una macchina più grossa, oppure di comprare un’ auto più grande per Chia. T’avevo detto che mi sarebbe piaciuto comprarle la 500 nuova e tu mi hai chiesto come andasse tra me e lei. Ti ho risposto bene, ma non sapevo nulla di quello che stava succedendo. Forse tu me l’hai detto perché avevi intuito qualcosa che io non sapevo, forse loro si erano parlate, si erano confidate e Tati, forse, l’aveva detto a te.
Se avessi capito subito, forse, non stavamo cosi tutti e quattro e staremmo ancora in giro.
“Meravigliosa creatura sei sola al mondo
meravigliosa paura di averti accanto
occhi di sole mi bruciano in mezzo al cuore
amore e vita meravigliosa”
Mi ricordo le lacrime di Tati, mentre la stringevo forte a me in una grossa e comprensibilissima crisi.
Penso che quel momento sarà uno dei momenti indelebili della mia vita, uno dei più toccanti.
In un attimo si è frantumato tutto un sogno.
Il sogno di voi due che avevate deciso di vivere insieme, la felicità che vedevo negli occhi e nelle parole di lei, e anche nelle telefonate che ci facevamo noi due.
Lei abbracciata forte a me, con il tuo nome gridato, strozzato dai singhiozzi e dalle lacrime di una partita persa fin dall’inizio, come una partita a scacchi persa in tre mosse…
In quel momento mi è venuto il pensiero di me, te, Tati e Chia.
Tutti insieme e tutti divisi contemporaneamente.
Quasi incredibile.
Ecco perché la mia frustrazione di quel momento.
Tu a combattere tra la vita e la morte, Tati aggrappata alla vita con le unghie che graffiavano le polveri bagnate di una convivenza che stava disperdendosi tra le sue dita e impotente davanti a tutto questo.
Io, invece, ero disperso tra tanti pensieri, da voi a Chia che mi stava lasciando e che sentivo lontana tra le braccia di un altro.
“Luce dei miei occhi
brilla su di me
voglio mille lune
per accarezzarti
pendo dai tuoi sogni
veglio su di te
non svegliarti
non svegliarti
non svegliarti....ancora”
Immagino voi due nel letto che vi addormentavate accoccolati e abbracciati, carichi di un sentimento forte, anche se lui possa essere stato stronzo, ma io so che ti amava e anche tanto.
Immaginavo le vostre risate e i vostri sguardi complici.
Volevo che quella luce, quel brillare fosse stato anche quella di Chia quando mi avrebbe rivisto dopo una settimana, invece nulla.
Pensavo fosse un brutto incubo, un incubo che ci comprendeva tutti e quattro, un incubo di quelli così reali che non riesci a capire se sia vero o meno, di quelli che quando ti svegli nel mezzo della notte, al buio, respiri come se fossi stato in apnea, come se fossi stato messo con la testa sott’acqua a forza.
Quell’aria che è la cosa più strana della vita.
Quella che ti permette di vivere, di far battere il nostro cuore, ma è quella che può ucciderti se entra nel nostro corpo, che potrebbe fermare il cuore in un attimo..
Strana l’aria, davvero strana, come strano era quel momento…
Tutti ad aspettare una risposta positiva, tutti a sperare ad un miracolo, tutti li a cercare di aiutare Alessio, come se la nostra presenza fosse una strategia di squadra. Tutti a cercare di tirarlo con la fune di qua da noi, ma purtroppo la corda s’è spezzata…
“Meravigliosa creatura
sei sola al mondo
meravigliosa paura d'averti accanto
occhi di sole mi tremano le parole
amo la vita meravigliosa”
Ti ho vista lì, sola, in un mondo tutto tuo che si stava sgretolando sotto i tuoi piedi, o come quelle sfere di cristallo con la neve al loro interno, tu eri lì e qualcuno capovolgeva il tuo mondo scuotendolo.
Volevo fare qualcosa per te, come lui stava facendo qualcosa per me la sera prima su msn, quando stavamo parlando. Forse, se lui fosse ancora qui tra noi, mi avrebbe preso a calci in culo per farmi riprendere, forse avrebbe tirato fuori lo stronzo che è in me, invece questo compito è toccato a te. Abbiamo legato molto, come fratello e sorella e questa è una cosa che non mi è mai capitata. Amiche donne non ne ho mai avute, come amici ne ho pochi, solo due, gli altri sono solo conoscenze.
Solo poche persone sanno tutto della mia vita, o almeno quasi tutto e te sei una di loro, di quelle pochissime persone che sanno tanto di me. Anche se sono espansivo, non sono una persona che racconta a tutti chi è il vero Fabio, lo sanno le persone che sono state con me, con le quali ho condiviso tutto, e quindi anche la mia vita.
Forse il ritrovarci soli nello stesso momento, sentire un dolore, anche se diverso, ci ha fatto avvicinare e, anche se all’inizio tra me e te c’è sempre stato un feeling particolare per quanto riguarda il parlare, dopo ho scoperto una vera amica, una sorellina più piccola.
Le volte che stavate insieme ad Alessio vedevo il vostro sorriso e mi piaceva vedervi così allegri, perché formavamo due belle coppie che sapevano divertirsi e che si volevano divertire.
Era proprio bello stare tutti insieme.
“Meravigliosa creatura un bacio lento
meravigliosa paura d'averti accanto
all'improvviso tu scendi nel paradiso
muoio d'amore meraviglioso”
Stavate sempre a baciarvi.
Migliaia di foto con le vostre labbra appiccicate e i vostri sguardi sognanti.
Rivedere le vostre foto è sempre una bella sensazione, come se il sentimento uscisse fuori dai colori e si materializzasse davanti a noi. A volte vi prendevamo anche in giro, con Chia, perché stavate sempre appiccicati come dei quattordicenni alla loro prima cotta. Era bello vedervi così, e a noi faceva piacere vedervi in quel modo.
Ora Alessio è lassù, a guardarci dall’alto, a fare le curve fra le nuvole con la sua moto ed è lì a proteggerci.
L’altra sera ho pensato molto a lui. Stavo tornando a casa in moto, e non andavo piano, l’ammetto, ed un pazzo mi ha fatto una inversione ad U su via Boccea. Gli ho suonato, ho lampeggiato, ma questo, molto probabilmente ubriaco, non si è fermato e ho cominciato a scalare marce come un forsennato e a frenare così tanto che la ruota posteriore mi si è sollevata da terra. La fortuna ha voluto che, dall’altra corsia, non provenisse nessun’ altra auto altrimenti penso che non starei qui a scriverlo; appena il cuore mi è tornato un attimo normale, ho pensato subito ad Alessio. Sono sicuro che lui lassù mi ha aiutato, mi ha voluto ancora qui, forse per aiutare ancora Tati, anche se è più lei che aiuta me a dir la verità, ma sono sicuro che lui c’ha messo la mano e mi ha protetto.
“Meravigliosa creatura
Meravigliosa
occhi di sole mi bruciano in mezzo al cuore
amore e vita meravigliosa”
Siete ancora dentro i nostri sogni, dentro i nostri ricordi e dentro i nostri amori. Vi vediamo nelle nostre vite ogni giorno, dietro ad un cespuglio, dietro ad una vetrina e pensiamo di vedervi in mezzo a tante persone.
Vi abbracciamo la notte mentre dormiamo e vi sogniamo nei momenti felici che saranno le fotografie della nostra vita…
Si, la nostra vita, che, anche se voi non siete più vicini a noi, amiamo, perché alla fine è la nostra vita, la nostra meravigliosa vita e voi ne farete parte per sempre, come attori protagonisti…
Ciao Alè, ci vedremo di nuovo lassù e andremo a farci in giro ricordando i nostri bei giorni tutti insieme…
Ti voglio bene sorellina mia, grazie di essermi accanto…
Chiara ti amo, e rimarrai sempre qui dentro di me, meravigliosa come sempre...
Mi sei piaciuta sin dall’inizio.
Dal primo momento che ti ho vista. Il tuo sorriso mi ha contagiato subito.
All’inizio ci si divertiva, si usciva e si rideva; mi piaceva molto stare con te, passare il tempo insieme a te.
Forse all’inizio era un gioco, un piacevole gioco, ma il giorno del tuo compleanno è scattato qualcosa in me. Una sensazione bella.
Quando sono andato in giro a cercare il regalo per te, volevo stupirti, volevo farti capire che eri una persona importante per me e quel cuore col brillantino mi piacque subito, come capii subito, che ti sarebbe piaciuto, anche se non così tanto.
Ecco quella sera quando siamo usciti a prendere una cosa da bere dopo cena, ho visto i tuoi occhi brillare e da li mi sono innamorato.
Il sabato successivo, quello della festa a sorpresa, è stato il giorno più bello della mia vita.
Tu che mi venivi a prendere a casa, tu che conoscevi mia madre e che ti eri vergognata perché stavi con quelle calze che ti avevo comprato il pomeriggio all’outlet e che ti facevano tremendamente sexy (forse anche un po’ zoccola, ma nel senso più bello del termine).
Io che guidavo e mi sorbivo tutti i tuoi rimproveri perché tu avevi paura di fare tardi, tu che mi riempivi di parolacce quando mi sono fermato al bar a comprare i fazzoletti per pulire il parabrezza; tu che mi dicevi che non mi avresti fatto più guidare quando facevo finta di sbagliare strada…
Ecco avrei fatto di tutto per vedere l’illuminarsi dei tuoi occhi quando hai scoperto che era una festa a sorpresa fatta per te…
Quella luce nei tuoi occhi non la scorderò mai, e posso dire, con emozione e con un pizzico di immodestia, che l’ho visto altre volte, che l’ho facevi grazie a me e che lo facevi per me.
Quella notte siamo andati a casa mia fuori Roma, avevo sognato quel momento, l’avevo sognato di farlo così con una donna particolare, con una donna che avrebbe segnato la mia vita, e quella donna eri tu.
Ci siamo abbracciati nudi sotto i piumoni, alla luce tenue del camino, con solo il nostro calore come compagno a vincere l’abbraccio del freddo…
Noi due più forti del freddo…
La musica ci regalava un’atmosfera che non avrò mai più modo di ricreare, e la luce dei tuoi occhi mi bagnava il cuore ed era l’innaffiamento del nostro amore. Gocce di rugiada che bagnavano quei piccoli germogli d’amore che stavano nascendo…
Mi hai detto che è passato un anno, che non è più come prima, mi hai scosso con la dura realtà.
Ho fatto di tutto per te, forse anche più di quello che potevo o dovevo fare, ma l’ho fatto con tutto me stesso, con tutto il mio cuore e il mio amore per te.
Soprattutto dopo il weekend sul Terminillo, dove ci sei andata a letto insieme di nuovo, ho scoperto che il mio amore è forte come mai, e mai nessun’altra potrà prendere il tuo posto nel mio cuore allo stesso modo.
Ora pensare che stasera uscirai con tutti gli altri e che io non sarò dei vostri e che lui sarà li al tuo fianco mi fa lacerare interiormente.
Pensare che fra pochi giorni è quel giorno che ho descritto prima come il giorno più bello della mia vita e pensare che molto probabilmente sarai di nuovo con lui e forse a farci l’amore mi fa sbattere la testa al muro.
Un dolore che forse tu hai provato con Sergio, ma io e te siamo diversi e, penso, che soffrirò molto più di quei tre mesi che hai sofferto tu.
Anche perché poi tu hai trovato me, che ti ho fatto stare bene e che ti ho fatto innamorare di nuovo, ma forse tu non riesci a stare tanto tempo con una persona o, forse, alla fine hai avuto paura che io potessi trattarti come Sergio stesso aveva fatto.
Beh io non l’avrei mai fatto, per te avrei preso la luna al lazo e l’avrei trascinata sulla terra per fartene dono, ma questo non era possibile.
Allora ho fatto un altro gesto, forse molto più romantico ed emotivo…
Ho dato il tuo nome ad una stella perché, come ti ho sempre detto, tu eri la luce della mia vita, un bagliore che mi aiutava ad andare avanti e a pensare solo a te.
Ora quella stella, dapprima codificata con numeri e lettere, ha il tuo nome e nessuno potrà mai levarglielo.
È li nella costellazione dell’acquario, è piccola ma enorme, ed è importantissima per me.
Ora anche tu potrai alzare gli occhi al cielo e vederla e forse saprai che in quel momento molte persone la staranno ammirando…
La stella Chiara V…
Io so per certo che la guarderò molto, a volte la guarderò piangendo e ricordando i momenti intensi avuti con te.
Sarà la mia stella guida, la stella che mi fa riempire il cuore di gioia di nuovo, un momento per risentirti vicino a me, un momento in cui potrò guardarti come quando guardavo i tuoi occhi, le mie due vere stelle…
Ti amerò per sempre e quella stella me lo farà ricordare ogni notte, l’unica stella che ha colpito il mio cuore spaccandolo in due…
Ti amo..
E ieri quando ti ho vista mi si è fermato il cuore per un attimo...
eri bellissima, sexy ed affascinante.
Avrei voluto abbracciarti, stringerti e baciarti e il non farlo mi ha fatto stare giù...
Ti amo e si vede lontano un miglio.
Chiamami...
A rileggere tutto quello che ho scritto stanotte mi è venuto il magone, un groppo in gola.
Ho riletto parola per parola, lentamente, e più passano le ore e più so di amarti alla follia.
Non riesco a stare lontano da te, non riesco a fare a meno di te perchè so che sei l'amore folle della mia vita.
Il tuo sms prima mi ha fatto male:
"Perdonami se ti procuro tanto dolore... Mi odio!"
Tu non devi odiarti, tu non devi fare nulla di tutto ciò.
Sono io che sto accettando una situazione che forse non dovevo accettare, sono io che sono innamorato di te e tu devi fare ciò che vuoi senza essere in "dovere" verso di me.
Io non devo perdonarti di nulla, spero solo che tu capisca che anche tu mi ami ancora e che ritorni da me...
Si, proprio tu, l'unico angelo che mi fa volare sul serio...
Hai mai letto il testo di "Ancora" di De Crescenzo? te lo metto qui sotto dopo la canzone...
E' notte alta e sono sveglio,
sei sempre tu il mio chiodo fisso
insieme a te ci stavo meglio,
e più ti penso e più ti voglio
tutto il casino fatto per averti,
per questo amore che era un frutto acerbo,
adesso che ti voglio bene, io ti perdo.
Ancora, ancora, ancora,
perché io da quella sera, non ho
fatto più l'amore senza te,
e non me ne frega niente, senza te
anche se incontrassi un angelo, direi
non mi fai volare in alto quanto lei.
E' notte alta e sono sveglio,
e mi rivesto e mi rispoglio
mi fa smaniare questa voglia,
e prima o poi farò lo sbaglio
di fare il pazzo e venir sottocasa
tirare sassi alla finestra accesa
prendere a calci la tua porta, chiusa, chiusa.
Ancora, ancora, ancora,
perché io da quella sera, non ho
fatto più l'amore senza te,
e non me ne frega niente, senza te
anche se incontrassi un angelo, direi
non mi fai volare in alto quanto lei.
Ore cinque punto zerodue.
Sono ore che fisso sul soffitto le ombre e le luci che vengono riflesse dalle mie finestre.
In testa quelle parole che mi hanno sconquassato mente, anima e stomaco.
Dentro di me c’è un misto di rabbia, incazzatura, delusione e amarezza che non riesco a ben capire, che non riesco a metabolizzare.
Questi ultimi dieci giorni, da venerdì scorso fino a ieri, sono stato male, ho sofferto parecchio, a partire dal fine settimana scorso dove è stato difficile vedere il tuo comportamento nei suoi confronti; è stato difficile sopportare i tuoi capricci da bambina che non aveva ottenuto quello che voleva; è stato difficile accettare tutto quello.
È per questo che avevo deciso di allentare, è per questo che avevo deciso di allontanarmi, perché è l’unica possibilità che mi è rimasta per fare in modo che tu senta la mia mancanza, per farti scovare dentro di te le ragioni per cui mi hai amato e per cui mi vuoi così tanto bene.
Nella testa mi rimbomba la canzone dei Negrita intitolata “Destinati a perdersi” ed è quello che non riesco a pensare, è quello che non riesco ad accettare perché so con certezza che io e te siamo fatti l’un per l’altra e, forse, quando te ne accorgerai sarà troppo tardi, ma non perché io stia con qualcuna, ma perché forse ti sarai impelagata di nuovo in una storia troppo contorta per uscirne senza difficoltà e, penso, stavolta, non farai lo stesso errore che hai fatto con Sergio.
Sembra veramente che siamo destinati a perderci o, come la canzone “Quel ti amo maledetto”, anche se io lo so che mi ami tu non ritornerai.
Le sensazioni che ho avuto in tutto questo periodo si sono quasi tutte avverate, forse perché ti conosco un bel po’ e, questo, a te da fastidio in una maniera enorme come se tu fossi nuda davanti i miei occhi. Ora riesco a capirti meglio, più di quando stavamo insieme, forse ho aperto la mente ancora di più e il sapere in “anticipo” le tue mosse è una cosa che ti sconcerta.
Non riesci a capire come faccia a “leggerti” cosi bene, ne sei quasi gelosa di questa cosa, ma è solo il grande amore che provo per te a farmi capire le tue reazioni.
Nel letto mi sono rigirato più volte cercando di trovare un modo per addormentarmi, ma ogni volta che chiudevo gli occhi mi appariva l’immagine di voi due insieme.
Una stilettata al cuore, un colpo netto e doloroso.
Mi si è conficcato lì e ci starà per molto e neanche il miglior cardiochirurgo al mondo potrebbe operarmi per farmi guarire…
Dovrà diventare una parte di me, dovrò fare in modo che si conficchi pian piano fino a quando non è entrata del tutto e finche non sarà un tutt’uno col mio corpo.
Ora so quello che stava succedendo sabato sera quando ero in discoteca. Ero solo con me stesso in mezzo a migliaia di persone e in cuor mio sapevo che stava succedendo qualcosa.
Come poi ti ho “tartassata” sabato con i miei messaggi. Sapevo che stava per succedere qualcosa, ero geloso e stavo rosicando e ero inerme e senza possibilità di far nulla.
Una sensazione di impotenza che mi ha fatto stare male, che mi ha fatto pensare che non riuscirò mai più a conquistarti anche se il mio cuore è colmo d’amore come mai nella mia vita.
Sapere che tutto questo che io provo non è “capito” o non è corrisposto e, anzi, è praticamente una spinta verso di lui e tu, che praticamente, sei “cotta” di lui mi fa versare una lacrima, proprio ora che sto scrivendo queste cose alle ore sei e trentasei.
Non so più cosa accadrà tra di noi, non so più cosa succederà in futuro, l’unica cosa certa è che sono sicuro che io sono stramaledettamente innamorato di te e ti perdonerei anche questa, perché so che, senza di te, la mia vita sa di melanconia e tristezza, sarà una vita grigia perché tu sei la luce del mio essere, la persona che ha riempito il vuoto della mia esistenza…
Mi piacerebbe che domani mi chiamassi dicendomi:
“Fabio scusa ma proprio ieri mi sono accorta che sono ancora innamorata di te, so che quello che ieri ho provato non era solo rimorso ma che nel mio cuore anche tu sei la persona più adatta a me e so che se torniamo insieme potremmo essere felici per sempre… La vorresti ancora una “Priscilla”?”
Ovviamente ti risponderei di si e non avrei dubbi, scapperei di casa di corsa per venire sotto casa tua ad abbracciarti, a baciarti, a stringerti di nuovo fra le mie braccia e ti solleverei in aria, perché sei la festa e la gioia della mia vita…
Ti amo chiara e nessuno mi porterà mai via questa cosa che porto nel mio cuore…
Ore sette punto ventidue…
Provo a riposare un attimo, anche se penso che non ci riuscirò per un po’ di tempo…
Scivolo su uno stelo verde speranza
tra fulmini indaco e nero pece,
i tuoi occhi così ora, dapprima fiamme rosseggianti,
pronti a scagliare dardi d’ira al mio cospetto.
Cerco riparo tra le tue labbra
tra una ciocca di vita e un’unghia d’amore
nascosto, isolato nel tuo cuore.
Risalgo il senso del disagio
nuotando tra sorrisi e ricordi
mai spenti, mai dimenticati,
vivi nella mia anima di vagabondo d’amore.
Sguardi e date, segni d’amore passato
ma infuocato come un’araba fenice
che riposa in attesa della rinascita.
Un soffio di bacio, un alito di cuore
smossi da ali di cera rosso porpora
che si sciolgono al tuo avvicinarsi.
Vivo la tua pelle come l’aria
vivo il tuo cuore come l’acqua
vivo il tuo sguardo come il mio sole.
Lasciati guardare e lasciati sognare,
lasciati bere e lasciati respirare,
lasciati baciare e lasciati abbracciare,
lasciati vivere e lasciati amare…
Ho baciato una stella con la coda ghiacciata,
ho baciato un cuore tramortito e appassito,
ho baciato un ricordo nascosto nella mia mente,
ho baciato un riflesso del mio cuore,
ho baciato degli occhi che davano pietà.
Voglio baciare te,
nuovamente te,
le tue labbra d’amore
i tuoi occhi sognanti amore,
le tue smorfie che chiedono sorrisi.
Voglio baciare te,
unica e sola…
Chiara