Ogni giorno racconto la favola mia, la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi!

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un uomo affetto da sindrome di Peter pan alla continua ricerca dell'isola che non c'è...

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mercoledì, 30 gennaio 2008
Buon compleanno stellina mia...

Mi sei piaciuta sin dall’inizio.
Dal primo momento che ti ho vista. Il tuo sorriso mi ha contagiato subito.
All’inizio ci si divertiva, si usciva e si rideva; mi piaceva molto stare con te, passare il tempo insieme a te.
Forse all’inizio era un gioco, un piacevole gioco, ma il giorno del tuo compleanno è scattato qualcosa in me. Una sensazione bella.
Quando sono andato in giro a cercare il regalo per te, volevo stupirti, volevo farti capire che eri una persona importante per me e quel cuore col brillantino mi piacque subito, come capii subito, che ti sarebbe piaciuto, anche se non così tanto.
Ecco quella sera quando siamo usciti a prendere una cosa da bere dopo cena, ho visto i tuoi occhi brillare e da li mi sono innamorato.
Il sabato successivo, quello della festa a sorpresa, è stato il giorno più bello della mia vita.
Tu che mi venivi a prendere a casa, tu che conoscevi mia madre e che ti eri vergognata perché stavi con quelle calze che ti avevo comprato il pomeriggio all’outlet e che ti facevano tremendamente sexy (forse anche un po’ zoccola, ma nel senso più bello del termine).
Io che guidavo e mi sorbivo tutti i tuoi rimproveri perché tu avevi paura di fare tardi, tu che mi riempivi di parolacce quando mi sono fermato al bar a comprare i fazzoletti per pulire il parabrezza; tu che mi dicevi che non mi avresti fatto più guidare quando facevo finta di sbagliare strada…
Ecco avrei fatto di tutto per vedere l’illuminarsi dei tuoi occhi quando hai scoperto che era una festa a sorpresa fatta per te…
Quella luce nei tuoi occhi non la scorderò mai, e posso dire, con emozione e con un pizzico di immodestia, che l’ho visto altre volte, che l’ho facevi grazie a me e che lo facevi per me.
Quella notte siamo andati a casa mia fuori Roma, avevo sognato quel momento, l’avevo sognato di farlo così con una donna particolare, con una donna che avrebbe segnato la mia vita, e quella donna eri tu.
Ci siamo abbracciati nudi sotto i piumoni, alla luce tenue del camino, con solo il nostro calore come compagno a vincere l’abbraccio del freddo…
Noi due più forti del freddo…
La musica ci regalava un’atmosfera che non avrò mai più modo di ricreare, e la luce dei tuoi occhi mi bagnava il cuore ed era l’innaffiamento del nostro amore. Gocce di rugiada che bagnavano quei piccoli germogli d’amore che stavano nascendo…
Mi hai detto che è passato un anno, che non è più come prima, mi hai scosso con la dura realtà.
Ho fatto di tutto per te, forse anche più di quello che potevo o dovevo fare, ma l’ho fatto con tutto me stesso, con tutto il mio cuore e il mio amore per te.
Soprattutto dopo il weekend sul Terminillo, dove ci sei andata a letto insieme di nuovo, ho scoperto che il mio amore è forte come mai, e mai nessun’altra potrà prendere il tuo posto nel mio cuore allo stesso modo.
Ora pensare che stasera uscirai con tutti gli altri e che io non sarò dei vostri e che lui sarà li al tuo fianco mi fa lacerare interiormente.
Pensare che fra pochi giorni è quel giorno che ho descritto prima come il giorno più bello della mia vita e pensare che molto probabilmente sarai di nuovo con lui e forse a farci l’amore mi fa sbattere la testa al muro.
Un dolore che forse tu hai provato con Sergio, ma io e te siamo diversi e, penso, che soffrirò molto più di quei tre mesi che hai sofferto tu.
Anche perché poi tu hai trovato me, che ti ho fatto stare bene e che ti ho fatto innamorare di nuovo, ma forse tu non riesci a stare tanto tempo con una persona o, forse, alla fine hai avuto paura che io potessi trattarti come Sergio stesso aveva fatto.
Beh io non l’avrei mai fatto, per te avrei preso la luna al lazo e l’avrei trascinata sulla terra per fartene dono, ma questo non era possibile.
Allora ho fatto un altro gesto, forse molto più romantico ed emotivo…
Ho dato il tuo nome ad una stella perché, come ti ho sempre detto, tu eri la luce della mia vita, un bagliore che mi aiutava ad andare avanti e a pensare solo a te.
Ora quella stella, dapprima codificata con numeri e lettere, ha il tuo nome e nessuno potrà mai levarglielo.
È li nella costellazione dell’acquario, è piccola ma enorme, ed è importantissima per me.
Ora anche tu potrai alzare gli occhi al cielo e vederla e forse saprai che in quel momento molte persone la staranno ammirando…
La stella Chiara V…
Io so per certo che la guarderò molto, a volte la guarderò piangendo e ricordando i momenti intensi avuti con te.
Sarà la mia stella guida, la stella che mi fa riempire il cuore di gioia di nuovo, un momento per risentirti vicino a me, un momento in cui potrò guardarti come quando guardavo i tuoi occhi, le mie due vere stelle…
Ti amerò per sempre e quella stella me lo farà ricordare ogni notte, l’unica stella che ha colpito il mio cuore spaccandolo in due…

 

Ti amo..

 


Postato da: fabius00 a 12:59 | link | commenti
amore, deliri, chiara, compleanno

venerdì, 17 novembre 2006
La favola mia

L’anno scorso scrissi queste cose…

 

Centesimo messaggio, centesima risposta in rima... rima... si fa presto a dire sono uno scrittore o ad essere un poeta. Non mi ritengo ne uno, ne l'altro. Io li chiamo pensieri slegati, senza senso, senza fine, disconnessi oserei dire, citando quella ammaliatrice di donna che sa come mettere in fila innumerevoli lettere, quasi senza ordine, invece un filo logico lei riesce a trovarlo!
Faceva freddo quel sedici novembre millenovecentosettantuno; ore zerocinqueunocinque circa e dalla sala parto un "guè" si diffondeva nell'aria.
Le prime parole di un nuovo neonato.
Se una persona deve far caso a dei segni, beh, ce ne erano molti! scorpione ascendente scorpione nato nell'anno cinese del maiale. Cosa sarebbe mai uscito fuori?
Andiamo avanti...Due giorni dopo, viale di casa mia, leggera discesa, a Roma nevica, mia madre affronta quel pezzo di strada come un miliardo di volte prima, questa volta però la neve rende la discesa molto scivolosa e quindi cade. Ma riesce a non far cadere me... almeno questo è quello che mi ha detto. certo è che se fossi caduto li, forse so il motivo della mia idiozia.
passa il tempo fino all'età di 6 anni. gia all'epoca pensavo troppo... ero convinto che se avessi esercitato una pressione su un pallone, questo si sarebbe modellato al mio volere e io ci sarei rimasto in equilibrio sopra. Beh, la fisica ancora non la conoscevo (ho detto fisica... be la fica manco se è per quello :D ) e quindi non potevo sapere che ad ogni azione corrisponde una reazione... Il pallone mi fa cadere, risultato coma! sono stato in coma per due giorni e ora non ricordo nulla dei miei primi 6 anni.
non faccio nulla di interessante fino ai 14, anno in cui comincio col mio amico ad usare il mitico fantic caballero 50. giornate intere a girare su un campo sterrato. prima moto, primi giri, prime cadute.
da li capii che il mio amore per le due ruote era viscerale! non le abbandonai più, mi erano entrate nel cuore e nella mente e sognavo solo di correre con qualsiasi "razzo" biruota.
15 anni primo rapporto orale... compagna di scuola un po porca e vogliosa. campo di battaglia: il bagno delle donne dell'Istituto tecnico Industriale Albert Einstein.
son volati gli anni e ora sono qui, con tutti (tanti) i miei difetti e tutti (pochi) i pregi.
Mi sento molto diverso dagli altri, anticonformista, a volte anche forzatamente. Voglio sempre averla vinta, anche quando ho chiaramente torto. Sto cambiando però.
mi dicono di non essere serio. è vero. io non voglio esserlo.
Voglio essere solo Fabio.
Auguri Fabio ;)

un grazie va a te che in questo preciso istante mi stai vicino e probabilmente ora mi stai baciando perchè te lo sto chiedendo :) kiss.”

 

E’ passato un anno da quel sedici novembre e cosa è successo?

Tutto e il contrario di tutto.

Litigi e amori, donne e dolori.

So solo che sono ancora qui a raccontare la favola mia e un grazie lo dirò sempre a tutti anche a te che stai dormendo…





Ogni giorno racconto LA FAVOLA MIA
la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...
E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione
di un bimbo che gioca agli eroi!
Queste luci impazzite si accendono e tu
cambi faccia ogni sera,ma sei sempre tu...
Sei quell'uomo che viene a cercare l'oblio, la poesia
che ti vendo, di cui sono il dio!
Dietro questa maschera c'è un uomo e tu lo sai!
L'uomo di una strada che è la stessa che tu fai.
E mi trucco perché la vita mia, non mi riconosca e vada via...
Batte il cuore ed ogni giorno è un'esperienza in più...
La mia vita e nella stessa direzione,tu...
E mi vesto da re perché tu sia, tu sia il re di una notte di magia!!!
Con un gesto trasformo la nuda realtà, poche stelle di carta
il tuo cielo ecco qua! Ed inventa te stesso la musica mia...
E dimentichi il mondo con la sua follia!
Tutto quello che c'è fuori rimane dov'è,
tu sorridi, tu piangi, tu canti con me...
Forse torni bambino e una lacrima va
sopra a questo costume che a pelle mi sta!
Dietro questa maschera c'è un uomo e tu lo sai!
Con le gioie, le amarezze ed i problemi suoi...
E mi trucco perché la vita mia, non mi riconosca e vada via...
Batte il cuore ed ogni giorno è un'esperienza in più...
La mia vita e nella stessa direzione, tu...
E mi vesto da re perché tu sia, tu sia il re
di una notte di magia!!! Dietro questa maschera
lo sai ci sono io... (Sono io soltanto io!)
Quel che cerco, quel che voglio,lo sa solo Dio...
(E lo sa soltanto Dio!)
Ed ogni volta nascerò. Ed ogni volta morirò.
Per questa favola che è mia! Vieni ti porto
nella FAVOLA MIA!!!

Postato da: fabius00 a 02:53 | link | commenti (4)
musica, deliri, compleanno