Ogni giorno racconto la favola mia, la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi!

Nome: Fabio
un uomo affetto da sindrome di Peter pan alla continua ricerca dell'isola che non c'è...
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L’altro giorno, come faccio da un po’ di giorni a questa parte, metto canzoni a caso nel mio pc e le ascolto mentre mi metto a scrivere.
Sabato pomeriggio sul mio player è passata “Meravigliosa creatura”, una canzone che mi ha fatto pensare a tante cose, anche perché era una delle canzoni che volevo mettere sul DVD di Alessio…
Sono stato li a fissare il pc, sguardo perso nelle immagini casuali dell’equalizzatore.
“Molti mari e fiumi
attraverserò
dentro la tua terra
mi ritroverai
turbini e tempeste
io cavalcherò
volerò tra il fulmini
per averti“
Quelle linee spezzate che fanno ricordare i grafici degli elettrocardiogrammi..
Ecco allora che il mio pensiero è andato a quel giorno di novembre… io li da solo davanti al banco informazioni di quell’ospedale; alla notizia che era lui in terapia intensiva mi sono sentito scorrere un brivido lungo la schiena e la sensazione di gelare ha invaso tutto il mio corpo.
Nella mia mente sono corse mille immagini e mille pensieri. Dalle parole che mi bombardavano la testa, a quelle dell'infermiere, alle immagini di noi quattro che ridevamo alle nostre uscite in moto.
Si, quelle cose che ci piacevano da morire…
Uscire in moto e farci un giro, anche senza correre, ma solo per il nostro piacere di prendere le nostre compagne di vita, quelle a due ruote e quelle a due gambe…
Per quelle due gambe e di quelle due teste, per quello che provavamo per loro, per quello che loro ci davano, per come loro ci facevano sentire; abbiamo pensato anche di vendere i nostri fulmini.
Alè te lo ricordi vero? Quel giorno a ottobre, mentre tornavamo a casa, e ci siamo fermati a prendere un caffè. Io e te a parlare di loro due, delle nostre vite e delle nostre moto. Mi dicevi che volevi vendere il “Caponord” perché tanto lei non ci sarebbe salita lo stesso, e hai pensato la stessa cosa della VTR.
E io che ti ho detto che stavo, forse, pensando di venderla anche io e comprare una macchina più grossa, oppure di comprare un’ auto più grande per Chia. T’avevo detto che mi sarebbe piaciuto comprarle la 500 nuova e tu mi hai chiesto come andasse tra me e lei. Ti ho risposto bene, ma non sapevo nulla di quello che stava succedendo. Forse tu me l’hai detto perché avevi intuito qualcosa che io non sapevo, forse loro si erano parlate, si erano confidate e Tati, forse, l’aveva detto a te.
Se avessi capito subito, forse, non stavamo cosi tutti e quattro e staremmo ancora in giro.
“Meravigliosa creatura sei sola al mondo
meravigliosa paura di averti accanto
occhi di sole mi bruciano in mezzo al cuore
amore e vita meravigliosa”
Mi ricordo le lacrime di Tati, mentre la stringevo forte a me in una grossa e comprensibilissima crisi.
Penso che quel momento sarà uno dei momenti indelebili della mia vita, uno dei più toccanti.
In un attimo si è frantumato tutto un sogno.
Il sogno di voi due che avevate deciso di vivere insieme, la felicità che vedevo negli occhi e nelle parole di lei, e anche nelle telefonate che ci facevamo noi due.
Lei abbracciata forte a me, con il tuo nome gridato, strozzato dai singhiozzi e dalle lacrime di una partita persa fin dall’inizio, come una partita a scacchi persa in tre mosse…
In quel momento mi è venuto il pensiero di me, te, Tati e Chia.
Tutti insieme e tutti divisi contemporaneamente.
Quasi incredibile.
Ecco perché la mia frustrazione di quel momento.
Tu a combattere tra la vita e la morte, Tati aggrappata alla vita con le unghie che graffiavano le polveri bagnate di una convivenza che stava disperdendosi tra le sue dita e impotente davanti a tutto questo.
Io, invece, ero disperso tra tanti pensieri, da voi a Chia che mi stava lasciando e che sentivo lontana tra le braccia di un altro.
“Luce dei miei occhi
brilla su di me
voglio mille lune
per accarezzarti
pendo dai tuoi sogni
veglio su di te
non svegliarti
non svegliarti
non svegliarti....ancora”
Immagino voi due nel letto che vi addormentavate accoccolati e abbracciati, carichi di un sentimento forte, anche se lui possa essere stato stronzo, ma io so che ti amava e anche tanto.
Immaginavo le vostre risate e i vostri sguardi complici.
Volevo che quella luce, quel brillare fosse stato anche quella di Chia quando mi avrebbe rivisto dopo una settimana, invece nulla.
Pensavo fosse un brutto incubo, un incubo che ci comprendeva tutti e quattro, un incubo di quelli così reali che non riesci a capire se sia vero o meno, di quelli che quando ti svegli nel mezzo della notte, al buio, respiri come se fossi stato in apnea, come se fossi stato messo con la testa sott’acqua a forza.
Quell’aria che è la cosa più strana della vita.
Quella che ti permette di vivere, di far battere il nostro cuore, ma è quella che può ucciderti se entra nel nostro corpo, che potrebbe fermare il cuore in un attimo..
Strana l’aria, davvero strana, come strano era quel momento…
Tutti ad aspettare una risposta positiva, tutti a sperare ad un miracolo, tutti li a cercare di aiutare Alessio, come se la nostra presenza fosse una strategia di squadra. Tutti a cercare di tirarlo con la fune di qua da noi, ma purtroppo la corda s’è spezzata…
“Meravigliosa creatura
sei sola al mondo
meravigliosa paura d'averti accanto
occhi di sole mi tremano le parole
amo la vita meravigliosa”
Ti ho vista lì, sola, in un mondo tutto tuo che si stava sgretolando sotto i tuoi piedi, o come quelle sfere di cristallo con la neve al loro interno, tu eri lì e qualcuno capovolgeva il tuo mondo scuotendolo.
Volevo fare qualcosa per te, come lui stava facendo qualcosa per me la sera prima su msn, quando stavamo parlando. Forse, se lui fosse ancora qui tra noi, mi avrebbe preso a calci in culo per farmi riprendere, forse avrebbe tirato fuori lo stronzo che è in me, invece questo compito è toccato a te. Abbiamo legato molto, come fratello e sorella e questa è una cosa che non mi è mai capitata. Amiche donne non ne ho mai avute, come amici ne ho pochi, solo due, gli altri sono solo conoscenze.
Solo poche persone sanno tutto della mia vita, o almeno quasi tutto e te sei una di loro, di quelle pochissime persone che sanno tanto di me. Anche se sono espansivo, non sono una persona che racconta a tutti chi è il vero Fabio, lo sanno le persone che sono state con me, con le quali ho condiviso tutto, e quindi anche la mia vita.
Forse il ritrovarci soli nello stesso momento, sentire un dolore, anche se diverso, ci ha fatto avvicinare e, anche se all’inizio tra me e te c’è sempre stato un feeling particolare per quanto riguarda il parlare, dopo ho scoperto una vera amica, una sorellina più piccola.
Le volte che stavate insieme ad Alessio vedevo il vostro sorriso e mi piaceva vedervi così allegri, perché formavamo due belle coppie che sapevano divertirsi e che si volevano divertire.
Era proprio bello stare tutti insieme.
“Meravigliosa creatura un bacio lento
meravigliosa paura d'averti accanto
all'improvviso tu scendi nel paradiso
muoio d'amore meraviglioso”
Stavate sempre a baciarvi.
Migliaia di foto con le vostre labbra appiccicate e i vostri sguardi sognanti.
Rivedere le vostre foto è sempre una bella sensazione, come se il sentimento uscisse fuori dai colori e si materializzasse davanti a noi. A volte vi prendevamo anche in giro, con Chia, perché stavate sempre appiccicati come dei quattordicenni alla loro prima cotta. Era bello vedervi così, e a noi faceva piacere vedervi in quel modo.
Ora Alessio è lassù, a guardarci dall’alto, a fare le curve fra le nuvole con la sua moto ed è lì a proteggerci.
L’altra sera ho pensato molto a lui. Stavo tornando a casa in moto, e non andavo piano, l’ammetto, ed un pazzo mi ha fatto una inversione ad U su via Boccea. Gli ho suonato, ho lampeggiato, ma questo, molto probabilmente ubriaco, non si è fermato e ho cominciato a scalare marce come un forsennato e a frenare così tanto che la ruota posteriore mi si è sollevata da terra. La fortuna ha voluto che, dall’altra corsia, non provenisse nessun’ altra auto altrimenti penso che non starei qui a scriverlo; appena il cuore mi è tornato un attimo normale, ho pensato subito ad Alessio. Sono sicuro che lui lassù mi ha aiutato, mi ha voluto ancora qui, forse per aiutare ancora Tati, anche se è più lei che aiuta me a dir la verità, ma sono sicuro che lui c’ha messo la mano e mi ha protetto.
“Meravigliosa creatura
Meravigliosa
occhi di sole mi bruciano in mezzo al cuore
amore e vita meravigliosa”
Siete ancora dentro i nostri sogni, dentro i nostri ricordi e dentro i nostri amori. Vi vediamo nelle nostre vite ogni giorno, dietro ad un cespuglio, dietro ad una vetrina e pensiamo di vedervi in mezzo a tante persone.
Vi abbracciamo la notte mentre dormiamo e vi sogniamo nei momenti felici che saranno le fotografie della nostra vita…
Si, la nostra vita, che, anche se voi non siete più vicini a noi, amiamo, perché alla fine è la nostra vita, la nostra meravigliosa vita e voi ne farete parte per sempre, come attori protagonisti…
Ciao Alè, ci vedremo di nuovo lassù e andremo a farci in giro ricordando i nostri bei giorni tutti insieme…
Ti voglio bene sorellina mia, grazie di essermi accanto…
Chiara ti amo, e rimarrai sempre qui dentro di me, meravigliosa come sempre...
Compilation di Natale.
Ti telefono chiedendoti se potevo venire a casa tua trovando una scusa idiota. Accetti, anche se controvoglia, ma forse avevi intuito dal mio tono di voce, che c’era qualcosa di strano nell’aria.
Arrivo a casa tua tutto eccitato e prendo l’ascensore con la busta dei regali sotto braccio.
L’ascensore di ferma, si aprono le porte automatiche e avanzo nel pianerottolo.
La tua porta, come sei solita fare, è aperta, e appena entro sento il solito profumo che mi allieta l’olfatto e i sensi.
Ti cerco nelle stanze, ti chiamo e rispondi che sei in bagno. “Come al solito” penso tra me e me sorridendo. Vado nel soggiorno e appoggio le buste in terra e comincio a estrarre i pacchi.
Arrivi anche tu avvolta nel tuo solito accappatoio e con quell’asciugamano in testa che ti fa una tenera donna di casa.
“Quest’anno Babbo Natale è arrivato in anticipo vedo! Almeno ti potevi mettere la felpa rossa che ti ho regalato l’anno scorso cosi gli assomiglieresti di più..” sorride, dissacrandomi come al solito.
“Beh se vuoi quella me la metto il sei gennaio, cosicché potremmo festeggiare bene” ribatto un po’ scocciato dalla sua battuta.
“Si si, lo facciamo, cosi poi andiamo in giro e vediamo chi è la befana o il befano”
Non c’è nulla da fare hai sempre la battuta pronta e tagliente. Senza repliche.
Lasci cadere sulla sedia l’accappatoio e ammiro il tuo corpo, la linea perfetta del tuo seno sodo; con lo sguardo seguo la traccia delle natiche che si scioglie nelle gambe lunghe e nervose;
il tuo profumo è nell’aria e ti aggiri liberamente in casa.
Ogni volta che vedo questo spettacolo rimango sconvolto, mai vista una donna più bella, mai vista una donna così esageratamente sensuale nei movimenti, sexy nello sguardo, e tremendamente ipnotica mentre ti parla.
L’osservo in silenzio, come in estasi.
Esagerata. Femminile. Donna anche con quell’asciugamano in testa.
Vai nell’altra stanza mentre mi chiedi se ti avevo fatto quel cd con tutte quelle musiche rock che ascoltiamo da giorni.
“Certo che l’ho fatto signora. Sa che ogni sua richiesta per me è un ordine” le rispondo facendo il verso ad un maggiordomo dei film anni settanta.
Prendo il cd nel giubbotto e lo vado a inserire nel lettore.
Noti rockeggianti cominciano a espandersi nell’aria… Led Zeppelin - Whole lotta love, Page comincia a frustare la sua sei corde, mentre Plant squarcia il ritmo col suo dolce rauco sonoro...
“You need coolin', baby, I'm not foolin' “ si, non sono matto...
Cominci a fischiettare seguendo il ritmo della chitarra. Arrivo alla porta della tua camera da letto dove ti vedo in piedi, con indosso una sola canottiera nera, leggera, sotto la quale, il seno s’indovina libero da costrizioni e la temperatura dicembrina ti raggrinzisce piacevolmente i capezzoli.
Seguo Plant e le sussurro “Shake for me, girl, I wanna be your backdoor man.... Sei gia eccitata?”
Le passo un dito sul suo seno e lei, ritraendosi, leggermente infastidita mi da dello scemo.
“Che cosa hai nell’altra mano?” mi domanda.
Faccio il misterioso e poi le porgo un piccolo pacco tutto incartato.
“Ma dove hai comprato questa carta da regalo?” ride, cercando di capire quante posizioni del kamasutra siano raffigurate su quella carta…
Lo scarta velocemente e un “oh” di meraviglia e “wow” di piacere le escono in rapida successione.
Le se illuminano gli occhi alla vista di quelle calze particolari…velate nere, con legacci nel posteriore da chiudere a x e col fiocchetto alla fine.
“Posso provarle?” “Cazzo! Le ho comprate apposta” rido compiaciuto, mentre vedo i suoi occhi sempre più felici dell’azzeccato acquisto.
Ti butti sul letto a scartare il cellophane e pronta a indossarle, mentre si levano alti i grugniti di Lenny Kravitz.
Cominci ad allentare i legacci e alzi la gamba sinistra appoggiando il piede sul bordo del letto.
Ora oltre a quel piccolo lembo di pelo rasato e curato, intravedo anche le piccole labbra, leggermente arrossate, non saprei dire se dal freddo o da una eventuale toccatina fatta da lei prima in vasca mentre si faceva il bagno. Non le chiedo nulla, anche perché, conoscendola, potrebbe dirmi chiaramente che si era masturbata pensando al fornaio dove va di solito a comprare il pane.
Ecco non mi andava di incazzarmi, quindi vado oltre e le chiedo se le piacciono veramente.
Cominci ad indossarle lentamente alzando al cielo la tua gamba e stirandola in tutta la sua lunghezza. Ti prendo per la caviglia e ti bacio delicatamente l’alluce; ti accarezzo il polpaccio fino ad arrivare al ginocchio. Mi guarda con aria misteriosa e si morde delicatamente il labbro inferiore con quel suo arrapantissimo canino aguzzo che più di una volta mi ha morso provocandomi brividi di piacere. Le lascio la gamba con delicatezza mentre Patti Smith intona “Dancing barefoot”.
Capisco che le piacciono molto e annuisce mentre segue il ritmo della canzone “I'm dancing barefoot , heading for a spin , some strange music draws me in”
Rivado in soggiorno e ritorno dopo un paio di minuti con un’altra scatolina tonda e mentre valico la porta la vedo in piedi spalle allo specchio leggermente inarcata con la schiena ad osservarsi il culo e le gambe. Un’ immagine che da sola vale più di mille scopate semplici. Un brivido mi corre tutta la spina dorsale e mi arriva fino alle caviglie e sento che all’interno dei miei jeans sta succedendo qualcosa.
Dave Gahan attacca “Personal Jesus” e cominci a dimenare il culo al ritmo infernale e sensuale della canzone. Difficile resistere alla tentazione e lei lo sa molto bene e mi guarda accennando un sorriso malizioso che val più di tante parole.
Mi fulmini con un “Ancora regali? Con una scatolina cosi piccola difficile che sia un vibratore”
Ti piace mettermi alla prova, ti piace stuzzicarmi e io sto al gioco “Quello te lo compro per la Befana! Se non sarai brava, carbone nero e vibratore nero…”
Ridiamo insieme.
Scarta velocemente anche questo pacchettino e ai suoi occhi fa bella mostra di se un perizoma piccolissimo, sottilissimo con alcuni strass sul filo posteriore, come a tessere una leggera pioggia.
Sul davanti una piccola striscia velata che non nasconde nulla.
Mi dai un soffice bacio sulle labbra e con una mano mi sfiori la patta dei jeans e mi sussurri all’orecchio: “Oggi che hai fatto un giro al sexy shop vicino casa tua?”
“Veramente me li ha comprati mia madre”.
Fragorose risate mentre lei mi tira un cuscino per dimostrare la mia e la sua follia.
Le indossi come sempre molto lentamente, le fai aderire perfettamente all’inguine e con il dito della mano destra metti in posizione corretta il filo posteriore. Ti volti e mi chiedi come ti sta.
Mentre Tori Amos sussurra che sta “Perdendo la sua pazienza”, mi avvicino a te e ti do un piccolo schiaffetto sulla natica destra. “Hai un culo meraviglioso. Te lo leccherei all’infinito, finche non morirei disidratato”
“Addirittura? E non ci vorresti neanche giocare un po’? Sai potrebbe offendersi se non ci giochi”.
Mi “scodinzoli” il culo sotto al naso; quanto ti piace giocare, quanto ti piace il sesso. Mi fai morire, ti prenderei adesso cosi ti strapperei quel cazzo di perizoma e ti scoperei con violenza e dolcezza. Mi stai facendo eccitare da pazzi, ma non è il momento. Non ora.
Ti lascio cosi a quattro zampe col culo per aria e me ne vado, mentre sbuffi chiedendoti il motivo di tale mia azione.
Sotto, chitarra e voce di Pete Townshend mi chiedono “Chi sei”. Bella domanda, fossi in grado di rispondere ora sarei l’uomo più felice della terra.
Ritorno in pochi secondi, il ritornello dei “Who” si fa più insistente e tu lo fai tuo ballando e cantando sul letto. I capelli ti cascano sul davanti e ti muovi come in tranne; il tuo seno si muove dolcemente. Non è grande, ma preciso per essere preso in mano, come fosse una mela, e come frutta, mangiato, leccato, morso.
I tuoi capezzoli non cedono e continuano a star ritti come piccoli bottoni. Te li torturerei a sangue, tanto so che ti piacerebbe.
Altra scatola; più grande, avvolta in carta da giornale. Ancora una volta strabuzzi gli occhi meravigliata e mi dici :”E lì?” Ti getti verso di me, mi guardi dritto negli occhi “Ma tu sei tutto matto”. “Si di te!” non riesco a dirlo, le parole mi si strozzano in gola.
Ti risiedi sul letto e metti la scatola sulle cosce. Apri e esprimi tutta la tua gioia nel vedere un paio di stivali in latex con tacco altissimo.
“Fanno molto zoccola questi” e riammicchi.
“Beh a me piacciono molto, e li volevo vedere indosso a te. Poi scusa lo dici sempre che lo sei” sorrido. Fa un gesto come per tirarmeli.
Robert Smith, intanto, canta una dolce ninna nanna per noi.
Li indossi, ti pieghi lentamente, i capelli ti arrivano quasi al pavimento, la luce che passa dalla finestra ti increspa il viso, lo rende scuro, quasi diabolico. Vorrei immortalare quell’istante, mentre con le mani cerchi di stirare il latex di entrambi gli stivali.
Ora sei in piedi, alta, sensuale, ora il viso non è più diabolico, ma nei tuoi occhi vedo dei fulmini di passione che schioccano fragorosi.
Ti avvicini e cerchi la mia bocca e la mia lingua. Te ne concedo poco, poi ti allontano e ti spingo sul letto. Sei seduta , a gambe leggermente larghe, un occhio coperto dai tuoi capelli e i tuoi capezzoli che fanno ancora capolino da quella canottiera nera. Sei eccitata, te lo leggo negli occhi, quei fulmini sono carichi di energia sessuale, e non vedono l’ora di scagliarsi su un albero e spaccarlo a metà. Appoggiato con una spalla allo stipite della porta sento di nuovo Tori che parla di “servi e padroni”.
“Mi hai fatto tutti questi regali e io non ho fatto nulla a te” Allarga le gambe e comincia a passarsi una mano sotto il perizoma “Ti piace cosi?”.
Non le rispondo, ma cazzo, mi piace si e mi sto bagnando e come una lumaca lascia la sua striscia dove passa, io sto sicuramente “sporcando” i miei boxer neri.
Il rigonfiamento, inevitabile, dentro i miei jeans blu viene notato da lei; alza la gamba sinistra e, continuandosi a toccare leggermente il clitoride col medio e l’anulare della mano destra, passa la pianta dello stivale sul mio cazzo che non riesco più a trattenere.
“Allora ti piace quando faccio la porca! Sei un porco anche tu come me…”
Sposto la sua gamba e mi catapulto sopra di lei, la bacio come se la volessi mangiare, mi cibo delle sue labbra, mi gusto la sua lingua che danza con la mia. Hai un sapore buonissimo, non te l’ho mai detto, ma ti bacerei solo per sentire il tuo sapore, come Hannibal Lecter mi ciberei di quello!
Con la mano destra salgo dal ginocchio passando sopra il liscio e freddo latex, arrivo poco sopra e sento il velato delle calze, misto al calore della tua pelle, ora tra me e la mia mano, non c’è più nulla solo i tuoi fianchi e il tuo calore. Ripercorro all’inverso l’autostrada della tua gamba, il mio respiro si fa più affannoso, passo a baciarti il collo, mentre tu continui a ansimare grazie al movimento della tua mano sulla tua fica. Sarà bollente, penso, ma continuo a baciarti e morderti collo e spalle. La mia mano cambia obiettivo. Il tuo seno destro. Lo prendo tutto in mano, lo stringo con violenza e dolcezza, passo a morderti sopra la canottiera.
Mi fermo; mi alzo. Sinead ci parla di una “Casa del Sole Nascente”, proprio quando il sole comincia a farsi color arancio.
“Vieni, alzati e levati la canottiera. Vieni con me, ho un’altra sorpresa”
non capisci, ma obbedisci ai miei ordini; l’eccitazione in questo momento ci farebbe fare qualsiasi cosa.
Ti porto nel soggiorno, sposto tavolo sedie e faccio spazio al centro della stanza.
“Ho comprato la fotocamera digitale e voglio fotografarti, voglio fermare il tempo con te, in questo preciso istante” Le dico questo e le mostro l’ultimo regalo: un paio di manette vere, d’acciaio.
Accetti perché lo vuoi anche te; cadono tutte le tue remore di costrizioni e di paure.
Ti serro un polso con le manette e senti il freddo che avvinghia la tua pelle, ma il calore della tua voglia lo fa passare in fretta e ti faccio mettere a pecora, in mezzo alla stanza rosseggiante per via del tramonto.
Siamo in eccesso di voglia e gli inxs in sottofondo mi ricordano che “Ho bisogno di te stanotte”.
I capelli ti coprono il volto, la gravità rende ancora più belle le tue tette. Si, il primo scatto è per loro, per il mio frutto morso più volte; metto a fuoco e scatto un primo piano del tuo capezzolo del tuo seno destro, dritto, eccitato. Il vero monte Parnaso, seno di divina beltà.
Mi allontano di un metro e ti faccio un primo piano delle tue gambe, con i tuoi fianchi in bella evidenza. Gli ultimi flebili raggi di sole fanno sembrare i tuoi glutei due succose mele rosse, li palpo, li stringo e li sculaccio. Un segno ancor più rosso rimane su di te. “there's a dark secret in me don't leave me locked in your heart” canta Carmen.
Sembra incredibile anche la canzone lo dice, il tuo segreto, il tuo culo, lo fotografo e rimarrà sempre con me nel mio cuore, non lo dimenticherò mai.
Le voglie crescono in noi. Ancora non capisci il significato delle manette, anche perché non ti ho legata, non ti costringo a far nulla che tu non voglia.
Vengo davanti a te, tu ancora in quella posizione che mi eccita,che mi ricorda i disegni di Manara, cerchi le mie labbra, ti bacio e ti mordo il labbro inferiore, lasciandoti un segno anche li.
Scatto.
Ti alzi, sei stanca di questo gioco, vuoi di più. Ti chiedo un altro paio di scatti ancora, promettendoti, poi, di essere in tua completa mercé.
I capezzoli, complice ancora il freddo, non accennano a tentennamenti, non cedono alla loro sorte e, mentre, si alza li bacio, li succhio e li rimordo.
Ti faccio mettere sotto al solaio della porta, ti faccio allargare le gambe, chinare la testa in avanti cosicché il tuo viso si copra e con le mani arrivi a toccarti dentro al perizoma. Scatto e Janis intona “Didn't I make you feel like you were the only man -yeah! Didn't I give you nearly everything that a woman possibly can ? Honey, you know I did!”
Si, cazzo. Lo stai facendo.
Ultima foto, ultimo scatto. Ti faccio voltare gambe dritte, tese, nervose, e tu piegata. Vedo solo il tuo sedere, il tuo magnifico rotondo sedere.
Prendo una candela, l’accendo e faccio scendere sui tuoi glutei alcune gocce calde di cera. Stringi istintivamente le natiche a causa del bruciore, ma subito dopo ricedi e ritorni serena e calma.
Sistemo la candela per terra, proprio sotto di te e come quella fiamma brucia, anche Jim chiede di “accendere il suo fuoco”.
Mi inginocchio dietro di te e dopo averti spostato il filo del perizoma, comincio a leccarti la fica e mi aiuto con un dito.
Sei bagnatissima ed eccitatissima. I tuoi gemiti sono sempre più forti; passo a leccarti il culo, mentre continuo a penetrarti con un dito prima e dopo poco anche con un altro. La tua fica è fradicia e i tuoi umori colano tutto intorno e mi inebriano. Sento il tuo odore sul mio pizzetto. Eccitante.
Sottofondo dei Pink Floyd, melodia fantastica, ma ancor di più è lei che mi dice “Scopami, inculami, impalami”. Waters e Gilmour non avrebbero fatto mai nulla di meglio con le loro melodie.
Mi alzo, sbottono la patta dei jeans e tiro fuori il mio cazzo più che gonfio da tanta tortura. Appoggio delicatamente la cappella dentro quel calore indescrivibile… Paradisiaco lo dice anche Axl.
Mi fermo, esco. La giro e la bacio con voglia. Mi stacco di nuovo, la guardo negli occhi e sembra chiedermi di continuare. Lo faccio anche senza che me lo chieda. Le sfilo le manette, la prendo per mano e andiamo in camera di letto. Posiziono la fotocamera digitale per fare degli autoscatti su una mensola, mi spoglio velocemente, mi sdraio sul letto e mi ammanetto al letto.
“Fai di me ciò che vuoi… SCOPAMI, USAMI”
Hai lanciato la tua sfida, ora non puoi più tirarti indietro...
ammanettato alla spalliera di metallo del mio letto, completamente nudo e pronto a soddisfare i miei più intimi desideri... il mio "personal jesus" come ripete melodiosa la canzone che rimbomba dalle casse dello stereo, che abbiamo lasciato acceso in salotto.
Mi avvicino suadente, con gli stivali di latex che strusciando tra di loro producono un rumore quasi animale...sei la mia preda e ti fisso vogliosa cercando di decidere da dove iniziare il mio pasto..
Salgo sul letto e annuso il profumo del tuo corpo senza staccare mai i miei occhi dai tuoi; il tuo sguardo si difende dal mio, ma è incapace di arrendersi al mio sorriso perverso
Assaggio la tua pelle con la lingua umida e un brivido percorre tutto il tuo essere; sospiri quando la mia bocca si posa sul tuo cazzo, lo prendo in mano e lo lecco avida.
Le tue mani vorrebbero essere libere, lo so, lo capisco dai movimenti che fai, ma è una dolce tortura la mia e durerà tutta la notte.
Salgo a cavalcioni su di te, ti bacio dolcemente le labbra, e con violenza ti graffio le braccia tese e il petto. Nella mia bocca sussurri qualcosa... Lo so, sono una puttana, non ho bisogno che tu me lo ricordi. Ti mordo il collo, voglio che il mio marchio rimanga impresso sulla tua pelle oltre che sul tuo cuore! Tutte devono sapere che sei stato mio, solo mio, il mio schiavo fedele, la mia vittima e io il tuo boia; la mia eccitazione è altissima, ma non voglio finire questo gioco, non ancora!
Mi giro, la tua testa tra le mie gambe e so che se potessi strapperesti quell'ormai stupido perizoma che hai scelto per me con tanta cura, ma che ora non fa altro che complicarti la vita.
Afferro con un pò di forza la tua voglia e stringo facendoti sobbalzare; il dolore non è niente rispetto al piacere che voglio farti provare.
Partendo dalle palle la mia lingua sale, fino alla cappella, la prendo in bocca come fosse l'unica fonte da cui potermi dissetare e poi lo ingoio tutto e, dolcemente, mentre la mia lingua continua a giocare mi muovo al ritmo lento di "Wrapped around your finger" di Tori Amos.
Ma è la tua lingua che avvolgo, senza l'ausilio delle mani è l'unico mezzo che puoi usare per scoparmi, ora; si è insinuata con facilità tra la stoffa sottile che copre il mio sesso caldo e voglioso. Sono un lago nella tua bocca; probabilmente se riuscissi a tenermi ferma, non avrei scampo, mi avresti già fatta esplodere, ma non puoi! Un risolino mi sfugge...
Intanto mi inumidisco un dito e, mentre con una mano continuo a toccarti il cazzo e con la bocca a succhiarti, te lo infilo nel culo...non sembri stupito, anzi allarghi un pò più le gambe per facilitarmi la manovra... hai proprio ragione quando dici che sono ancora "piccola", illudermi di sorprenderti. Ah, che stupida!
Comunque il gesto ha sortito il suo effetto! Nella mia bocca ti sento sempre più duro.
Ogni volta che ti agiti o provi a dire qualcosa ti soffoco con la mia fica. Inizio a pensare che tu lo faccia apposta!! eh no, caro.. qui comando io!!!
Mi volto e ti schiaffeggio il viso, questo sì che non te l'aspettavi... Un lampo di qualcosa che non riesco bene a definire passa per un attimo nei tuoi occhi e stai per obiettare ma non te lo permetto e ti metto le mie tette sulla bocca, ti riempi con esse, inizi a mordermi un capezzolo. Oddio quanto mi piace...struscio la mia fichetta fradicia sul tuo cazzo. Godo come una maiala, ma non mi lascio distogliere dal mio obiettivo e allungo una mano fino ad arrivare al comodino dove è adagiato il mio foulard, nero come la notte..."light my fire.. come on baby..." mi sussurri mentre alzo la schiena.
Certo amore, non dubitare!
Un ultimo sguardo ai tuoi occhi viziosi prima di bendarti...
Un ultimo bacio alla tua bocca maniaca prima di lasciarti...
Mi allontano per recuperare la candela che poco fa hai usato tu con me...
Torno, cercando di non farmi sentire e mi avvicino al letto...
Percepisci il mio odore, un sorrisino appare sulle tue labbra...
Mi libero, finalmente del perizoma... inizio a girare intorno al letto come un predatore gira attorno al suo bottino... certo, sai che sono lì, ma non puoi sapere da dove colpirò.
Lascio cadere un pò di cera calda sul tuo polpaccio, un sussulto... hai capito a cosa voglio giocare, adesso?
Il tuo cazzo è sempre durissimo e i tuoi respiri veloci. Striscio sul letto e faccio aderire il mio profilo al tuo corpo, i miei umori ti bagneranno sicuramente la gamba; lo senti e la muovi quasi a volermi stimolare. beh, ce la fai benissimo!
cera bollente sul petto, poi più giù fino all'inguine... appoggio la candela e faccio scorrere i miei capelli ancora umidi là dove ho infierito, quasi a volerti dare sollievo.
Ora sono di nuovo sopra, il contatto è davvero molto intimo. appoggio la punta calda e pulsante del tuo sesso all'ingresso del mio e sento che con il bacino cerchi di avvicinarti per entrare, ma io ti sfuggo.
E’ così eccitante!
Avvicino le mie tette al tuo viso, lo affondo in esse e ti chiedo se vuoi scopare, adesso...ti manca il fiato per rispondere tanto sei preso a leccarmi e mordermi..
Oddio, questo gioco sta diventando troppo anche per me!
Vorrei affondare sul tuo cazzo e riempirmi fino in fondo, vorrei che le tue mani fossero libere di esplorare tutto il mio corpo, vorrei che i tuoi occhi mi guardassero mentre godo per te e che la tua bocca mi sussurrasse parole volgari e dolci allo stesso tempo.
Mi struscio come una cagna in calore... la tua troia bagnata vuole che la scopi...
“Ti prego, scopami...”
Quasi ti supplico nel pronunciare queste parole.
Ti fermi, lasciandomi per un attimo interdetta... Le tue mani sono magicamente libere, mi ribalti e prendi il sopravvento mentre il foulard ti è sceso sul collo e i tuoi occhi mi fissano divertiti ma seri...
In un momento capisco tutto, sei sempre stato libero di muoverti, le manette non erano bloccate. Socchiudo gli occhi e digrigno i denti...
“Brutto stronzo!”
Mi agito sotto di te... tiro pugni sul tuo petto... prendi i miei polsi e mi incolli al letto...
Inizi a baciarmi, mentre cerco sempre di divincolarmi dalle mie manette, le tue salde mani...
Mi mordi il collo facendomi urlare... scendi fino al seno e mordi anche quello...
I miei lamenti ora servono solo a nascondere la mia crescente eccitazione...
“Sei una puttana, lo so che ti piace essere dominata...”
Così dicendo, senza troppi preamboli, del resto i miei di poco prima erano sufficienti, riempi la mia voglia...
Ti muovi affondando il tuo cazzo in profondità... mi baci e mi lecchi... cerco la tua lingua con la mia... abbandoni i miei polsi e vai ad alzarmi una gamba, il latex si incolla alla tua schiena...
mi metti due dita in bocca e io te le pompo proprio come ho fatto poco fa col tuo cazzo...
ora ho di nuovo la tua lingua in bocca...
non capisco più niente...
sento le tue dita infilarsi dietro, nel mio culo...
“sì, scopami il culo” Ti chiedo delirante.
Con la mano libera mi tocchi le tette... mi piace il modo in cui non trascuri niente di me.
Le mie unghie si piantano sulla tua schiena, segnando solchi che domani ti faranno sicuramente male...
“Ti scopo tutta, sei la mia puttana, voglio sentirti godere...”
Mi sfondi ancora per un pò stando sopra... poi ti stendi di fianco a me, mi fai allargare le gambe mentre con una mano mi stimoli il clitoride...
Mi vuoi far morire...
Dal dietro mi entri nella fica... è assurdo come tu riesca ad arrivare ovunque...
Il tuo cazzo nella mia fica, una tua mano sul clitoride sempre più gonfio, l'altra a strizzarmi un capezzolo e la tua lingua nella mia bocca... mi fai impazzire!
“Senti come scivola bene e sai perchè? perchè sei bagnatissima, sei una porca e me lo fai diventare durissimo... godi puttana, fammi sentire come godi...”
Beh, non me lo faccio ripetere due volte, non resisto più...
Nella mia mente vedo un bosco brulicante in cui i raggi del sole si inoltrano insistenti tra i rami e le foglie... odore di muschio.. un lampo di luce accecante... e poi la pace!
sì, questo è il paradiso e tu me ne hai aperte le porte!
1) Led Zeppelin - Whole lotta love
2) Lenny Kravitz – American woman
3) Patti Smith - Dancing barefoot
4) Depeche Mode – Personal Jesus
5) Tori Amos – Losin’ my religion
6) The Who – Who are you
7) The Cure – Lullaby
8) Tori Amos – Wrapped around your finger
9) Sinead O’Connor – The House of the Rising Sun
10) INXS – Need you tonight
11) Carmen Consoli – I can’t get you out of my head
12) Janis Joplin – A piece of my heart
13) The Doors – Light my fire
14) Pink Floyd – Wish you were here
15) Guns’n’roses – Knockin’ on heaven’s door
Quel ti amo maledetto…
Non ci riesco a non pensarci.
Quel sabato sera, sul letto a casa tua.
Quella domanda fatta quasi a bruciapelo.
Quante volte mi risuona in testa e quante volte mi risuona maledettamente quel “Non lo so”.
Vorrei riavvolgere il nastro della mia vita e ritornare a quel punto, in quel preciso istante, a quella domanda.
Ti risponderei “Si, ti amo Chiara… sei la persona con cui voglio costruire un futuro, la persona con cui vorrei una famiglia”
Ma non posso tornare indietro e maledico profondamente la mia mente e quell’amo maledetto che ho pensato ma non ho avuto il coraggio di dire ed ammettere a te.
Bastava un “Si”, due semplici lettere che mi avrebbero permesso di stare ancora li con te, a passare ancora tanti momenti indelebili insieme.
Staremmo a parlare dell’anno scorso, staremmo pensando ai nostri sguardi che ci siamo scambiati più volte.
La natura ti ha dotato di un pregio unico: sei una bellissima persona con un pizzico di follia dentro che è riuscita a scombussolare i piani della mia vita, rendere le mie certezze una debolezza con cui combattere ogni giorno e ogni notte.
Ogni lacrima versata di notte sul mio cuscino è un attimo d’amore che mi scuote la mente e che mi percuote come una frusta che lascia lividi sul cuore.
Dei segni che difficilmente si rimargineranno e che nessuna persona al mondo potrà lenire.
Ora, purtroppo, non posso fare altro che piangere sui miei errori e lasciarti un po’ di tranquillità e di tempo, ma è una forza a cui non riesco a sottomettermi.
La tua rabbia verso di me è comprensibile ed incomprensibile contemporaneamente.
L’orgoglio forse ora ti sta accecando e non ti fa ricordare tutti i bei momenti passati insieme, perché, noi due, stavamo bene insieme e nessuno lo potrà mai negare.
La serenità che ci scambiavamo entrambi era un sintomo della nostra completezza.
Una sera mi hai detto che due scemi non possono farne uno sano, ma io non voglio essere sano, perché io so benissimo di essere scemo, e so benissimo di essere matto di te.
Impazzisco a riguardare le tue foto, i tuoi sorrisi che mi lanciavi attraverso l’obiettivo, alle tue smorfie che mi accompagnano tutte le notti prima di dormire.
E’ colpa mia lo so e questo errore sarà il mio fardello per tutto il tempo che starò senza te.
Dicono che il tempo possa aiutare a dimenticare tutto, che ci si può abituare a tutto, anche all’assenza di una persona che si è amata.
Forse lo dice chi non c’è passato, perché è un