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domenica, 07 gennaio 2007
Casino Royale - Prova

Il nuovo cd dei Casino Royale!

un paio di recensioni...

www.blackmailmag.com/Casino_Royale_Reale.htm

 Il ritmo e le parole non dicono il falso: dentro queste dieci nuove canzoni dei Casino Royale c’è l’essenza di una band che ha voglia di rimettersi in gioco con l’onestà e l’istinto di sempre. Sommati a una storia di tutto rispetto, sono fattori che, a un decennio di distanza da CRX, bellissimo e cruciale mosaico sonoro rivalutato da molti solo a posteriori (e per chi scrive, precursore di   100th window  dei Massive Attack), producono il miracolo di un disco pop di alta classe. Bello nei suoni, curati da Howie B, “regista di dischi” che vanta nel suo curriculum collaborazioni con U2 e Björk. Bello nei testi, urgenti e forti, scritti da qualcuno che ha ancora cose da dire. Quell’Alioscia che una volta, prima del doloroso scisma, spartiva il microfono con Giuliano ‘The King’ Palma e adesso ha imparato a fare tutto da solo, anche le linee melodiche.

   Commenti estratti dal sito ufficiale del gruppo: “Uaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! GRAZIE RAGA!!! il disco è una figata, e se il king non c’è non sa cosa si sta perdendo!!” (El Toro); “Sto ascoltando il vostro cd… Sto ascoltando il vostro cd… Sto ascoltando il vostro cd… Sto ascoltando il vostro cd… No adesso uno di voi CR viene a casa mia e mi spegne lo stereo! Io non ci riescoooo!” (Mattia); “20 anni di groove e non vi siete spenti, bravi ragazzi!!!” (Ago).

   Con Reale torna a dare segnali positivi una tra le poche formazioni italiane da esportazione (e dagli anni ’80 ad oggi si contano sulle dita di una mano: Afterhours, Almamegretta, Planet Funk), un progetto partito dall’amore per lo ska di marca Specials e Skatalites, giunto a rapida maturazione artistica, prima con il tellurico crossover di Dainamaita (1993), poi con le raffinatezze di Sempre più vicini (1995, il produttore era il bristoliano Ben Young, due anni dopo sarebbe stato il turno di Tim Holmes nel successivo CRX). La novità è che, uscito dal letargo (e dalle pressioni dei discografici a caccia del disco d’oro a tutti i costi) adesso il quintetto fa esattamente quello che gli pare. È nel Dna dei Casino: esserci sempre, con la sincerità e l’entusiasmo di sempre, tirando fuori un background di assoluto rispetto che comprende i Clash e Lee ‘Scratch’ Perry, il soul, il funk, l’hip hop, il trip-hop e il drum’n’bass. Così, è bello leggere in giro le dichiarazioni di Alioscia su un album nato tra Milano e Londra da un felice momento creativo, pensando alle canzoni, al feedback con i vecchi fans, all’eventualità di una distanza con i sedicenni di oggi.

   Reale si veste di accenti britannici, alterna toni nervosi (Easy tranquillo) a colori più morbidi (la meditativa Prova, primo singolo estratto, e In my soul kingdom, brani che, insieme all’iniziale Tutto e a Protect me, rappresentano il picco estetico del disco), bassi profondi e lucidi scatti urbani (Plastico mistico), lampi di disco-wave ’80 (Milano double standard, altri riferimenti nel tessuto sonoro potrebbero essere !!! e LCD Soundsystem, soprattutto nell’ipnotico gioco di basso, batteria e chitarra in coda).

   Per farla breve (meglio ascoltare la musica che leggere le stronzate di chi scrive di musica): questo è il mio disco italiano dell’anno.

(J.R.D.)


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www.rockol.it/recensione.php

Nove anni sono davvero tanti. In un periodo così lungo le cose che possono cambiare sono molte, nel bene e nel male. Così è stato anche per i Casino Royale, una delle formazioni simbolo della musica indipendente in Italia, che oggi tornano con “Reale”, il nuovo album in studio dopo “CRX” del 1997.
E’ evidente che in questo lasso di tempo i mutamenti subiti dal mondo dei Casino sono stati importanti e numerosi. Su tutti l’abbandono di Giuliano Palma, il quale si è dedicato con profitto ad una carriera solista ricca di successi e soddisfazioni. Poi nel 2002 c’è stata la “scoperta” della rete: i CR sono stati uno dei primi gruppi in Italia a pubblicare brani inediti in esclusiva sul loro sito ufficiale (tre dei quali ripresi e riarrangiati nel nuovo disco). Infine il sound, il ritorno alla musica “suonata”, l’esclusione dei campionamenti, la produzione di Howie B, genio scozzese già al servizio di U2 (“Pop”), Bjork (“Post”) e Tricky e la promozione di Alioscia a frontman e cantante a tempo pieno.
“Reale” è l’album della resurrezione, registrato in venti giorni alle Officine Meccaniche di Milano (ed in seguito mixato a Londra) tra le strumentazioni vintage di Mauro Pagani (ex PFM, proprietario degli studi) e la sapiente mano di Howie B. C’è un’atmosfera metropolitana che pervade tutto il tragitto, dieci “stazioni” dal sound incredibilmente caldo e allo stesso tempo oscuro, tratti somatici soul meticci e vintage che si incontrano con sonorità elettroniche tipicamente inglesi e trip-hop. Una miscela che in diversi episodi si dimostra perfetta. Esempi? Ecco quattro perle: il singolo “Prova” con la sua splendida base soul e la voce mai così delicata di Alioscia o “Royale’Sound” con un tappeto electro-funk (“E’ la sorte che ti sfida, gioca le carte che hai ora”) d’alta scuola ricamato con maestria con l’aiuto del “sarto” Howie; ancora la fantastica “Milano Double Standard” (in una nuova versione rispetto a quella già uscita sul loro sito tempo fa), oscura come la loro città, che disegnano con colori fumosi e con frasi simboliche: “All’aperitivo delle 7 rissa di gsm tra tutti che ci provano e nessuno riesce a smettere” o “Milano è in coda ancora in coma” e la sarcastica dedica all’ex giocatore del Milan Shevchenko (“vedi un giovane ucraino radioattivo andare in gol, gli altri alla centrale dichiarati outload”). Infine “Quello che ti do”, splendido brano dall’incipit trip-hop in stile Massive Attack con successiva ritmica funkeggiante.
L’unica pecca è, in episodi come “Tutto” o “In my soul kingdom”, la voce di Alioscia che diventa quasi una parodia di se stesso, con una pronuncia al limite del ridicolo, quando sono invece ben visibili (anzi, ascoltabili) in altri episodi le sue vere potenzialità.
Comunque non c’è che dire, “Reale” è un ritorno in grande stile. Raramente si possono trovare dischi di artisti italiani di questo livello sonoro (non a caso c’è lo zampino britannico di Howie B) abbinati a testi così forti e urgenti. Un album che guarda al passato e allo stesso tempo al futuro.
Si sono attesi nove anni, è vero, ma ne è valsa proprio la pena. Bentornati!

(Ercole Gentile)


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Il mio pensiero...

Cavolo sono passati tanti anni e, dopo essermi innamorato della voce di Giuliano Palma, pensavo che l'abbandono di uno dei vocalist si sarebbe fatto sentire parecchio... Invece no!
Bel disco, gradevole con qualche pezzo che colpisce come sound... E' arrivato 4° nella classifica dei migliori album del 2006 su MTV.it davanti a mostri come pearl jam o red hot chili peppers.
Lo reputo un buon lavoro, molto orecchiabile anche se "CRX" è di un altro pianeta ;)
fra un paio di mesi ne riparleremo :)



sul mio account youtube  www.youtube.com/profile troverete altri filmati del nuovo cd


per ascoltare 30" di ogni canzone del nuovo album andare su www.internetbookshop.it/cd/ser/serdsp.asp

Postato da: fabius00 a 22:37 | link | commenti
musica, recensioni, casino royale