Ogni giorno racconto la favola mia, la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi!

Nome: Fabio
un uomo affetto da sindrome di Peter pan alla continua ricerca dell'isola che non c'è...
oggi
maggio 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
alessio
amicizia
amore
arte
auguri
bacio
brasile
carnevale
casino royale
chiara
compleanno
deliri
eventi 2007
film
foto
haiku
incidente
joe black
killer
klimt
lavori
libro
lucio battisti
luigi tenco
luvi
misano 2007
moto
musica
musso guillame
neruda
notte bianca
oroscopo
paolo meneguzzi
parole non dette
passione
pazzie dal mondo
pensieri
poesia
politiche 2008
racconti
racconti erotici
recensioni
ricordi
roma
s
saluti
santo domingo
sesso
shakespeare
statistiche
tatiana
test
tom wesselmann
topina
viaggi
yamaha
2006
2008
visitato *loading* volte
a le correzioni! ma ora come usano la biro rossa?
io gli suggerirei anche di aggiungere anche quelli futuri

c'è chi dice che è troppo bona e chi conferma...
Allusioni strane???

Via dello Scoglio 13

ah il doppio lavoro...

senza parole...

Adorazione totale...

tvbttlpsoritoytmndhfurghrkrfhfkj by pisola

vero o falso?

a le amiche...

sorelle scatenate!
GULP!!
Realmente accaduto a bordo della linea della Metro A.
Una signora espone il biglietto integrato giornaliero al controllore.
Signora: - Mi scusi, con questo posso viaggia' tutto er giorno?
Controllore: - Si nun ci'hai gnente da fa'... sì.
****************************************
Realmente accaduto in via Nomentana.
Un signore alquanto anziano resta immobile
con la sua auto allo scattare
del verde e il ragazzo di dietro con una
vettura alquanto sportiva abbassa
il finestrino, si sporge e esclama:
A nonno, guarda che più verde de così nun diventa!
*********************************************
Zona imprecisata.
In mezzo al
traffico c'è il tipico romano arrabbiato che dà una serie di
colpi di clacson inutili perché non c'è proprio spazio per fermarsi.
Dopo il quarto-quinto colpo di clacson, un tizio sul ciclomotore davanti a
lui (che ormai era assordato dal frastuono) dice:
A capo, er clacson
funziona, mo' prova 'n po' li fari!
**********************************************
Sentita in zona Boccea.
Un tizio di mezza età a bordo di un'Alfa 156
rivolgendosi al vecchietto a
bordo di una vecchia Fiat 600 ferma al
semaforo:
Che aspettamo, che se mette 'n moto l'asfarto pe' annassene da
'st'incrocio!?
*******************************************
Sentita a Porta
Maggiore.
Al semaforo un'automobile in prima
fila non parte, nonostante
sia diventato verde da un po', e uno da dietro urla:
A more', ci'avemo
solo quei tre colori: è 'scito 'r verde, che volemo fa?
*******************************************
Udita in un mercato rionale.
Il pescivendolo
testimonia la freschezza della propria merce urlando a
squarciagola:
Ahò, 'sti pesci nun so' morti: stanno a dormi'
Tratto da una riflessione del 26 settembre ore 20.30 circa…
Seduto in macchina mi appuntavo queste cose…
“Sono sempre l’ultimo…
Il tuo gancio, il tuo appiglio, ma la persona da nascondere a tutti, persino a te stessa.
Ti capisco come nessun altro che tu abbia conosciuto fin’oggi e ti piaccio per come la penso e come vivo la vita, ma tutto questo non è sufficiente per farmi uscire dalla parte oscura della tua esistenza.
Questa sera, nel tuo locale preferito, davanti a una birra, ho scoperto che sono venuto a casa tua la prima volta il 26 luglio. Il 26 agosto è stata il nostro ultimo weekend passato insieme (di corsa e in incognito come al solito). Oggi, molto probabilmente, è l’ultima volta in assoluto.
Quando dici che non sei capace ad amare, menti a te stessa, perché lo sai fare, ma ne hai paura.
Una fottuta immensa paura che ti porta ad essere così.”
Fine delle riflessioni... poi la tua telefonata, una profonda gioia in me…
Ti ho ribadito il concetto e quando ti ho detto
“sai che giorno è?”
“il 26”
“se mi apri ho una sorpresa per te! Sono qui a XXXXXXX”
Non mi hai risposto subito, confusa tra il piacere (perché un minimo ne hai provato) e lo sgomento (una cosa che non sai controllare ti fa paura)…Ho cercato di rasserenarti, che avrei accettato qualsiasi tua decisione.
Poi il nero…
Oggi 29 settembre risentirti al telefono mi è piaciuto, sono stato contento che abbia ricomposto il mio numero, ma la tua voce era bassa, troppo scura. Sapevo che mi stavi dicendo qualcosa, che non mi hai detto…
Il tuo messaggio, di risposta al mio, con quella parola è stato devastante…
Sai molto bene come la penso e sai ancor meglio che non mi fermo davanti ad una parola, ma tutto dipende da te, e dalla tua voglia di vivere la vita.
Sai come ci siamo conosciuti, sai come è il mio modo di pensare e sai benissimo come sono fatto.
D’altronde sei una persona che non si è fermata all’apparenza, una persona che mi ha conosciuto fino in fondo e che ha sicuramente combattuto con se stessa per avvicinarsi a me.
Ecco l’avevi fatto, era ad un passo e ora torni indietro?
No, non farlo!
Non fare che una serata storta inquini il nostro rapporto.
So che serata storta non è l’aggettivo esatto, ma sai benissimo che non è cio che volevo e sai che non avrei mai voluto farti del male…
Quindi fermati a pensare e a riflettere.
Si, io tuo amico non voglio esserlo, o meglio non solo quello.
Grignani cantava: “Un amico io lo perdono, invece a te ti amo”
Voglio essere il tuo amante, il tuo complice, il tuo cavaliere e, perché no, il tuo padrone e il tuo schiavo…
Pensaci, riflettici…
Davvero pensi che sia tutto sbagliato in me, ora?
Ti aspetto stasera, se vuoi, ne parleremo...
Seduto in quel caffè
io non pensavo a te
Guardavo il mondo che
girava intorno a me
Poi d'improvviso lei sorrise
e ancora prima di capire
mi trovai sottobraccio a lei
stretto come se non ci fosse che lei.
Vedevo solo lei
e non pensavo a te....
E tutta la città
correva incontro a noi....
Il buio ci trovo vicini
un ristorante e poi di corsa
a ballar sottobraccio a lei
stretto verso casa
abbracciato a lei
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che lei....
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che lei....
Mi son svegliato e
e sto pensando a te...
Ricordo solo che,
che ieri... non eri con me.
Il sole ha cancellato tutto...
Di colpo volo giù dal letto
e corro la al telefono
e parlo, rido e tu, tu non sai perchè
t'amo, t'amo e tu, tu non sai perchè
t'amo, t'amo e tu, tu non sai perchè
Sai di cosa volevo ringraziarti invece io? Non ti sei mai fermata all'apparenza, sei andata oltre e hai voluto conoscermi sul serio.
Volevi conoscere il Fabio persona.
Non so perchè tu l'abbia fatto e non me ne frega niente. Sono solo contento che tu l'abbia fatto.
Abbracciarti? Si mi piacerebbe, ma ancor di più farti passare una serata serena, qui, nella città più bella del mondo. Mi piacerebbe donarti il colosseo, farti innamorare di Fontana di Trevi, farti rapire da piazza Navona e ubriacarti di Trastevere...
Una cartolina di Roma solo per te..
Invece sto qui, con una birra ghiacciata in mano e mi accorgo che è solo frutto della mia povera fantasia...
