Ogni giorno racconto la favola mia, la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi!

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un uomo affetto da sindrome di Peter pan alla continua ricerca dell'isola che non c'è...

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lunedì, 22 gennaio 2007
Scritte sui muri di Roma

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a le correzioni! ma ora come usano la biro rossa?

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io gli suggerirei anche di aggiungere anche quelli futuri

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c'è chi dice che è troppo bona e chi conferma...

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Allusioni strane???

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Via dello Scoglio 13

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ah il doppio lavoro...

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senza parole...

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Adorazione totale...

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tvbttlpsoritoytmndhfurghrkrfhfkj by pisola

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vero o falso?

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a le amiche...

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sorelle scatenate!

 Free Image Hosting at www.ImageShack.us GULP!!

Postato da: fabius00 a 11:57 | link | commenti
roma, pazzie dal mondo

Semo romani...

Realmente accaduto a bordo della linea della Metro A.
Una signora espone il biglietto integrato giornaliero al controllore.
Signora: - Mi scusi, con questo posso viaggia' tutto er giorno?
Controllore: - Si nun ci'hai gnente da fa'... sì.

****************************************

Realmente accaduto in via Nomentana.
Un signore alquanto anziano resta immobile
con la sua auto allo scattare
del verde e il ragazzo di dietro con una
vettura alquanto sportiva abbassa
il finestrino, si sporge e esclama:
A nonno, guarda che più verde de così nun diventa!
 
*********************************************

Zona imprecisata.
In mezzo al
traffico c'è il tipico romano arrabbiato che dà una serie di
colpi di clacson inutili perché non c'è proprio spazio per fermarsi.
Dopo il quarto-quinto colpo di clacson, un tizio sul ciclomotore davanti a
lui (che ormai era assordato dal frastuono) dice:
A capo, er clacson
funziona, mo' prova 'n po' li fari!

**********************************************

Sentita in zona Boccea.
Un tizio di mezza età a bordo di un'Alfa 156
rivolgendosi al vecchietto a
bordo di una vecchia Fiat 600 ferma al
semaforo:
Che aspettamo, che se mette 'n moto l'asfarto pe' annassene da
'st'incrocio!?
 
*******************************************

Sentita a Porta
Maggiore.
Al semaforo un'automobile in prima
fila non parte, nonostante
sia diventato verde da un po', e uno da dietro urla:
A more', ci'avemo
solo quei tre colori: è 'scito 'r verde, che volemo fa?
 
*******************************************

Udita in un mercato rionale.
Il pescivendolo
testimonia la freschezza della propria merce urlando a
squarciagola:
Ahò, 'sti pesci nun so' morti: stanno a dormi'

Postato da: fabius00 a 10:46 | link | commenti
roma, pazzie dal mondo

venerdì, 29 settembre 2006
ieri 27 settembre...

Tratto da una riflessione del 26 settembre ore 20.30 circa…
Seduto in macchina mi appuntavo queste cose…
“Sono sempre l’ultimo…
Il tuo gancio, il tuo appiglio, ma la persona da nascondere a tutti, persino a te stessa.
Ti capisco come nessun altro che tu abbia conosciuto fin’oggi e ti piaccio per come la penso e come vivo la vita, ma tutto questo non è sufficiente per farmi uscire dalla parte oscura della tua esistenza.
Questa sera, nel tuo locale preferito, davanti a una birra, ho scoperto che sono venuto a casa tua la prima volta il 26 luglio. Il 26 agosto è stata il nostro ultimo weekend passato insieme (di corsa e in incognito come al solito). Oggi, molto probabilmente, è l’ultima volta in assoluto.
Quando dici che non sei capace ad amare, menti a te stessa, perché lo sai fare, ma ne hai paura.
Una fottuta immensa paura che ti porta ad essere così.”

Fine delle riflessioni... poi la tua telefonata, una profonda gioia in me…
Ti ho ribadito il concetto e quando ti ho detto
“sai che giorno è?”
“il 26”
“se mi apri ho una sorpresa per te! Sono qui a XXXXXXX”
Non mi hai risposto subito, confusa tra il piacere (perché un minimo ne hai provato) e lo sgomento (una cosa che non sai controllare ti fa paura)…Ho cercato di rasserenarti, che avrei accettato qualsiasi tua decisione.
Poi il nero…

Oggi 29 settembre risentirti al telefono mi è piaciuto, sono stato contento che abbia ricomposto il mio numero, ma la tua voce era bassa, troppo scura. Sapevo che mi stavi dicendo qualcosa, che non mi hai detto…
Il tuo messaggio, di risposta al mio, con quella parola è stato devastante…
Sai molto bene come la penso e sai ancor meglio che non mi fermo davanti ad una parola, ma tutto dipende da te, e dalla tua voglia di vivere la vita.
Sai come ci siamo conosciuti, sai come è il mio modo di pensare e sai benissimo come sono fatto.
D’altronde sei una persona che non si è fermata all’apparenza, una persona che mi ha conosciuto fino in fondo e che ha sicuramente combattuto con se stessa per avvicinarsi a me.
Ecco l’avevi fatto, era ad un passo e ora torni indietro?
No, non farlo!
Non fare che una serata storta inquini il nostro rapporto.
So che serata storta non è l’aggettivo esatto, ma sai benissimo che non è cio che volevo e sai che non avrei mai voluto farti del male…
Quindi fermati a pensare e a riflettere.
Si, io tuo amico non voglio esserlo, o meglio non solo quello.
Grignani cantava: “Un amico io lo perdono, invece a te ti amo”
Voglio essere il tuo amante, il tuo complice, il tuo cavaliere e, perché no, il tuo padrone e il tuo schiavo…
Pensaci, riflettici…
Davvero pensi che sia tutto sbagliato in me, ora?
Ti aspetto stasera, se vuoi, ne parleremo...



Seduto in quel caffè
io non pensavo a te
Guardavo il mondo che
girava intorno a me
Poi d'improvviso lei sorrise
e ancora prima di capire
mi trovai sottobraccio a lei
stretto come se non ci fosse che lei.
Vedevo solo lei
e non pensavo a te....
E tutta la città 
correva incontro a noi....
Il buio ci trovo vicini
un ristorante e poi di corsa
a ballar sottobraccio a lei
stretto verso casa
abbracciato a lei
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che lei....
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che lei....
Mi son svegliato e
e sto pensando a te...
Ricordo solo che,
che ieri... non eri con me.
Il sole ha cancellato tutto...
Di colpo volo giù dal letto
e corro la al telefono
e parlo, rido e tu, tu non sai perchè
t'amo, t'amo e tu, tu non sai perchè
t'amo, t'amo e tu, tu non sai perchè

 

 

Postato da: fabius00 a 15:38 | link | commenti (8)
roma, deliri

domenica, 10 settembre 2006
Note di Roma, Roma di notte

Sai di cosa volevo ringraziarti invece io? Non ti sei mai fermata all'apparenza, sei andata oltre e hai voluto conoscermi sul serio.
Volevi conoscere il Fabio persona.
Non so perchè tu l'abbia fatto e non me ne frega niente. Sono solo contento che tu l'abbia fatto.
Abbracciarti? Si mi piacerebbe, ma ancor di più farti passare una serata serena, qui, nella città più bella del mondo. Mi piacerebbe donarti il colosseo, farti innamorare di Fontana di Trevi, farti rapire da piazza Navona e ubriacarti di Trastevere...
Una cartolina di Roma solo per te..
Invece sto qui, con una birra ghiacciata in mano e mi accorgo che è solo frutto della mia povera fantasia...

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Solo per te
convinco le stelle
a disegnare nel cielo infinito
qualcosa che somiglia a te
solo per te
io cambierò pelle
per non sentir le stagioni passare
senza di te
come la neve non sa
coprire tutta la città
come la notte
non faccio rumore
se cado è per te
come la neve non sa
coprire tutta la città
come la notte
non faccio rumore
se cado è per te
è per te
è per te
è per te
come la notte
non faccio rumore
se cado è per te
come la notte
non faccio rumore
se cado è per te
come la notte
non faccio rumore
se cado è per te
come la notte
non faccio rumore
se cado è per te

Postato da: fabius00 a 20:03 | link | commenti
musica, roma, foto, deliri