Ogni giorno racconto la favola mia, la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi!

Nome: Fabio
un uomo affetto da sindrome di Peter pan alla continua ricerca dell'isola che non c'è...
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Compilation di Natale.
Ti telefono chiedendoti se potevo venire a casa tua trovando una scusa idiota. Accetti, anche se controvoglia, ma forse avevi intuito dal mio tono di voce, che c’era qualcosa di strano nell’aria.
Arrivo a casa tua tutto eccitato e prendo l’ascensore con la busta dei regali sotto braccio.
L’ascensore di ferma, si aprono le porte automatiche e avanzo nel pianerottolo.
La tua porta, come sei solita fare, è aperta, e appena entro sento il solito profumo che mi allieta l’olfatto e i sensi.
Ti cerco nelle stanze, ti chiamo e rispondi che sei in bagno. “Come al solito” penso tra me e me sorridendo. Vado nel soggiorno e appoggio le buste in terra e comincio a estrarre i pacchi.
Arrivi anche tu avvolta nel tuo solito accappatoio e con quell’asciugamano in testa che ti fa una tenera donna di casa.
“Quest’anno Babbo Natale è arrivato in anticipo vedo! Almeno ti potevi mettere la felpa rossa che ti ho regalato l’anno scorso cosi gli assomiglieresti di più..” sorride, dissacrandomi come al solito.
“Beh se vuoi quella me la metto il sei gennaio, cosicché potremmo festeggiare bene” ribatto un po’ scocciato dalla sua battuta.
“Si si, lo facciamo, cosi poi andiamo in giro e vediamo chi è la befana o il befano”
Non c’è nulla da fare hai sempre la battuta pronta e tagliente. Senza repliche.
Lasci cadere sulla sedia l’accappatoio e ammiro il tuo corpo, la linea perfetta del tuo seno sodo; con lo sguardo seguo la traccia delle natiche che si scioglie nelle gambe lunghe e nervose;
il tuo profumo è nell’aria e ti aggiri liberamente in casa.
Ogni volta che vedo questo spettacolo rimango sconvolto, mai vista una donna più bella, mai vista una donna così esageratamente sensuale nei movimenti, sexy nello sguardo, e tremendamente ipnotica mentre ti parla.
L’osservo in silenzio, come in estasi.
Esagerata. Femminile. Donna anche con quell’asciugamano in testa.
Vai nell’altra stanza mentre mi chiedi se ti avevo fatto quel cd con tutte quelle musiche rock che ascoltiamo da giorni.
“Certo che l’ho fatto signora. Sa che ogni sua richiesta per me è un ordine” le rispondo facendo il verso ad un maggiordomo dei film anni settanta.
Prendo il cd nel giubbotto e lo vado a inserire nel lettore.
Noti rockeggianti cominciano a espandersi nell’aria… Led Zeppelin - Whole lotta love, Page comincia a frustare la sua sei corde, mentre Plant squarcia il ritmo col suo dolce rauco sonoro...
“You need coolin', baby, I'm not foolin' “ si, non sono matto...
Cominci a fischiettare seguendo il ritmo della chitarra. Arrivo alla porta della tua camera da letto dove ti vedo in piedi, con indosso una sola canottiera nera, leggera, sotto la quale, il seno s’indovina libero da costrizioni e la temperatura dicembrina ti raggrinzisce piacevolmente i capezzoli.
Seguo Plant e le sussurro “Shake for me, girl, I wanna be your backdoor man.... Sei gia eccitata?”
Le passo un dito sul suo seno e lei, ritraendosi, leggermente infastidita mi da dello scemo.
“Che cosa hai nell’altra mano?” mi domanda.
Faccio il misterioso e poi le porgo un piccolo pacco tutto incartato.
“Ma dove hai comprato questa carta da regalo?” ride, cercando di capire quante posizioni del kamasutra siano raffigurate su quella carta…
Lo scarta velocemente e un “oh” di meraviglia e “wow” di piacere le escono in rapida successione.
Le se illuminano gli occhi alla vista di quelle calze particolari…velate nere, con legacci nel posteriore da chiudere a x e col fiocchetto alla fine.
“Posso provarle?” “Cazzo! Le ho comprate apposta” rido compiaciuto, mentre vedo i suoi occhi sempre più felici dell’azzeccato acquisto.
Ti butti sul letto a scartare il cellophane e pronta a indossarle, mentre si levano alti i grugniti di Lenny Kravitz.
Cominci ad allentare i legacci e alzi la gamba sinistra appoggiando il piede sul bordo del letto.
Ora oltre a quel piccolo lembo di pelo rasato e curato, intravedo anche le piccole labbra, leggermente arrossate, non saprei dire se dal freddo o da una eventuale toccatina fatta da lei prima in vasca mentre si faceva il bagno. Non le chiedo nulla, anche perché, conoscendola, potrebbe dirmi chiaramente che si era masturbata pensando al fornaio dove va di solito a comprare il pane.
Ecco non mi andava di incazzarmi, quindi vado oltre e le chiedo se le piacciono veramente.
Cominci ad indossarle lentamente alzando al cielo la tua gamba e stirandola in tutta la sua lunghezza. Ti prendo per la caviglia e ti bacio delicatamente l’alluce; ti accarezzo il polpaccio fino ad arrivare al ginocchio. Mi guarda con aria misteriosa e si morde delicatamente il labbro inferiore con quel suo arrapantissimo canino aguzzo che più di una volta mi ha morso provocandomi brividi di piacere. Le lascio la gamba con delicatezza mentre Patti Smith intona “Dancing barefoot”.
Capisco che le piacciono molto e annuisce mentre segue il ritmo della canzone “I'm dancing barefoot , heading for a spin , some strange music draws me in”
Rivado in soggiorno e ritorno dopo un paio di minuti con un’altra scatolina tonda e mentre valico la porta la vedo in piedi spalle allo specchio leggermente inarcata con la schiena ad osservarsi il culo e le gambe. Un’ immagine che da sola vale più di mille scopate semplici. Un brivido mi corre tutta la spina dorsale e mi arriva fino alle caviglie e sento che all’interno dei miei jeans sta succedendo qualcosa.
Dave Gahan attacca “Personal Jesus” e cominci a dimenare il culo al ritmo infernale e sensuale della canzone. Difficile resistere alla tentazione e lei lo sa molto bene e mi guarda accennando un sorriso malizioso che val più di tante parole.
Mi fulmini con un “Ancora regali? Con una scatolina cosi piccola difficile che sia un vibratore”
Ti piace mettermi alla prova, ti piace stuzzicarmi e io sto al gioco “Quello te lo compro per la Befana! Se non sarai brava, carbone nero e vibratore nero…”
Ridiamo insieme.
Scarta velocemente anche questo pacchettino e ai suoi occhi fa bella mostra di se un perizoma piccolissimo, sottilissimo con alcuni strass sul filo posteriore, come a tessere una leggera pioggia.
Sul davanti una piccola striscia velata che non nasconde nulla.
Mi dai un soffice bacio sulle labbra e con una mano mi sfiori la patta dei jeans e mi sussurri all’orecchio: “Oggi che hai fatto un giro al sexy shop vicino casa tua?”
“Veramente me li ha comprati mia madre”.
Fragorose risate mentre lei mi tira un cuscino per dimostrare la mia e la sua follia.
Le indossi come sempre molto lentamente, le fai aderire perfettamente all’inguine e con il dito della mano destra metti in posizione corretta il filo posteriore. Ti volti e mi chiedi come ti sta.
Mentre Tori Amos sussurra che sta “Perdendo la sua pazienza”, mi avvicino a te e ti do un piccolo schiaffetto sulla natica destra. “Hai un culo meraviglioso. Te lo leccherei all’infinito, finche non morirei disidratato”
“Addirittura? E non ci vorresti neanche giocare un po’? Sai potrebbe offendersi se non ci giochi”.
Mi “scodinzoli” il culo sotto al naso; quanto ti piace giocare, quanto ti piace il sesso. Mi fai morire, ti prenderei adesso cosi ti strapperei quel cazzo di perizoma e ti scoperei con violenza e dolcezza. Mi stai facendo eccitare da pazzi, ma non è il momento. Non ora.
Ti lascio cosi a quattro zampe col culo per aria e me ne vado, mentre sbuffi chiedendoti il motivo di tale mia azione.
Sotto, chitarra e voce di Pete Townshend mi chiedono “Chi sei”. Bella domanda, fossi in grado di rispondere ora sarei l’uomo più felice della terra.
Ritorno in pochi secondi, il ritornello dei “Who” si fa più insistente e tu lo fai tuo ballando e cantando sul letto. I capelli ti cascano sul davanti e ti muovi come in tranne; il tuo seno si muove dolcemente. Non è grande, ma preciso per essere preso in mano, come fosse una mela, e come frutta, mangiato, leccato, morso.
I tuoi capezzoli non cedono e continuano a star ritti come piccoli bottoni. Te li torturerei a sangue, tanto so che ti piacerebbe.
Altra scatola; più grande, avvolta in carta da giornale. Ancora una volta strabuzzi gli occhi meravigliata e mi dici :”E lì?” Ti getti verso di me, mi guardi dritto negli occhi “Ma tu sei tutto matto”. “Si di te!” non riesco a dirlo, le parole mi si strozzano in gola.
Ti risiedi sul letto e metti la scatola sulle cosce. Apri e esprimi tutta la tua gioia nel vedere un paio di stivali in latex con tacco altissimo.
“Fanno molto zoccola questi” e riammicchi.
“Beh a me piacciono molto, e li volevo vedere indosso a te. Poi scusa lo dici sempre che lo sei” sorrido. Fa un gesto come per tirarmeli.
Robert Smith, intanto, canta una dolce ninna nanna per noi.
Li indossi, ti pieghi lentamente, i capelli ti arrivano quasi al pavimento, la luce che passa dalla finestra ti increspa il viso, lo rende scuro, quasi diabolico. Vorrei immortalare quell’istante, mentre con le mani cerchi di stirare il latex di entrambi gli stivali.
Ora sei in piedi, alta, sensuale, ora il viso non è più diabolico, ma nei tuoi occhi vedo dei fulmini di passione che schioccano fragorosi.
Ti avvicini e cerchi la mia bocca e la mia lingua. Te ne concedo poco, poi ti allontano e ti spingo sul letto. Sei seduta , a gambe leggermente larghe, un occhio coperto dai tuoi capelli e i tuoi capezzoli che fanno ancora capolino da quella canottiera nera. Sei eccitata, te lo leggo negli occhi, quei fulmini sono carichi di energia sessuale, e non vedono l’ora di scagliarsi su un albero e spaccarlo a metà. Appoggiato con una spalla allo stipite della porta sento di nuovo Tori che parla di “servi e padroni”.
“Mi hai fatto tutti questi regali e io non ho fatto nulla a te” Allarga le gambe e comincia a passarsi una mano sotto il perizoma “Ti piace cosi?”.
Non le rispondo, ma cazzo, mi piace si e mi sto bagnando e come una lumaca lascia la sua striscia dove passa, io sto sicuramente “sporcando” i miei boxer neri.
Il rigonfiamento, inevitabile, dentro i miei jeans blu viene notato da lei; alza la gamba sinistra e, continuandosi a toccare leggermente il clitoride col medio e l’anulare della mano destra, passa la pianta dello stivale sul mio cazzo che non riesco più a trattenere.
“Allora ti piace quando faccio la porca! Sei un porco anche tu come me…”
Sposto la sua gamba e mi catapulto sopra di lei, la bacio come se la volessi mangiare, mi cibo delle sue labbra, mi gusto la sua lingua che danza con la mia. Hai un sapore buonissimo, non te l’ho mai detto, ma ti bacerei solo per sentire il tuo sapore, come Hannibal Lecter mi ciberei di quello!
Con la mano destra salgo dal ginocchio passando sopra il liscio e freddo latex, arrivo poco sopra e sento il velato delle calze, misto al calore della tua pelle, ora tra me e la mia mano, non c’è più nulla solo i tuoi fianchi e il tuo calore. Ripercorro all’inverso l’autostrada della tua gamba, il mio respiro si fa più affannoso, passo a baciarti il collo, mentre tu continui a ansimare grazie al movimento della tua mano sulla tua fica. Sarà bollente, penso, ma continuo a baciarti e morderti collo e spalle. La mia mano cambia obiettivo. Il tuo seno destro. Lo prendo tutto in mano, lo stringo con violenza e dolcezza, passo a morderti sopra la canottiera.
Mi fermo; mi alzo. Sinead ci parla di una “Casa del Sole Nascente”, proprio quando il sole comincia a farsi color arancio.
“Vieni, alzati e levati la canottiera. Vieni con me, ho un’altra sorpresa”
non capisci, ma obbedisci ai miei ordini; l’eccitazione in questo momento ci farebbe fare qualsiasi cosa.
Ti porto nel soggiorno, sposto tavolo sedie e faccio spazio al centro della stanza.
“Ho comprato la fotocamera digitale e voglio fotografarti, voglio fermare il tempo con te, in questo preciso istante” Le dico questo e le mostro l’ultimo regalo: un paio di manette vere, d’acciaio.
Accetti perché lo vuoi anche te; cadono tutte le tue remore di costrizioni e di paure.
Ti serro un polso con le manette e senti il freddo che avvinghia la tua pelle, ma il calore della tua voglia lo fa passare in fretta e ti faccio mettere a pecora, in mezzo alla stanza rosseggiante per via del tramonto.
Siamo in eccesso di voglia e gli inxs in sottofondo mi ricordano che “Ho bisogno di te stanotte”.
I capelli ti coprono il volto, la gravità rende ancora più belle le tue tette. Si, il primo scatto è per loro, per il mio frutto morso più volte; metto a fuoco e scatto un primo piano del tuo capezzolo del tuo seno destro, dritto, eccitato. Il vero monte Parnaso, seno di divina beltà.
Mi allontano di un metro e ti faccio un primo piano delle tue gambe, con i tuoi fianchi in bella evidenza. Gli ultimi flebili raggi di sole fanno sembrare i tuoi glutei due succose mele rosse, li palpo, li stringo e li sculaccio. Un segno ancor più rosso rimane su di te. “there's a dark secret in me don't leave me locked in your heart” canta Carmen.
Sembra incredibile anche la canzone lo dice, il tuo segreto, il tuo culo, lo fotografo e rimarrà sempre con me nel mio cuore, non lo dimenticherò mai.
Le voglie crescono in noi. Ancora non capisci il significato delle manette, anche perché non ti ho legata, non ti costringo a far nulla che tu non voglia.
Vengo davanti a te, tu ancora in quella posizione che mi eccita,che mi ricorda i disegni di Manara, cerchi le mie labbra, ti bacio e ti mordo il labbro inferiore, lasciandoti un segno anche li.
Scatto.
Ti alzi, sei stanca di questo gioco, vuoi di più. Ti chiedo un altro paio di scatti ancora, promettendoti, poi, di essere in tua completa mercé.
I capezzoli, complice ancora il freddo, non accennano a tentennamenti, non cedono alla loro sorte e, mentre, si alza li bacio, li succhio e li rimordo.
Ti faccio mettere sotto al solaio della porta, ti faccio allargare le gambe, chinare la testa in avanti cosicché il tuo viso si copra e con le mani arrivi a toccarti dentro al perizoma. Scatto e Janis intona “Didn't I make you feel like you were the only man -yeah! Didn't I give you nearly everything that a woman possibly can ? Honey, you know I did!”
Si, cazzo. Lo stai facendo.
Ultima foto, ultimo scatto. Ti faccio voltare gambe dritte, tese, nervose, e tu piegata. Vedo solo il tuo sedere, il tuo magnifico rotondo sedere.
Prendo una candela, l’accendo e faccio scendere sui tuoi glutei alcune gocce calde di cera. Stringi istintivamente le natiche a causa del bruciore, ma subito dopo ricedi e ritorni serena e calma.
Sistemo la candela per terra, proprio sotto di te e come quella fiamma brucia, anche Jim chiede di “accendere il suo fuoco”.
Mi inginocchio dietro di te e dopo averti spostato il filo del perizoma, comincio a leccarti la fica e mi aiuto con un dito.
Sei bagnatissima ed eccitatissima. I tuoi gemiti sono sempre più forti; passo a leccarti il culo, mentre continuo a penetrarti con un dito prima e dopo poco anche con un altro. La tua fica è fradicia e i tuoi umori colano tutto intorno e mi inebriano. Sento il tuo odore sul mio pizzetto. Eccitante.
Sottofondo dei Pink Floyd, melodia fantastica, ma ancor di più è lei che mi dice “Scopami, inculami, impalami”. Waters e Gilmour non avrebbero fatto mai nulla di meglio con le loro melodie.
Mi alzo, sbottono la patta dei jeans e tiro fuori il mio cazzo più che gonfio da tanta tortura. Appoggio delicatamente la cappella dentro quel calore indescrivibile… Paradisiaco lo dice anche Axl.
Mi fermo, esco. La giro e la bacio con voglia. Mi stacco di nuovo, la guardo negli occhi e sembra chiedermi di continuare. Lo faccio anche senza che me lo chieda. Le sfilo le manette, la prendo per mano e andiamo in camera di letto. Posiziono la fotocamera digitale per fare degli autoscatti su una mensola, mi spoglio velocemente, mi sdraio sul letto e mi ammanetto al letto.
“Fai di me ciò che vuoi… SCOPAMI, USAMI”
Hai lanciato la tua sfida, ora non puoi più tirarti indietro...
ammanettato alla spalliera di metallo del mio letto, completamente nudo e pronto a soddisfare i miei più intimi desideri... il mio "personal jesus" come ripete melodiosa la canzone che rimbomba dalle casse dello stereo, che abbiamo lasciato acceso in salotto.
Mi avvicino suadente, con gli stivali di latex che strusciando tra di loro producono un rumore quasi animale...sei la mia preda e ti fisso vogliosa cercando di decidere da dove iniziare il mio pasto..
Salgo sul letto e annuso il profumo del tuo corpo senza staccare mai i miei occhi dai tuoi; il tuo sguardo si difende dal mio, ma è incapace di arrendersi al mio sorriso perverso
Assaggio la tua pelle con la lingua umida e un brivido percorre tutto il tuo essere; sospiri quando la mia bocca si posa sul tuo cazzo, lo prendo in mano e lo lecco avida.
Le tue mani vorrebbero essere libere, lo so, lo capisco dai movimenti che fai, ma è una dolce tortura la mia e durerà tutta la notte.
Salgo a cavalcioni su di te, ti bacio dolcemente le labbra, e con violenza ti graffio le braccia tese e il petto. Nella mia bocca sussurri qualcosa... Lo so, sono una puttana, non ho bisogno che tu me lo ricordi. Ti mordo il collo, voglio che il mio marchio rimanga impresso sulla tua pelle oltre che sul tuo cuore! Tutte devono sapere che sei stato mio, solo mio, il mio schiavo fedele, la mia vittima e io il tuo boia; la mia eccitazione è altissima, ma non voglio finire questo gioco, non ancora!
Mi giro, la tua testa tra le mie gambe e so che se potessi strapperesti quell'ormai stupido perizoma che hai scelto per me con tanta cura, ma che ora non fa altro che complicarti la vita.
Afferro con un pò di forza la tua voglia e stringo facendoti sobbalzare; il dolore non è niente rispetto al piacere che voglio farti provare.
Partendo dalle palle la mia lingua sale, fino alla cappella, la prendo in bocca come fosse l'unica fonte da cui potermi dissetare e poi lo ingoio tutto e, dolcemente, mentre la mia lingua continua a giocare mi muovo al ritmo lento di "Wrapped around your finger" di Tori Amos.
Ma è la tua lingua che avvolgo, senza l'ausilio delle mani è l'unico mezzo che puoi usare per scoparmi, ora; si è insinuata con facilità tra la stoffa sottile che copre il mio sesso caldo e voglioso. Sono un lago nella tua bocca; probabilmente se riuscissi a tenermi ferma, non avrei scampo, mi avresti già fatta esplodere, ma non puoi! Un risolino mi sfugge...
Intanto mi inumidisco un dito e, mentre con una mano continuo a toccarti il cazzo e con la bocca a succhiarti, te lo infilo nel culo...non sembri stupito, anzi allarghi un pò più le gambe per facilitarmi la manovra... hai proprio ragione quando dici che sono ancora "piccola", illudermi di sorprenderti. Ah, che stupida!
Comunque il gesto ha sortito il suo effetto! Nella mia bocca ti sento sempre più duro.
Ogni volta che ti agiti o provi a dire qualcosa ti soffoco con la mia fica. Inizio a pensare che tu lo faccia apposta!! eh no, caro.. qui comando io!!!
Mi volto e ti schiaffeggio il viso, questo sì che non te l'aspettavi... Un lampo di qualcosa che non riesco bene a definire passa per un attimo nei tuoi occhi e stai per obiettare ma non te lo permetto e ti metto le mie tette sulla bocca, ti riempi con esse, inizi a mordermi un capezzolo. Oddio quanto mi piace...struscio la mia fichetta fradicia sul tuo cazzo. Godo come una maiala, ma non mi lascio distogliere dal mio obiettivo e allungo una mano fino ad arrivare al comodino dove è adagiato il mio foulard, nero come la notte..."light my fire.. come on baby..." mi sussurri mentre alzo la schiena.
Certo amore, non dubitare!
Un ultimo sguardo ai tuoi occhi viziosi prima di bendarti...
Un ultimo bacio alla tua bocca maniaca prima di lasciarti...
Mi allontano per recuperare la candela che poco fa hai usato tu con me...
Torno, cercando di non farmi sentire e mi avvicino al letto...
Percepisci il mio odore, un sorrisino appare sulle tue labbra...
Mi libero, finalmente del perizoma... inizio a girare intorno al letto come un predatore gira attorno al suo bottino... certo, sai che sono lì, ma non puoi sapere da dove colpirò.
Lascio cadere un pò di cera calda sul tuo polpaccio, un sussulto... hai capito a cosa voglio giocare, adesso?
Il tuo cazzo è sempre durissimo e i tuoi respiri veloci. Striscio sul letto e faccio aderire il mio profilo al tuo corpo, i miei umori ti bagneranno sicuramente la gamba; lo senti e la muovi quasi a volermi stimolare. beh, ce la fai benissimo!
cera bollente sul petto, poi più giù fino all'inguine... appoggio la candela e faccio scorrere i miei capelli ancora umidi là dove ho infierito, quasi a volerti dare sollievo.
Ora sono di nuovo sopra, il contatto è davvero molto intimo. appoggio la punta calda e pulsante del tuo sesso all'ingresso del mio e sento che con il bacino cerchi di avvicinarti per entrare, ma io ti sfuggo.
E’ così eccitante!
Avvicino le mie tette al tuo viso, lo affondo in esse e ti chiedo se vuoi scopare, adesso...ti manca il fiato per rispondere tanto sei preso a leccarmi e mordermi..
Oddio, questo gioco sta diventando troppo anche per me!
Vorrei affondare sul tuo cazzo e riempirmi fino in fondo, vorrei che le tue mani fossero libere di esplorare tutto il mio corpo, vorrei che i tuoi occhi mi guardassero mentre godo per te e che la tua bocca mi sussurrasse parole volgari e dolci allo stesso tempo.
Mi struscio come una cagna in calore... la tua troia bagnata vuole che la scopi...
“Ti prego, scopami...”
Quasi ti supplico nel pronunciare queste parole.
Ti fermi, lasciandomi per un attimo interdetta... Le tue mani sono magicamente libere, mi ribalti e prendi il sopravvento mentre il foulard ti è sceso sul collo e i tuoi occhi mi fissano divertiti ma seri...
In un momento capisco tutto, sei sempre stato libero di muoverti, le manette non erano bloccate. Socchiudo gli occhi e digrigno i denti...
“Brutto stronzo!”
Mi agito sotto di te... tiro pugni sul tuo petto... prendi i miei polsi e mi incolli al letto...
Inizi a baciarmi, mentre cerco sempre di divincolarmi dalle mie manette, le tue salde mani...
Mi mordi il collo facendomi urlare... scendi fino al seno e mordi anche quello...
I miei lamenti ora servono solo a nascondere la mia crescente eccitazione...
“Sei una puttana, lo so che ti piace essere dominata...”
Così dicendo, senza troppi preamboli, del resto i miei di poco prima erano sufficienti, riempi la mia voglia...
Ti muovi affondando il tuo cazzo in profondità... mi baci e mi lecchi... cerco la tua lingua con la mia... abbandoni i miei polsi e vai ad alzarmi una gamba, il latex si incolla alla tua schiena...
mi metti due dita in bocca e io te le pompo proprio come ho fatto poco fa col tuo cazzo...
ora ho di nuovo la tua lingua in bocca...
non capisco più niente...
sento le tue dita infilarsi dietro, nel mio culo...
“sì, scopami il culo” Ti chiedo delirante.
Con la mano libera mi tocchi le tette... mi piace il modo in cui non trascuri niente di me.
Le mie unghie si piantano sulla tua schiena, segnando solchi che domani ti faranno sicuramente male...
“Ti scopo tutta, sei la mia puttana, voglio sentirti godere...”
Mi sfondi ancora per un pò stando sopra... poi ti stendi di fianco a me, mi fai allargare le gambe mentre con una mano mi stimoli il clitoride...
Mi vuoi far morire...
Dal dietro mi entri nella fica... è assurdo come tu riesca ad arrivare ovunque...
Il tuo cazzo nella mia fica, una tua mano sul clitoride sempre più gonfio, l'altra a strizzarmi un capezzolo e la tua lingua nella mia bocca... mi fai impazzire!
“Senti come scivola bene e sai perchè? perchè sei bagnatissima, sei una porca e me lo fai diventare durissimo... godi puttana, fammi sentire come godi...”
Beh, non me lo faccio ripetere due volte, non resisto più...
Nella mia mente vedo un bosco brulicante in cui i raggi del sole si inoltrano insistenti tra i rami e le foglie... odore di muschio.. un lampo di luce accecante... e poi la pace!
sì, questo è il paradiso e tu me ne hai aperte le porte!
1) Led Zeppelin - Whole lotta love
2) Lenny Kravitz – American woman
3) Patti Smith - Dancing barefoot
4) Depeche Mode – Personal Jesus
5) Tori Amos – Losin’ my religion
6) The Who – Who are you
7) The Cure – Lullaby
8) Tori Amos – Wrapped around your finger
9) Sinead O’Connor – The House of the Rising Sun
10) INXS – Need you tonight
11) Carmen Consoli – I can’t get you out of my head
12) Janis Joplin – A piece of my heart
13) The Doors – Light my fire
14) Pink Floyd – Wish you were here
15) Guns’n’roses – Knockin’ on heaven’s door
(AGI) - Genova, 5 lug. - "Fare sesso due volte alla settimana, non di piu'". Questa la prescrizione che un medico in servizio al pronto soccorso dell'ospedale genovese Villa Scassi ha fatto ad una giovane donna affetta da "stato ansioso". La visita e' stata effettuata lunedi' scorso, nel pomeriggio. La notizia e' stata anticipata stamani dal quotidiano genovese "Corriere Mercantile". La donna si e' presentata nel punto di primo soccorso del nosocomio della delegazione di Sampierdarena afflitta da una profonda agitazione. Il medico l'ha a lungo visitata, effettuando anche una visita ginecologica. Dopo avere esaminato gli esiti della misurazione della pressione, dei battiti cardiaci, della respirazione in correlazione alle altre visite, il sanitario non ha potuto fare altro che scrivere sul referto un consiglio assai antico: "Fare sesso due volte alla settimana, non di piu'" per curare i sintomi di cio' che ha definito, sempre per iscritto, un semplice "stato ansioso". Non resta che attendere gli esiti della cura, che potrebbe in un sol colpo spazzare via l'abitudine medica di prescrivere calmanti e ansiolitici.(AGI) -
http://it.notizie.yahoo.com/agixml/20070705/tit-al-pronto-soccorso-per-ansia-medico-8968993.html
Dai fallo.
Dalla mie labbra escono solo queste parole, questo messaggio in codice di cui avevamo parlato qualche giorno prima al telefono.
Sento la tua bocca muoversi, la tua testa contorcersi intorno al mio sesso. Sei divertita e confusa, ma non riesci a staccarti da li.
Lecchi, succhi, pompi aiutandoti con la mano... con l'altra giochi con le mie palle, le massaggi e le tasti, con maestria, leggiadria e con delicatezza... il mio membro si irrigidisce sempre di più, lo
sento ingrandirsi nella tua bocca e sento dei versi di piacere mentre continui il tuo lavoro di godimento.
Dai fallo.
Lo hai sentito bene ora, e ti stacchi da lui continuando a masturbarmi sempre più veloce, sempre più eccitata. Ti volti e mi chiedi di ripeterlo ancora
"dai fallo fallo, dai ti prego fallo..."
"Si lo faccio per te" e nel mentre mi infili tutto l'indice nel sedere.
Ora mi masturbi, mi lecchi i testicoli e mi penetri con un dito nell'ano.
Non pensavi che te l'avrei chiesto, non pensavi che per me fosse la prima volta, ma non c'hai pensato su due volte e hai cominciato a penetrarmi e leccarmi il buchino.
Mi sentivo riempito e godevo. Sentivo il solleticare della tua lingua sull'ano e il piacere d'essere deflorato con un tuo dito. Mi sentivo tuo, mi sentivo te dentro e ora capisco come ci si sente ad
essere "presi".
Il tuo lavoro, mano, dito, lingua è continuato, ma per me, oggi, ci sei solo tu.
Mi sposto, mi levo sentendo il tuo disappunto, sentendo la tua voglia di assaporarmi fino in fondo, sentendo il mio sapore, d'altronde fino a poco prima ti ho assaggiata solo io...
Eh si, fino a poco prima eravamo li sdraiati sul divano a parlare del più e del meno, fino a quando ti ho fatto un piccolo massaggio sulle tempie, sulle spalle e t'ho abbracciata da dietro.
Nel fare questo movimento te ho sfiorato un seno, rotondo, piccolo ma preciso da stare
in mano, di quelli che sono precisi per le coppe di champagne... Li forse è scattato qualcosa in me e, forse, anche in te...
I nostri sguardi sono stati diversi, più intensi, le nostre voci decisamente più basse, più sussurrate. Sembrava che ci conoscessimo da una vita, che fossimo stati sempre insieme, invece era il nostro
primo appuntamento, la prima volta che stavamo da soli. Una carezza sulle gote, a rincuorarti, a sincerarti che non ti avrei mai fatto del male, che non avrei voluto fare cose che a te non sarebbero andate. La tua mano che sfiorava e accarezzava il mio braccio, in cerca di sicurezza, in cerca di affetto sincero. La mia mano è andata dietro il tuo collo, mi sono sporto e avvicinato alle tue labbra, solo avvicinato, poi insieme abbiamo fatto il resto. Il contatto, il bacio... lungo delicato, passionale, mordicchiato e succhiato.
Cazzo.
Mi piace come baci, mi piace il tuo sapore. Per quanto ci siamo baciati? Mi è sembrata un'eternità, e avrei voluto continuare a farlo. Ti sei alzata e ci siamo abbracciati e abbiamo continuato a
baciarci, con le nostre mani che esploravano ognuna il corpo dell'altra. Spalle, braccia, gambe, collo, testa. Mani senza meta e senza fine, che correvano alla ricerca di un non so che, di tempi
andati, di cose da sognare, di momenti da ricordare.

L'amore non esiste...
... o meglio io, almeno, non l'ho mai incontrato.
Si, perché, se esistesse, la mia ex non mi avrebbe lasciato.
Si, quella con cui ho vissuto insieme per sette anni, ah la solita crisi dei sette anni! Ma non è che
uno si rompe le palle e dopo un po’ l’abitudine la fa da padrone?
O al limite starei ancora con quell' altra.Quella che mi definì:
"tu non sei da una sola scopata e basta"
La cosa divertente è che lei me lo disse ma non perché avrebbe voluto pure la seconda ( e io gli ho dato la seconda, la terza, la quarta eccetera eccetera), ma lo disse perché ci credeva veramente.
Ma allora, mi chiedo, perché alla fine è venuta a letto con me?
Una birra di troppo? Potrebbe anche essere oppure chissà.
No, no, l'amore non esiste, altrimenti non posso credere che tutte le ragazze che ho conosciuto mi dicono di essere una persona interessante, di essere al di fuori dagli schemi...
Me lo dicono dopo un po’ però, perché prima dicono che sono un rompicoglioni.
Si un rompicoglioni al di fuori degli schemi!
Ma basta...
Ma fuori dagli schemi cosa?
E poi cosa significa essere al di fuori degli schemi? Schemi di chi?
Chi è che ha disegnato questi schemi dei quali io sono al di fuori? Non è che sono un disadattato sociale? Un emarginato? Si, si potrebbe essere questo. Sono un emarginato e un solitario e, quindi, le ragazze si avvicinano a me incuriosite, come quando ci si avvicina alla gabbia delle scimmie.
Non capiscono il motivo per cui sto da solo e qualche volta mi tirano anche delle noccioline.
Si mi danno da mangiare per tre o quattro mesi per stare anche loro al di fuori di quegli schemi; forse sarà (o si dice farà?) fashion o glamour (ma chi ha usato per la prima volta queste definizioni? Sicuramente quel pappone di Briatore). “Usare” la mia verve, la mia fantasia, per ritrovare quella fiammella che lentamente si sta spegnendo.
Ma dai...
No, no, l'amore non esiste altrimenti perché quella sera mentre le stavo succhiando il clitoride stavo pensando alla mia moto e a quel bastardo di meccanico che ancora non l’ha riparata?
A dire la verità, prima della moto, stavo pensando che la fanciulla in questione aveva bisogno di una bella ceretta, anzi a dirla proprio tutta, le avrei dovuto disboscare tutto l’ambaradan, visto che avevo difficoltà a trovare quel piccolo pezzettino di carne…
No, no l’amore non esiste perché, mentre me la stavo scopando da dietro, non dovevo pensare alle impronte delle mani che le stavo facendo lasciare sul cofano anteriore della mia auto.
Un trofeo da esibire ai miei amici contornato da movenze mimiche dell’atto.
No, no non esiste…
Soprattutto perché pensavo a lei. Ai suoi occhi da cerbiatta, cosi dolci che mi hanno scaldato il cuore. Alle sue smorfie che mi facevano ridere ma che mi facevano scorrere una scossa elettrica lungo la spina dorsale.
Ho immagazzinato tutto di lei in modo da non dimenticare nulla, compreso il suo sorriso e le sue risate. Rideva di gusto e a me piaceva farla ridere. Faceva bene a lei e soprattutto a me.
Oddio non ho solo ricordi romantici di lei, ho anche un flash che difficilmente potrò scordare.
E non è molto romantico come questi precedenti, anzi, per nulla. Un ricordo erotico sessuale…
Il suo sedere che si dimenava davanti a me, in attesa di un gesto d’amore.
No, no l’amore non esiste altrimenti non sarei andato in bianco in quel momento… Maledetti preservativi… vi odio e siete la mia rovina.
Una amica non si spiega il perché delle mie reazioni. Dice che mi sta studiando come sui documentari di Discovery Channel.
Ma sono veramente cosi anormale? Sono così al di fuori degli schemi? O lo dice per farmi cornuto e contento? Poi, se ci rifletto bene, lo dice lei questo, quando ha paura anche di farmi una telefonata…
No, no l’amore non esiste e continuo a ripeterlo, ma neanche donne normali… o quantomeno che siano all’interno dei miei schemi.
PS
Questo racconto non è frutto della mia fantasia malata e perversa, ma un resoconto della mia vita reale.
Voglio bene a tutte le donne che sono state menzionate qui sopra, anche se alcune mi hanno fatto incazzare e altre lo fanno tutt’ora. Si, vi voglio bene, perché è chiaro che l’amore non esiste e anche l’amicizia uomo donna.
Ma questo è un altro discorso ;)
Ci siamo sentiti per telefono e mi hai pregato di essere veloce. Mi hai
scongiurato di arrivare a casa tua il più velocemente possibile.
Prendo, scendo le scale due a due. Infilo il casco e inforco la moto. Nel tragitto che mi
separa da te comincio a riflettere. "cosa sarà mai successo, cosa
vorrà di cosi importante!"
prima, seconda, quarta, sbaglio anche a ingranare le marce e intanto
zigzago tra le auto che mi sembrano ostacoli messi li da qualcuno che
ce l'ha con me, che mi vuol far fare tardi.
Non posso! Quarta, quinta, rettilineo centocinquanta all'ora...
rosso! Vecchina! Oddio!
Schivata per un pelo! In compenso un'altra persona che mi manda
accidenti...
Arrivo, inchiodo, scendo. E la catena? Cazzo la mia nuova suzukina... e
se me la fottono? Non posso perder tempo. Citofono... una voce
"ancora sei lì? Sbrigati"
Rifletto. Ma come sbrigati... c'ho messo sette minuti ad arrivare a
casa tua. Sono le sette e trentanove di venerdì sera, i negozi
chiudono e per sbrigarmi non ho potuto neanche sbirciare le commesse in
gonnella sui motorini...
Apro il portone, ascensore? No! Ci mette troppo... altri tre piani di
corsa stavolta i gradini diventano tre a tre. Arrivo al terzo piano col
cuore che mi scoppia. La porta è aperta come al solito, ma stavolta è
buio, c'è solo una flebile luce. Decine di candele profumate sono
accese sul pavimento. Sembra di vedere una pista d'atterraggio. Forse
è il punto dove devo atterrare. Sorrido.
Odori si mescolano nelle mie narici. Entro e pronuncio il tuo nome.
Nessuna risposta.
Chiudo la porta alle mie spalle in maniera silenziosa, pensando che il
nonrumore che di solito faccio ti spinga a parlare... nulla...
Cammino lungo il sentiero di fiammelle e arrivo nel soggiorno e ti vedo
li vestita solo di una collana di perle bianche... seduta sul
bracciolo della poltrona, schiena leggermente inarcata, un piede
appoggiato al pavimento, mentre l'altra gamba alzata e appoggiata
alla seduta della poltrona.
Ti stai masturbando, ti sento gemere, mi dici di avvicinarmi. Lo faccio
e nel mentre mi spoglio.
Il mio cazzo si è subito messo in posizione, duro sull'attenti.
Continui a toccarti, ti bacio dolcemente sulle labbra e poi passo
velocemente e avidamente sui tuoi capezzoli. Li mordo e gemi, li
stringo ma voglio di più. Ti faccio girare e ti faccio appoggiare le
braccia allo schienale della poltrona affinché possa vedere lo
spettacolo più bello del mondo. Il tuo culo. Te lo lecco e ti scopo la
fica con l'indice. Continuo e faccio entrare anche il medio. Gemiti di
piacere si sentono, misti a parole confuse. Non ti capisco. In questo
momento non capisco più nulla. Sono letteralmente infoiato. Continui a
parlare e capisco che lo vuoi in bocca. Ti giri di nuovo e con una mano
ti tocchi e con l'altra mi masturbi e con la bocca mi spompini. Sento il godere
crescere in me. Sento che anche te stai per esplodere. È un attimo e
veniamo insieme. Cinque secondi per ritornare collegati al mondo reale
e ti bacio scambiandoci i nostri sapori ancora nelle nostre bocche.
Sento le campane. Sorrido. Le campane? Cazzo! E' l'antifurto della
suzuki!

"mi succhi l'anima così.."
rivesto la tua pelle con la mia saliva,
chiudo le tue carni tra le mie labbra,
affondo tra le tue gambe..
sussulti.
respiri affannosamente.
stringo il tuo piacere fra mani e bocca.
ti trattengo tra realtà e infinito.
ti accompagno nell'ineffabilità..
esito.
temporeggio.
gioco..
ingoio i tuoi gemiti.
i tuoi occhi mi divorano..
"voglio entrarti nel cuore"
stringo la nostra passione.
mi agito tra i tuoi sussurri..
striscio tra profumi al sapore di lussuria.
freme il sangue.
vibra il cuore.
veloce è la corsa del nettare divino.
il tuo miele mi chiama.
un sogno mi brama:
innaffiata da te,
colma di noi,
bevo la nostra eternità.
"si....dissetami.."
[...tutto è divinità...]
AriaVagante
Acqua e vapore
Lì nella tua vasca,
ti immagino tutta nuda
sola
il vapore, effetto vedo non vedo,
l'odore della cannella che si sparge nell'aria,
una benson tra le tue labbra
un bicchiere di falanghina in mano...
sottofondo di plant e page che intonano lullaby,
al chiarore di una candela...
Un gemito sconquassa lo stomaco
si spande nell'aria
un'onda si propaga nella vasca
Appoggiato alla porta godo
nel vederti così mia

La penombra della stanza avvolge nel calore due corpi nudi di donna. I nostri corpi. Ti osservo muta, immobile, la gola brucia riarsa dal desiderio della tua pelle. La mia mano quasi trema, vuole sfiorare … non voglio toccarti, voglio assaporare quella sensazione infinita che lentamente invade la mia pelle, si insinua nei pori, penetra le mie carni per raggiungere il mio sesso e inondarlo di desiderio. L’attesa ti brucia, te lo leggo negli occhi, lampi di fuoco attraversano le perle di giada. Io implacabile non mi muovo. La tigre che è in te si scatena e la tua bocca avida cerca la mia. L’incanto dell’attesa è rotto, ma inizia un altro dolce momento. La tua lingua esplora la mia bocca e la danza della conoscenza intreccia le lingue. Il languore della ricerca di noi ci pervade e le mani corrono lievi a strappare intensi brividi all’epidermide. La mia mano, nel suo cammino, indugia sul tuo capezzolo. Un lampo, un turbine di emozioni, non posso trattenermi, il mio fiore si sta bagnando per te. Ora sei supina, immobile sul letto, le mani e piedi inchiodati, aperti. Ti stai offrendo a me e la tua offerta ti inchioda senza essere legata, sento che non ti muoverai. Inizio il gioco dell’eccitazione, la mia lingua percorre la tua pelle e avida si tuffa sui capezzoli, ho fame di loro, sento la necessità di succhiarli voracemente, di morderli, di sentirti sussultare per me. La mia fame non si placa, vuole di più, vuole il fiore che la mano sta accarezzando e lentamente, sul sentiero di pelle lo raggiungo. Improvvisamente le mie narici si dilatano, si nutrono del tuo profumo selvaggio. La mia lingua cupida si tuffa nel tuo fiore e non ne vorrebbe più uscire, titilla il clitoride, esplora le labbra, si tuffa nell’oceano d’amore che è in te. Mordo e solletico, accarezzo ed esploro, stringo e titillo. Lentamente affondo un dito, lo muovo indagante per carpire il tuo calore. Ti sento sussultare, il piacere ti scioglie. Dopo è solamente una tempesta di emozioni, pulsioni, sensazioni. Disordinate e ordinate nubi corrono nella notte, travolgono le stelle e io mi perdo in te. E ancora. E ancora. Finchè sfinite ma non appagate ci ritroviamo abbandonate in un abbraccio di dolci silenzi ….
Questo è quello che ora vedo di te. I tuoi occhi, 2 stelle. Verdi che rispecchiano i miei.
Quando mi hai invitato a casa tua eri serena e contenta di conoscermi, ora di più...
Il nostro primo incontro.
Ti sei vestita provocante, proprio per quest' occasione speciale. La tua camicia bianca senza bottoni ti fascia la parte superiore del corpo... Lacci di raso strin